Aiuti di Stato, l’unica soluzione per salvare le compagnie aeree europee

Velivoli Lufthansa bloccati dalla pandemia e rimessati all'aeroporto di Berlino-Brandeburgo. [EPA-EFE/OLIVER LANG]

Uno dei settori che ha sofferto maggiormente l’impatto della pandemia di Covid-19 è stato quello dell’aviazione. Con le misure di lockdown, le compagnie aeree sono state costrette a fermare a terra i loro velivoli, registrando enormi perdite e rischiando il fallimento. Vediamo come gli Stati sono intervenuti nei diversi casi per assistere le loro compagnie di bandiera, in misura differente in base alle loro disponibilità economiche.

Con i confini nazionali chiusi e le persone bloccate in casa, volare diventa l’ultima delle priorità. E i vettori aerei si sono trovati improvvisamente privati della loro fonte di guadagno, dovendo anzi trovare costosi espedienti per alloggiare i loro aeromobili nell’attesa della ripartenza.

Molte compagnie sono state costrette a ridimensionare la loro forza lavorativa, tagliando numerosi impiegati per rientrare dalle perdite. Ryanair, per esempio, ha lasciato a casa 3.000 dipendenti nel giorno della festa del lavoro.

Per salvare le compagnie di bandiera dal fallimento sono così intervenuti gli Stati. Chiaramente, i vari Paesi hanno disponibilità economiche molto diverse e perciò possono contribuire con aiuti molto vari: si passa dalla proposta ‘green’ dell’Austria da 600 milioni di euro ai 9 miliardi messi sul piatto dalla Germania per Lufthansa.

Sono proprio queste disparità ad aver preoccupato l’Unione Europea: la vice-presidente esecutiva della Commissione Margrethe Vestager aveva ipotizzato che le diverse disponibilità economiche degli Stati potessero generare una concorrenza sbilanciata e minare i fondamenti del mercato unico europeo.

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Il potere economico tedesco

Il caso Lufthansa è emblematico delle parole della vice-presidente Vestager: la Germania ha proposto un bailout da 9 miliardi di euro per la sua compagnia di bandiera, che di miliardi ne vale 4.

Il gruppo Lufthansa, che comprende anche Swiss, Brussels e Austrian Airlines, è stato colpito duramente dalle restrizioni introdotte per frenare la diffusione della pandemia. Dei 763 aerei di proprietà, circa 700 sono stati fermati a terra e 87.000 lavoratori sono stati posti in regime di orario ridotto.

Il  90% dei collegamenti della compagnia è stato interrotto al culmine della crisi e i passeggeri giornalieri si sono ridotti a un centesimo del dato pre-crisi. La perdita netta registrata nel primo trimestre del 2020 è stata di 2,1 miliardi di euro.

L’intervento da 9 miliardi del governo tedesco è stato approvato dal consiglio di vigilanza di Lufthansa lunedì 1° giugno: la Germania acquisirebbe 20% di quote della compagnia, diventandone così il maggiore azionista, avendo anche un’opzione su un’ulteriore 5% e una quota per bloccare le scalate ostili.

Lufthansa però è ancora in estrema difficoltà: giovedì 11 giugno ha annunciato che dovrà tagliare 22.000 posti di lavoro a tempo pieno a causa della lenta ripresa prevista per i viaggi aerei. Saranno circa 100 i velivoli che resteranno a terra dopo la crisi.

“Senza una riduzione significativa dei costi del personale durante la crisi, perderemo l’opportunità di una migliore ripresa e rischieremo che il gruppo Lufthansa ne esca significativamente indebolito”, ha dichiarato Michael Niggemann, che dirige i reparti risorse umane e affari legali della compagnia aerea.

Un piano di salvataggio per l’aviazione francese

Il governo di Parigi ha previsto un piano di salvataggio di 15 miliardi di euro per l’aviazione francese. Di questi, 7 miliardi sarebbero destinati alla compagnia di bandiera Air France, mentre i restanti alle compagnie locali impegnate nel settore, tra cui il costruttore di aeromobili Airbus.

Il bailout di Air France, già approvato dalla Commissione, permetterà al vettore di non dover annullare l’ordine di 100 nuovi velivoli commissionato a Airbus, tra cui 38 A350 a lungo raggio.

Anche la compagnia partner di Air France, l’olandese KLM, che ha partecipazione statale, dovrebbe beneficiare di aiuti. Il governo sta discutendo un piano tra i 2 e i 4 miliardi di euro, con la consapevolezza che il vettore rischia la bancarotta se non riceve supporto entro il mese di luglio.

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Il caso portoghese e le speranze di Alitalia

Il governo portoghese ha a sua volta scelto di aiutare la compagnia di bandiera TAP con un prestito di 1,2 miliardi di euro, approvato mercoledì 10 giugno dalle autorità per la concorrenza della Commissione europea, che hanno citato il ruolo cruciale del vettore nel settore turistico del Paese.

TAP era già in difficoltà prima dell’avvento del coronavirus e il debito dell’azienda si aggirerebbe intorno agli 800 milioni di euro, secondo il ministro delle Infrastrutture portoghese Pedro Nuno Santos.

Il governo di Lisbona ha però assicurato che la compagnia rimborserà il prestito o presenterà un piano di ristrutturazione entro sei mesi, una richiesta cruciale da parte della Commissione per approvare il bailout. TAP si va ad aggiungere a Lufthansa, Air France, SAS (che potrà attingere ai 455 milioni di euro messi a disposizione di tutte le compagnie che hanno licenza svedese) e altri vettori che hanno ricevuto aiuti statali.

La situazione di TAP, che era in difficoltà ancora prima dell’emergenza coronavirus, potrebbe essere un precedente positivo per Alitalia. La compagnia è stata nazionalizzata con un esborso del governo di oltre 3 miliardi di euro, più i 350 milioni destinati al vettore dal decreto Cura Italia.

Austrian Airlines e le condizioni ‘green’

Anche Austrian Airlines si è assicurata un accordo con il governo per gli aiuti di Stato. Riceverà un totale di 600 milioni di euro, di cui 150 provenienti da Lufthansa, la sua compagnia madre. In cambio, l’Austria ha richiesto condizioni ‘green’ alla compagnia.

Austrian si impegna così a ridurre le proprie emissioni di CO2 del 50% entro il 2030 (rispetto al dato 2018), aumentando l’efficienza del consumo degli aeromobili e aggiungendo il 2% di carburanti alternativi nei voli a corto e medio raggio. Per raggiungere questi obiettivi, la compagnia investirà 150 milioni di euro nell’acquisto di aeromobili più moderni ed efficienti.