Alexa e Siri nel mirino della Commissione Ue: potrebbero falsare la concorrenza

Il telefono Pixel 2 e Pixel 2 XL, l'altoparlante Google Home Max, Google Home e Google Home Mini, Pixel Buds, la fotocamera Google Clips e il portatile Pixelbook presentati nel 2017. EPA-EFE/MONICA M. DAVEY

La Commissione europea ha avviato un’indagine antitrust sulla concorrenza nel settore dell’Internet delle cose (IoT, Internet of Things) per i prodotti e i servizi destinati ai consumatori nell’Unione europea. L’indagine, spiega una nota della Commissione, si concentrerà su quei prodotti e servizi collegati alla rete che possono essere controllati a distanza, ad esempio tramite un assistente vocale come Alexa di Amazon o Siri di Apple o un dispositivo mobile. Bruxelles ha inviato questionari a oltre 400 società coinvolte in questo settore di innovazione tecnologica per avere un quadro più definito.

Parliamo di assistenti intelligenti, applicazioni di intelligenza artificiale che interagiscono con l’uomo per fornire informazioni, condividere musica e tanto altro. In molti casi questi strumenti sono in grado di eseguire comandi a distanza, tipici della domotica, come spegnere la luce o abbassare tapparelle. Provare per credere. Elettrodomestici smart come lavatrici, televisori, sistemi di illuminazione, frigoriferi possono collegarsi alla rete ed essere da qui gestiti tramite gli assistenti vocali come Alexa di Amazon o Google Home e i dispositivi indossabili come orologi connessi alla rete. Con il passaggio alla rete 5G che permette connessioni più veloci e un maggiore traffico di informazioni questo tipo di tecnologia sarà ancora più sviluppata. Il grande tema di discussione riguarda la condivisione, più o meno consapevole, dei dati degli utenti. Ne parlano giornalisti, accademici, esperti di programmazione, ma sta diventando sempre di più un tema importante anche per l’opinione pubblica. Si pensi al caso dell’omicidio di Victor Collins negli Stati Uniti: Alexa, l’assistente vocale più famosa, è stata “ascoltata” come testimone dell’omicidio per scagionare il principale sospettato.

Non è persolo questione di privacy. Almeno non per la commissaria alla Concorrenza Margrethe Vestager. “Si tratta di un settore destinato a crescere rapidamente e vogliamo capirne bene funzionamento e implicazioni in tema di concorrenza”, ha spiegato Vestager. “Immagina un frigorifero intelligente che compili la tua lista della spesa”, ha affermato la commissaria, “dal tuo dispositivo smart e ordini una consegna da un negozio che invia la spesa a casa tua che si sblocca automaticamente con una parola. Le possibilità sembrano infinite. Ma l’accesso a grandi quantità di dati degli utenti sembra essere la chiave per successo in questo settore, quindi dobbiamo assicurarci che gli operatori del mercato non stiano usando il loro controllo su tali dati per distorcere la concorrenza o altrimenti chiudere questi mercati per i concorrenti”.

Sebbene si trovi ancora in una fase di sviluppo relativamente precoce, a Bruxelles vi sono timori e “indicazioni” da cui emerge che “certe pratiche aziendali potrebbero falsare strutturalmente la concorrenza”. Un primo rapporto sul tema sarà presentato la prossima primavera.