Via della Seta: i piani cinesi stanno perdendo slancio a causa dell’opposizione dei Paesi e dei debiti

Celebrazioni a Londra con i costumi tradizionali cinesi per l'arrivo del primo treno merci diretto dalla Cina al Regno Unito nel gennaio 2017. [EPA/FACUNDO ARRIZABALAGA]

A dirlo è uno studio di AidData secondo il quale la grande spinta propulsiva di Pechino sulla Belt and Road Initiative (La nuova Via della Seta) sta rallentando, ma dalla Repubblica popolare sostengono che il progetto è solido.

Secondo uno studio presentato mercoledì 28 settembre, l’enorme piano infrastrutturale cinese che prende il nome di Belt and Road Initiative (BRI) rischia di perdere slancio con l’aumentare dell’opposizione nei paesi interessati e dei debiti.

Il presidente Xi Jinping ha lanciato la nuova Via della Seta nel 2013, con l’obiettivo di sfruttare la forza della Cina nel finanziamento e nella realizzazione di infrastrutture per “costruire una vasta comunità di interessi condivisi” in tutta l’Asia, l’Africa e l’America Latina.

Ma il “progetto del secolo” di Xi sta ora affrontando grandi sfide e significative contestazioni all’estero, si apprende da uno studio di AidData, laboratorio di ricerca del College of William and Mary negli Stati Uniti.

“Un numero crescente di decisori politici nei Paesi a basso e medio reddito stanno mettendo da parte i progetti della BRI a causa del costo eccessivo, della corruzione e delle preoccupazioni sulla sostenibilità del debito”, ha detto Brad Parks, uno degli autori dello studio.

AidData ha rivelato che 11,58 miliardi di dollari di investimenti in Malesia sono stati cancellati nel periodo 2013-2021, quasi 1,5 miliardi di dollari sono cancellati in Kazakistan e più di un miliardo in Bolivia.

Il ministero degli Esteri cinese ha detto in una dichiarazione che “non tutti i debiti sono insostenibili”, aggiungendo che dal suo lancio la nuova Via della Seta ha “costantemente sostenuto i principi di consultazione condivisa, contributi condivisi e benefici condivisi”. Molti paesi partner dicono che l’iniziativa ha dato un contributo positivo allo sviluppo economico locale, ha aggiunto.

‘Sani’ principi

He Lingxiao, portavoce della Banca asiatica per gli investimenti infrastrutturali guidata dalla Cina e strettamente legata alla Belt and Road Initiative, ha fatto sapere che “i principi generali della BRI sono solidi”.

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Lo studio AidData ha esaminato 13.427 progetti sostenuti dalla Cina in 165 paesi in 18 anni, per un valore totale di 843 miliardi di dollari, e ha notato che gli impegni a finanziare lo sviluppo internazionale che Pechino ha annullato attualmente sono il doppio di quelli degli Stati Uniti. Inoltre importanti cambiamenti, nel sentimento pubblico, rendono difficile per i Paesi partecipanti mantenere strette relazioni con Pechino, ha spiegato Parks.

Nello studio si sostiene che un numero crescente di progetti sostenuti dalla Cina sono stati sospesi o cancellati dal lancio della Bri nel 2013 ad oggi.

Anche i rischi sono aumentati, con un indebitamento nei confronti della Cina che ora supera il 10% del prodotto interno lordo (Pil) in molti paesi a basso e medio reddito. L’indagine ha rilevato che per il 35% dei progetti della Belt and Road sono emersi casi di corruzione, violazioni dei diritti dei lavoratori, inquinamento ambientale e proteste pubbliche.

A giugno, gli Stati Uniti hanno annunciato un’iniziativa del G7 nota come Build Back Better World (B3W) per fornire sostegno finanziario alle nazioni in via di sviluppo, in risposta alla Via della Seta. Parks ha detto che “B3W aumenterà la scelta nel mercato del finanziamento delle infrastrutture, il che potrebbe portare ad alcune defezioni di alto profilo dalla BRI”.

Lo studio di AidData ha ricevuto finanziamenti da un gruppo diversificato di organizzazioni private e pubbliche, tra cui la Fondazione Ford e l’Agenzia statunitense per lo sviluppo internazionale (USAID). Gli autori sottolineano che la loro ricerca è indipendente e trasparente e non è guidata o determinata dai suoi finanziatori.