Wto, l’Ue appoggia la candidata nigeriana Ngozi Okonjo-Iweala

La candidata alla presidenza dell'Organizzazione mondiale del commercio Ngozi Okonjo-Iweala, ex ministro delle Finanze nigeriano. [EPA-EFE/MARTIAL TREZZINI]

Nella corsa alla presidenza dell’Organizzazione mondiale del commercio (Wto), posizione lasciata vacante dalle dimissioni anticipate di Roberto Azevedo, l’Unione europea ha scelto di appoggiare la candidata nigeriana Ngozi Okonjo-Iweala, ex ministro delle Finanze e degli Esteri del suo Paese.

L’Organizzazione mondiale del commercio annuncerà il mese prossimo il suo nuovo direttore generale, ma secondo le fonti l’Ue annuncerà pubblicamente il suo sostegno all’economista sessantaseienne.

Okonjo-Iweala è stata la prima donna ministro delle finanze della Nigeria e ha una lunga carriera alla Banca Mondiale come economista dello sviluppo.

È emersa come la favorita per sostituire il brasiliano Roberto Azevedo al Wto, e per diventare la prima direttrice generale africana e la prima donna a guidare l’istituzione.

Questa volta non c’è un candidato europeo di primo piano, ma alcuni dei 27 Stati membri dell’Ue hanno appoggiato il ministro del commercio della Corea del Sud Yoo Myung-hee, l’altra candidata ancora in corsa.

Un primo incontro lunedì non è riuscito a trovare un consenso sulla scelta, ma i rappresentanti degli Stati membri si sono riconvocati e hanno accettato di sostenere Okonjo-Iweala.

Una fonte europea ha detto che sette Stati membri hanno chiesto che la loro preferenza per Yoo sia registrata nella dichiarazione, ma un altro ha detto che sostenere Okonjo-Iweala è “un chiaro segnale per l’Africa e un segno di fiducia reciproca”.

Il processo di consultazione del Wto  si conclude martedì e il nuovo leader dovrebbe essere nominato a novembre.

Se Okonjo-Iweala sarà confermata, entrerà a far parte del Wto in un momento difficile, con il mondo che si trova ad affrontare una profonda recessione post coronavirus e una crisi di fiducia nel libero scambio e nella globalizzazione.

Una guerra commerciale si sta scatenando tra le principali economie mondiali – Stati Uniti e Cina – e l’Unione europea vedrà la Gran Bretagna, membro del G7, lasciare il suo mercato unico alla fine dell’anno.

Il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump si trova ad affrontare una dura battaglia per la rielezione all’inizio del prossimo mese, ma sotto la sua guida le relazioni di Washington con il Wto ne hanno risentito.

La sua amministrazione ha fatto appello a una decisione del Wto che ha giudicato illegittimi i dazi Usa imposti su centinaia di miliardi di dollari di merci cinesi.

Di solito, l’organo d’appello del Wto ha tre mesi di tempo per decidere su eventuali ricorsi presentati.

Ma questo processo è stato complicato da quando l’organo d’appello del Wto – noto anche come la Corte suprema del commercio mondiale – ha smesso di funzionare lo scorso dicembre perché gli Stati Uniti hanno bloccato la nomina dei nuovi giudici del panel.

Wto in acque agitate, senza capitano e in balia delle tensioni tra Cina e Usa

Mentre Roberto Azevedo lascia l’Organizzazione mondiale del commercio (Wto) lunedì 31 agosto, l’istituzione si trova ad affrontare molteplici crisi senza un capitano – una situazione che potrebbe trascinarsi per mesi secondo gli esperti.

Ogni futuro leader del Wto sarà a capo …