Antitrust, l’UE pronta ad avviare un’indagine sull’acquisizione di ARM da parte di Nvidia

I presidente e amministratore delegato di Nvidia, alla GPU Technology conference di Taipei, Taiwan, nel 2018. [EPA-EFE/RITCHIE B. TONGO]

La Commissione Europea avvierà all’inizio di settembre un’indagine antitrust sul progetto di acquisizione della società informatica britannica ARM da parte della compagnia statunitense Nvidia, in seguito a mesi di discussioni informali tra l’azienda americana e le autorità di regolazione.

Gli accertamenti inizieranno probabilmente dopo che Nvidia notificherà all’esecutivo UE il suo piano di acquisizione di ARM, annunciato a settembre 2020 e che dovrebbe comportare un esborso di 54 miliardi di dollari (poco meno di 46 miliardi di euro). L’azienda statunitense prevede di presentare il suo piano nella settimana del 6 settembre, anche se la data potrebbe ancora cambiare, hanno detto al Financial Times due fonti informate sull’avanzamento del processo, che è sotto osservazione anche delle autorità antitrust cinesi e statunitensi.

L’indagine di Bruxelles seguirebbe una pronuncia fortemente critica in merito al progetto di acquisizione da parte dell’Autorità per la concorrenza e i mercati del Regno Unito (CMA). A fine luglio, in un report la CMA aveva affermato che il piano di Nvidia rischia di provocare “seri problemi di concorrenza”, e che le soluzioni proposte dalla società statunitense non sarebbero sufficienti a fugare i dubbi.

Secondo l’Autorità britannica, se l’accordo dovesse andare avanti l’azienda risultante dalla fusione avrebbe sia la capacità che l’incentivo a danneggiare la competitività dei rivali di Nvidia nel settore dei chip e dei prodotti correlati, limitando l’accesso all’IP di ARM da esse attualmente utilizzato.

ARM, che ha sede a Cambridge, possiede il set di standard e design più utilizzato nell’industria dei chip, che a livello globale vale oltre 340 miliardi di euro. La sua tecnologia è utilizzata per far funzionare la maggior parte degli smartphone del mondo, e ha un ruolo sempre più importante anche nei server che gestiscono i sistemi aziendali e governativi.

Finora, l’azienda ha agito in modo neutrale, vendendo progetti di chip e concedendo in licenza i suoi standard a molte importanti aziende tecnologiche, diverse delle quali sono feroci concorrenti. Il suo controllo da parte della giapponese SoftBank, che l’ha acquisita nel 2016 e i cui clienti non si sovrappongono a quelli di ARM, ha preservato questa neutralità, che l’acquisizione da parte di Nvidia – secondo l’Authority di Londra – potrebbe mettere a repentaglio.

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Nel suo parere, la CMA ha espresso la preoccupazione che se ARM venisse acquisita da Nvidia ci potrebbe essere una perdita della concorrenza e un conseguente soffocamento dell’innovazione in mercati come quelli dei data center, dei giochi, dell’‘Internet delle cose’ e delle auto a guida autonoma, con il conseguente rischio di prodotti più costosi o di qualità inferiore per imprese e consumatori.

“Il settore della tecnologia dei chip vale miliardi ed è vitale per i prodotti su cui le aziende e i consumatori fanno affidamento ogni giorno”, aveva detto l’amministratore delegato dell’Autorità, Andrea Coscelli: “Ciò include l’elaborazione dei dati critici e la tecnologia dei data center che supporta le imprese digitali in tutta l’economia, e il futuro sviluppo di tecnologie di intelligenza artificiale che saranno importanti per i settori in crescita come la robotica e le auto a guida autonoma”.

Una possibile soluzione ai problemi di concorrenza presentata da Nvidia è stato respinta dalla CMA, che ha raccomandato di passare a un’indagine approfondita di ‘Fase 2’ sulla fusione: la decisone, tuttavia, deve ancora essere presa dal governo britannico.

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Il piano, …

Le preoccupazioni sull’offerta di Nvidia sono arrivate anche da aziende tech concorrenti della compagnia statunitense, alcune delle quali hanno affermato che sarebbero pronti a investire in ARM per aiutare la società a restare indipendente se Nvidia non fosse autorizzato ad acquistarla.

Nvidia, da parte sua, si è impegnata a mantenere l’indipendenza di ARM e a fare ingenti investimenti per aumentare il suo raggio d’azione.  È comunque probabile che qualsiasi accordo di acquisizione preveda condizioni come la conferma dei circa 3 mila dipendenti di ARM di stanza nel Regno Unito e il mantenimento della sede a Cambridge.’

Il presidente e amministratore delegato di Nvidia, Jensen Huang, ha detto nelle scorse settimane di essere fiducioso che i regolatori approveranno l’acquisizione di ARM, e la scorsa settimana, in una nota, l’azienda statunitense ha scritto che attende “con impazienza l’opportunità di affrontare le opinioni iniziali della CMA e risolvere eventuali dubbi che il governo potrebbe avere. Rimaniamo fiduciosi che questa transazione sarà vantaggiosa per ARM, i suoi licenziatari, la concorrenza e il Regno Unito”.

Se l’accordo dovesse venire bloccato, è probabile che SoftBank persegua un’Offerta pubblica iniziale (IPO) – ovvero una quotazione in Borsa – di ARM, avevano detto a Bloomberg due persone a conoscenza del dossier. In un post pubblicato sul blog aziendale a luglio, l’amministratore delegato di ARM, Simon Segars, aveva tuttavia scritto che l’accordo Nvidia-ARM sarebbe “un risultato migliore di un’IPO”.