Il Coronavirus ferma i piani di Boeing e Airbus

Un modello in scala dell'Airbus E-Fan X, velivolo a propulsione elettrica. [Foto: Airbus]

Gli sviluppi nell’industria aerospaziale sono in declino a causa dell’enorme impatto dell’epidemia di coronavirus sul settore: il gigante statunitense Boeing ha abbandonato i piani di joint venture internazionali, mentre il rivale europeo Airbus ha annullato un progetto per la produzione di aerei a propulsione elettrica.

La Boeing ha dichiarato il 25 aprile di aver cancellato i piani per creare un legame multimiliardario con Embraer, insistendo sul fatto che l’azienda brasiliana “non ha soddisfatto le condizioni necessarie” entro la data di scadenza del 24 aprile.

La joint venture da 4,2 miliardi di dollari doveva aiutare Boeing a sfruttare maggiormente il mercato dei piccoli jet e ad aumentare la capacità produttiva. Embraer aveva sperato di portare la lotta alla sua compagnia rivale di mercato, la canadese Bombardier, che recentemente si è unita ad Airbus.

Il vicepresidente di Boeing, Marc Allen, ha dichiarato che “è profondamente deludente. Ma abbiamo raggiunto un punto in cui la continuazione dei negoziati nell’ambito dell’accordo MTA non risolverà le questioni in sospeso”.

Embraer ha reagito immediatamente con la propria dichiarazione, insistendo sul fatto che Boeing aveva “concluso in maniera scorretta” l’affare e “fabbricato false dichiarazioni” per evitare di pagare il prezzo d’acquisto.

Il costruttore di jet brasiliano ha anche citato la “condizione finanziaria” di Boeing e le centinaia di miliardi di dollari di mancati guadagni a seguito dello scandalo del 737 MAX, coinvolto in due incidenti mortali e bloccato a terra in tutto il mondo.

La compagnia brasiliana ha dichiarato che “procederà con ogni metodo disponibile” per recuperare i danni economici subiti.

Il Coronavirus ha ridotto la domanda di viaggi aerei e ha spinto diverse compagnie aeree sull’orlo del fallimento. Questa situazione si è riflessa sui registri degli ordini di ogni costruttore e ha messo in serio dubbio le future consegne.

Nessuna delle due aziende aerospaziali ha menzionato esplicitamente l’impatto dell’epidemia di virus nelle loro rispettive dichiarazioni, ma gli analisti del settore non hanno dubbi sul fatto che in questo caso la pandemia sia stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso all’azienda già in difficoltà.

Secondo Boeing, ogni autorità di regolamentazione, a parte la Commissione Europea, aveva dato il suo benestare alla fusione con Embraer. Il monitoraggio della concorrenza dell’organo stava ancora esaminando l’accordo e né Boeing né Embraer avevano ufficialmente notificato alla Commissione la sua cancellazione.

I fratelli sbagliati

Anche il rivale europeo di Boeing, Airbus, ha fatto un drastico cambiamento di rotta per adattarsi alla nuova situazione indotta dal virus. Venerdì 24 aprile, l’azienda ha dichiarato di voler archiviare un progetto per l’alimentazione elettrica dei motori degli aerei.

L’aereo dimostrativo E-Fan X doveva compiere il suo primo volo l’anno prossimo e dimostrare che l’alimentazione ibrida è un’opzione realistica per i jet commerciali, ponendo un freno alla crescita dell’impronta ambientale dell’aviazione.

Ma Airbus e il costruttore di motori Rolls-Royce hanno dichiarato che la loro decisione congiunta di annullare il programma era necessaria per consentire al produttore di aeromobili di adattarsi alla realtà creata dal coronavirus.

Il gigante aerospaziale ha già cancellato il progetto di aprire una nuova linea di assemblaggio per velivoli più piccoli presso la sede di Tolosa, mentre le sue ambizioni di creare un mercato dell’usato per il suo modello di punta ormai fuori produzione, l’A380, hanno subito un duro colpo.

Rolls-Royce, nel frattempo, si è impegnata a prestare il suo know-how produttivo agli sforzi del Regno Unito per aumentare il numero di ventilatori, dopo che il governo britannico ha fatto appello alle sue aziende di punta per contribuire ad aumentare la capacità sanitaria.

Il Chief Technology Officer Grazia Vittadini ha insistito sul fatto che Airbus ha imparato molto dall’esperienza di E-Fan X, comprese le scoperte sullo sviluppo delle batterie e il superamento delle barriere normative.

Paul Stein di Rolls-Royce ha dichiarato che l’interesse dell’industria per questa iniziativa è ancora presente, ma ha riconosciuto che proseguire il programma con un volo inaugurale “non è una priorità in questo momento”.

“Anche se il nostro programma con Airbus si conclude, stiamo pianificando di completare i test a terra del nostro sistema di generazione di energia, che ci permetteranno di mettere alla prova la tecnologia e di cogliere tutte le lezioni”, ha concluso.

La mossa suggerisce che l’industria aeronautica utilizzerà la crisi dei virus come motivo per perseguire progetti di aerei ancora più efficienti e accelerare lo sviluppo di carburanti più puliti, piuttosto che rivoluzionare completamente l’universo dei velivoli a reazione.