El paraíso del bitcoin

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Da oggi El Salvador è il primo paese al mondo ad adottare una criptovaluta come moneta ufficiale a pieno valore legale: il bitcoin va ad affiancare il dollaro nelle transazioni autorizzate nella circolazione monetaria del paese. Non solo si potranno, ma si dovranno accettare anche i bitcoin in pagamento per beni e servizi scambiati.

Una decisione controversa, già annunciata tre mesi fa, che vede perplessi (è un eufemismo) ambienti accademici, Fondo Monetario Internazionale, Banca Mondiale. Preoccupati che il paese diventi un paradiso per il riciclaggio del denaro sporco e che metta ancora più in ginocchio una popolazione fino ad oggi abituata ad usare il dollaro Usa come valuta ufficiale, quindi una valuta altamente stabile, o quantomeno affidata a delle autorità regolatorie tutto sommato trasparenti.

Il Presidente Bukele, al quale si deve la decisione, visto che controlla in pratica l’intero Parlamento, ha spiegato che si tratta di un modo per far risparmiare sulle commissioni delle rimesse dall’estero (i soldi che i cittadini all’estero inviano ai propri familiari). Peccato che il valore del bitcoin sia stabilito interamente dai mercati, dalle contrattazioni che giornalmente vi vengono effettuate, e che i rischi di perdite in contro capitale siano quindi ben più rilevanti delle perdite certe dalle commissioni. E col rischio di distorsioni sui prezzi e sulla possibilità che si vengano a creare mercati paralleli.

Andamento del bitcoin, ultimo anno

Una mossa in controtendenza rispetto ad una analoga decisione annunciata qualche mese fa da Tesla, che aveva accennato alla possibilità di utilizzare i bitcoin per l’acquisto delle proprie auto; decisione poi rientrata. Inoltre, secondo uno studio della gesuita Universidad Centroamericana José Simeón Cañas, il 65% della popolazione non sarebbe affatto interessato a scaricare l’app che consente di effettuare transazioni in bitcoin, smentendo parzialmente il sostegno popolare che il Presidente ha addotto per la scelta.

D’altronde, El Salvador è uno dei centri mondiali del riciclaggio di denaro proveniente dalla malavita centro e sudamericana. Più che uno Stato è un conglomerato di bande criminali. Una stima del 2019 suggeriva che siano oltre 65.000 gli adulti direttamente affiliati ad una di queste ‘maras’ (tra cui quella considerata come la più violenta al mondo), con un poco invidiabile record di 35,8 omicidi ogni 100.000 abitanti (6,6 morti al giorno su una popolazione di meno di 6 milioni e mezzo).

La decisione di El Salvador costringe ad accelerare il processo decisionale globale sulle criptovalute da parte delle Banche centrali. Come in altri settori economici, la digitalizzazione presenta evidenti vantaggi, abbattendo i costi di transazione; ed allo stesso tempo pone seri problemi di controllo del circolante, di creazione della moneta, di difesa del risparmio. In ogni caso, sarà interessante vedere l’esito fra qualche anno della misura introdotta oggi.