Fiat-Chrysler e Psa, l’accordo di fusione riceve il via libera dall’Ue

La Commissione europea ha approvato l'accordo di fusione tra Fiat-Chrysler e Psa. [EPA-EFE/RENA LAVERTY]

La Commissione europea ha concesso l’approvazione condizionale all’accordo di fusione tra il gruppo italo-americano Fiat-Chrysler Automobiles e la francese Peugeot Citroën (Psa) lunedì 21 dicembre. L’accordo, del valore di 38 miliardi di dollari (oltre 31 miliardi di euro), darebbe origine al quarto produttore mondiale di auto.

“L’approvazione è condizionata al completo rispetto di una serie di condizioni concordate dalle compagnie”, si legge nella dichiarazione della Commissione europea. L’accordo, annunciato lo scorso anno e pensato per essere chiuso nel 2021, darebbe origine a Stellantis, il quarto gruppo automobilistico a livello mondiale in termini di volume e il terzo in vendite.

La nuova compagnia unirebbe marchi come Peugeot, Citroën, Fiat, Chrysler, Jeep, Alfa Romeo, Maserati e Ferrari in un unico gigante globale, anche se ciascuno di questi manterrebbe la sua indipendenza.

La Commissione europea ha annunciato di aver approvato l’accordo dopo aver condotto un’approfondita investigazione sulle possibili conseguenze sulla concorrenza, per verificare che non si creassero condizioni di monopolio.

In particolare, a destare preoccupazioni era il segmento dei piccoli veicoli commerciali, dove i marchi dei due gruppi detenevano già ampie quote di mercato. L’accordo con la Commissione prevede perciò che Stellantis faciliti ai propri concorrenti l’accesso al proprio network di riparazioni e manutenzione. Per ottenere l’approvazione della Commissione Peugeot ha accettato di espandere la sua collaborazione già esistente con Toyota.

“Possiamo approvare la fusione di Fiat-Chrysler e Psa perché gli impegni che hanno preso faciliteranno l’ingresso e l’espansione nel mercato dei piccoli veicoli commerciali”, ha dichiarato la vice-presidente della Commissione europea con delega alla Concorrenza Margrethe Vestager. “Negli altri mercati dove questi marchi sono attivi, la concorrenza rimarrebbe elevata anche dopo la fusione”.

L’Antitrust Ue indaga sulla proposta di fusione tra Fiat-Chrysler e Psa

La Commissione europea ha aperto un’indagine approfondita sulla fusione, notificata dalle due aziende lo scorso 8 maggio. La preoccupazione è che la transazione possa ridurre la concorrenza nel settore dei veicoli commerciali leggeri.

Secondo la Commissione, la fusione tra i gruppi …

L’indagine dell’Antitrust

A giugno l’Antitrust europeo aveva aperto un’indagine sulle possibili conseguenze che l’accordo tra Fca e Psa avrebbe avuto sul mercato dei piccoli veicoli commerciali, in particolare i furgoni di massa inferiore alle 3,5 tonnellate che in Italia si possono condurre con la patente B.

In diversi Paesi europei Fiat e Peugeot detenevano già una posizione di leadership in quel segmento, perciò la fusione avrebbe di fatto eliminato la principale concorrenza. Gli Stati individuati erano 14: Italia, Belgio, Croazia, Repubblica Ceca, Francia, Grecia, Lituania, Lussemburgo, Polonia, Portogallo, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Regno Unito e Ungheria.

Fca e Psa avevano accolto con tranquillità la decisione dell’Antitrust, forti dell’approvazione già ricevuta in altri Paesi come Russia, Stati Uniti e Giappone.