Boeing-Airbus, dietro la tregua sui dazi si nasconde il timore per la concorrenza cinese

Il Comac C919 all'aeroporto di Shanghai dopo il suo primo volo, 5 maggio 2017. [EPA/XI LI CHINA OUT]

Il tempismo della fine della guerra dei dazi tra Europa e Stati Uniti, originata nel 2004 da una disputa sugli aiuti di stato ai produttori di aerei Boeing e Airbus, lascia pensare che la fine della presidenza Trump non sia l’unico motivo. Un altro potrebbe essere il tentativo della Cina di entrare nel mercato aeronautico.

Nella sua visita a Bruxelles di martedì 15 giugno, il presidente americano Joe Biden ha sottolineato la necessità per Washington e Bruxelles di “lavorare insieme per contrastare le pratiche scorrette della Cina in questo settore che portano un vantaggio ingiusto alle sue compagnie”.

E così, dopo 17 anni di dazi mirati contrapposti, una guerra con la filosofia dell’occhio per occhio, Stati Uniti e Unione europea hanno firmato una tregua quinquennale per non avvantaggiare un comune avversario, Pechino.

La Cina, infatti, sta lavorando da anni al lancio del suo jet commerciale a medio raggio, prodotto dalla compagnia statale Comac (Commercial Aircraft Corporation of China). Il C919, questo il nome del velivolo da 168 posti, è un concorrente diretto degli Airbus A320 e Boeing 737, che costituiscono la spina dorsale della produzione delle due compagnie.

Il C919 dovrebbe ricevere il via libera per l’entrata in servizio da parte dell’autorità regolatrice cinese ià quest’anno. Questo progetto ha ricevuto aiuti di stato superiori ai 50 miliardi di dollari, molto più di quelli tanto contestati da Airbus e Boeing.

“Il problema è che la Cina sta manipolando il mercato, mettendo Airbus e Boeing una contro l’altra e chiedendo il trasferimento di tecnologia come condizione per gli ordini”, ha dichiarato Richard Aboulafia, esperto di aviazione di Teal Group, una compagnia americana di analisi di mercato.

Il traffico aereo cinese si è ripreso più velocemente rispetto a qualsiasi altro luogo nel mondo, con Pechino che ha contenuto l’infezione rapidamente. Boeing stima che al mercato cinese serviranno 9.360 aerei nei prossimi 20 anni, un quinto del totale mondiale. Se Comac dovesse riuscire a lanciare e produrre in numero consistente il suo C919, le vendite di A320 e 737 Max potrebbero subire gravi perdite.

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Uno strumento diplomatico e commerciale

La Cina rimane dipendente da Airbus e Boeing al momento, ma le sue ambizioni di costruirsi una flotta fabbricata in casa sono chiare. “L’industria aeronautica è uno strumenti di crescita, ma anche diplomatico e commerciale, per avere una politica estera nei mercati stranieri” ha spiegato l’analista Michel Merluzeau di Air. “I cinesi hanno le capacità tecnologiche e industriali per costruire un aereo. Sanno anche che questo richiederà tempo”, ha proseguito.

Degli 82 fornitori di componenti per il Comac C919, solo 14 sono cinesi. Le parti restanti provengono soprattutto da Europa e Stati Uniti. Mentre ali e fusoliera sono di fabbricazione locale, i componenti più complessi, come i motori o l’equipaggiamento elettronico, sono importati.

Il Comac C919, infatti, utilizzerà turbine costruite da Cfm International, una joint venture tra il produttore di motori americano General Electric Aviation e il francese Snecma. Si tratta dello stesso costruttore utilizzato da Airbus e Boeing per i loro A320 e 737.

Il velivolo cinese è costruito prevalentemente per il mercato domestico e, confrontato con i rivali, risulta più pesante, meno efficiente dal punto di vista del carburante e con una qualità costruttiva leggermente inferiore, ma ha il vantaggio di essere di produzione nazionale.

I clienti stanno già arrivando. La compagnia afferma di avere già 815 ordini da 28 clienti, molti dei quali sono compagnie cinesi. La prima è stata China Eastern Airlines, con cinque esemplari richiesti a marzo.

L’obiettivo del C919 non è quello di rivoluzionare il mercato aeronautico, ma di diventare una valida alternativa, più economica, agli Airbus A320 e ai Boeing 737, che al momento occupano oltre l’80% del mercato dei jet a fusoliera stretta (corto-medio raggio)  in Cina.