Iva, i ministri economici dell’UE approvano la riforma delle aliquote proposta dalla Commissione

Da sinistra, il ministro italiano dell'Economia Daniele Franco, il ministro delle Finanze e presidente di turno dell'ecofon Andrej Šircelj, e il commissario UE agli affari economici Paolo Gentiloni. Bruxelles, 7 dicembre 2021. [EU newsroom]

I ministri dell’Economia della zona euro hanno deciso all’unanimità di modificare le regole sull’Iva, in modo da permettere agli Stati membri di applicare con maggiore flessibilità riduzioni e aliquote ridotte, includendo nelle categorie agevolate la sanità, i beni ambientali e la transizione digitale.

La decisione è arrivata al termine del vertice Ecofin che si è svolto lunedì 6 e martedì 7 dicembre a Bruxelles. I ministri economici dei 27 hanno dunque accolto le proposte della Commissione UE che mirano – si legge in una nota – a fornire “ai Paesi membri maggiore flessibilità nelle aliquote, e garantiscono un trattamento paritario tra gli Stati” dell’Unione.

Inoltre, “la legislazione aggiornata allineerà le norme sull’IVA alle priorità comuni dell’UE come la lotta ai cambiamenti climatici, il sostegno alla digitalizzazione e la tutela della salute pubblica”.

Tra i beni che entreranno a far parte delle categorie agevolate, infatti, ci sono gli assorbenti femminili – la cui aliquota in Italia, dopo  un lungo dibattito, dovrebbe infine venire ridotta dal 22 al 10% con la manovra di Bilancio di quest’anno -, le “mascherine protettive sanitarie”,  le biciclette, comprese quelle elettriche, le ristrutturazioni su abitazioni, le spese per l’accesso a internet.

Un altro punto della riforma prevede che dal 2030 non sia più possibile concedere aliquote ridotte a beni e servizi quando questo avvenga “a detrimento dell’ambiente e degli obiettivi UE sul cambiamento climatico”.

Le esenzioni e le deroghe su alcune tipologie di beni attualmente esistenti per ragioni storiche in alcuni Stati, poi, appena entreranno in vigore le nuove norme saranno possibili in tutti i paesi, per garantire equità di trattamento ed evitare distorsioni alla concorrenza.

“Tutti gli Stati membri devono essere trattati allo stesso modo e devono pertanto avere le stesse possibilità di applicare le aliquote ridotte, che dovrebbero tuttavia rimanere un’eccezione rispetto all’aliquota normale”, scrive ancora la nota della Commissione, che specifica inoltre che uno Stato membro può applicare un’aliquota inferiore al 5% su al massimo sette categorie di beni e prodotti, elencate nell’allegato III del documento.

Le nuove misure dovranno passare al vaglio del Parlamento europeo, che dovrà approvarle entro marzo 2022. Dopo la ratifica formale dei Paesi Ue – che aurano tempo fino al 31 dicembre 2024 – la nuova direttiva entrerà in vigore entro venti giorni.

“L’accordo di oggi – ha detto il commissario UE agli affari economici, Paolo Gentiloni – è un’ottima notizia. Il risultato di una maratona di negoziati, mostra che dove c’è una volontà, c’è una via: una via europea per andare avanti. Gli Stati membri avranno più flessibilità per far sì che i loro sistemi IVA riflettano le scelte politiche nazionali, garantendo nel contempo la coerenza con le priorità europee comuni: le transizioni verdi e digitali e, naturalmente, la tutela della salute pubblica”.