Facebook di nuovo nel mirino dell’Antitrust: indagini in Ue e nel Regno Unito

L’Antritrust europea e del Regno Unito hanno aperto due indagini per valutare se Facebook ha violato le regole della concorrenza utilizzando i dati pubblicitari raccolti dagli inserzionisti per competere con loro nei mercati in cui il social network è attivo.

L’indagine valuterà se Facebook collega il suo servizio di annunci, cioè Marketplace, al social network, violando le regole Ue della concorrenza.

“Dopo un’indagine preliminare, la Commissione teme che Facebook possa distorcere la concorrenza per il servizio di annunci online”, spiega Bruxelles in una nota. Facebook potrebbe, ad esempio, ricevere informazioni precise sulle preferenze dei suoi utenti dalle attività di annunci dei concorrenti, e usare quei dati per Marketplace.

“Facebook è utilizzato da quasi 3 miliardi di persone su base mensile e da quasi 7 milioni di aziende che fanno pubblicità. Raccoglie enormi quantità di dati sulle attività degli utenti, consentendogli di rivolgersi a gruppi di clienti specifici. Vedremo in dettaglio se questi dati gli conferiscono un indebito vantaggio competitivo in particolare nel settore degli annunci economici online”, ha detto la vicepresidente della Commisisone Ue, responsabile della concorrenza, Margrethe Vestager.

Anche il Regno Unito ha avviato un’indagine analoga, che esaminerà come Facebook raccoglie i dati dagli inserzionisti. “Abbiamo intenzione di indagare a fondo sull’uso dei dati da parte di Facebook per valutare se le sue pratiche commerciali gli stanno dando un vantaggio sleale nel settore degli incontri online e degli annunci”, ha spiegato in un comunicato l’amministratore delegato della Competition and Markets Authority (CMA) britannica Andrea Coscelli. “Qualsiasi vantaggio di questo tipo può rendere più difficile il successo delle aziende concorrenti, comprese le nuove e piccole imprese, e può ridurre la scelta dei clienti”, ha continuato Coscelli.

I governi di tutto il mondo stanno cercando di rafforzare la regolamentazione dei giganti del digitale diventati ancora più potenti durante la pandemia di Covid-19. I ministri delle finanze del G7 stanno discutendo della possibilità di introdurre una minimum tax per costringere le multinazionali a pagare le tasse nei Paesi in cui fanno profitti.

Facebook ha detto che coopererà pienamente con entrambe le indagini dell’Ue e del Regno Unito “per dimostrare che sono  prive di fondamento”. “Marketplace e dating offrono alle persone più scelte, entrambi i prodotti operano in un ambiente altamente competitivo con molti grandi operatori storici”, ha dichiarato la società in un comunicato.

Le due indagini annunciate venerdì sono solo l’ultima sfida normativa che il gruppo californiano deve affrontare. Giovedì si è piegato alla pressione del garante della concorrenza francese, accettando di fornire ai suoi partner condizioni chiare e obiettive di accesso agli inventari pubblicitari e ai dati delle campagne pubblicitarie a seguito di una denuncia di tre anni fa.

Anche l’Antitrust tedesca nel febbraio 2019 ha emesso un provvedimento per frenare la raccolta di dati da parte di Facebook, innescando una lunga battaglia giudiziaria che continua tuttora.