Google, la Corte Ue conferma la multa da 2,42 miliardi di euro per pratiche anticoncorrenziali

La sede di Google Alphabet a Mountain View, Stati Uniti. [EPA-EFE/JOHN G. MABANGLO]

La Corte di giustizia dell’Ue ha confermato la multa imposta a Google dalla Commissione europea del valore di 2,42 miliardi di euro per aver abusato della sua posizione dominante favorendo il proprio servizio di comparazione degli acquisti, Google Shopping.

In una decisione del 27 giugno 2017, la Commissione europea ha comminato una multa da 2,42 miliardi di euro a Google, di cui 523,5 milioni circa da pagare insieme ad Alphabet, la sua compagnia madre, per aver abusato della sua posizione dominante nei servizi di ricerca online in 13 Stati membri.

Google avrebbe favorito il proprio servizio di comparazione degli acquisti, Google Shopping, a scapito di quelli dei concorrenti. I risultati della comparazione di Google erano presentati in maniera più accattivante e favoriti maggiormente dall’algoritmo della piattaforma.

La Corte ha di fatto respinto integralmente il ricorso presentato da Google e Alphabet, riconoscendo la natura anticoncorrenziale della pratica in questione: favorendo il proprio servizio di comparazione ha contravvenuto al principio della concorrenza sulla base del merito.

Secondo la Corte, Google avrebbe favorito il proprio servizio di comparazione rispetto agli altri, anziché privilegiare i risultati migliori rispetto a quelli meno rilevanti, penalizzando talvolta ricerche più significative. Inoltre, la possibilità di mostrare i risultati migliori in box anche per i concorrenti, rendendoli perciò più visibili, è stata una conseguenza del fatto che questi sono diventati ‘clienti’ e hanno pagato per un migliore posizionamento.

Di conseguenza, la Corte ha evidenziato una pratica di abuso della propria posizione dominante da parte di Google, in quanto motore di ricerca principale, e ha rifiutato qualsiasi giusitificazione presentata dalla compagnia americana, che aveva risposto alle accuse sostenendo di aver migliorato il livello di qualità del servizio di comparazione degli acquisti.

La Corte ha perciò deciso di confermare l’ammontare della multa inflitta dalla Commissione europea.