Aiuti di stato, su green e digitale non servirà più la notifica preventiva a Bruxelles

La vicepresidente esecutiva della Commissione europea Margrethe Vestager. EPA-EFE/STEPHANIE LECOCQ

Bruxelles introduce semplificazioni sugli aiuti di stato, con un’estensione delle esenzioni per categoria, che permetterà ai 27 stati membri di attuare alcune misure di aiuto senza il controllo preventivo della Commissione. Un meccanismo che dovrebbe facilitarne la rapida attuazione.

Le nuove norme introducono “maggiori possibilità per gli Stati membri di fornire aiuti per sostenere la doppia transizione verso un’economia verde e digitale senza la necessità di una procedura di notifica preventiva, senza causare al contempo indebite distorsioni della concorrenza nel mercato unico. Inoltre renderanno più facile per gli Stati fornire rapidamente i finanziamenti tanto necessari a sostegno di una ripresa sostenibile e resiliente dagli effetti economici della pandemia di coronavirus”, ha spiegato la vicepresidente della Commissione Ue, Margrethe Vestager.
La Commissione Ue aveva già anche proposto agli Stati di prolungare fino al 31 dicembre 2021 il regime temporaneo di aiuti di Stato messo in piedi a marzo scorso per sostenere le economie durante la pandemia.

Che cos’è la procedura di notifica?

La Commissione europea ha il compito di garantire che gli aiuti di Stato concessi dagli Stati membri siano conformi alle regole dell’UE sul mercato unico. Al centro di questa responsabilità c’è la procedura di notifica, in base alla quale gli Stati membri devono notificare alla Commissione tutte le misure di aiuto previste prima di metterle in atto. In genere, le misure di aiuto possono essere attuate solo dopo l’approvazione della Commissione; si deve cioè attendere il semaforo verde da parte di Bruxelles. Un caso su tutti è quello degli aiuti di stato concessi alle compagnie aeree, come la vecchia Alitalia.
La decisione era stata già annunciata a fine giugno e ora è stato stabilito che  nel caso di progetti finanziati con alcuni programmi del Bilancio Ue (come Horizon) e misure per la transizione verde e digitale (come quelle sull’efficentamento energetico) rilevanti per la ripresa, la notifica preventiva non servirà più. Il motivo è semplice: si vuole facilitare la rapida attuazione delle misure che possono fare la differenza nella ripresa. Gli aiuti devono soddisfare le condizioni che limitano la distorsione della concorrenza.

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Le azioni interessate dalle semplificazioni

I fondi nazionali interessati dalla nuova normativa sono quelli relativi a operazioni di finanziamento e investimento sostenute dal Fondo InvestEU; progetti di ricerca, sviluppo e innovazione (RD&I) che hanno ricevuto un “Sigillo di eccellenza” nell’ambito del programma Orizzonte 2020 o Orizzonte Europa, così come progetti di ricerca e sviluppo cofinanziati nell’ambito dei medesimi programmi europei; ma anche i progetti di cooperazione territoriale europea (CTE), o Interreg.
In più, saranno esentate dall’obbligo di notifica le azioni che rientrano in quelle aree politiche che sono le massime priorità per la transizione green e digitale: in concreto stiamo parlando degli aiuti per progetti di efficienza energetica negli edifici; degli aiuti per le infrastrutture di ricarica per auto elettriche e rifornimento per veicoli stradali a bassa emissione; e degli aiuti per le reti fisse a banda larga, le reti mobili 4G e 5G, alcuni progetti di infrastrutture di connettività digitale transeuropee e alcuni voucher.

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