Trade and Technology Council: di cosa parleranno Ue e Stati Uniti nei colloqui di fine settembre

Il Trade and Technology Council è un forum che riunisce l'UE e gli Stati Uniti per trovare posizioni comuni su questioni relative al commercio globale e alle tecnologie emergenti. [Shutterstock]

Le principali aree in cui l’Ue e gli Stati Uniti cercheranno una convergenza comune sono gli investimenti esteri, il controllo delle esportazioni, l’intelligenza artificiale e i semiconduttori, secondo una bozza di dichiarazione congiunta che EURACTIV è riuscito a ottenere in anteprima.

Il Trade and Technology Council è un’iniziativa congiunta Ue-Usa per trovare posizioni comuni su questioni critiche relative al commercio globale e alle tecnologie emergenti. Il primo incontro è previsto a Pittsburgh il 29 settembre.

Tuttavia, la Francia sta spingendo per rinviare il vertice al mese prossimo, in seguito  alla ‘crisi dei sottomarini’, l’accordo tra Australia, Regno Unito e Stati Uniti che ha messo da parte Parigi su un cruciale contratto di difesa.

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I …

Diversi Stati membri, tra cui Austria, Germania, Irlanda, Italia e Paesi Bassi, si sono opposti alla richiesta francese, ha detto a EURACTIV una fonte informata sulla questione.

Nonostante le dichiarazioni del commissario francese Thierry Breton secondo cui “qualcosa si è rotto” nelle relazioni transatlantiche, la possibilità di un rinvio è ancora allo studio.

Indipendentemente dalla tempistica, è probabile che i principali punti caldi del vertice transatlantico rimangano inevasi. Le discussioni sugli investimenti esteri e sul controllo delle esportazioni sembrano mirate (ma non limitate) alla Cina. Ue e Stati Uniti cercheranno anche di stabilire principi comuni sull’intelligenza artificiale e una migliore cooperazione sulle catene del valore dei semiconduttori.

Non faranno parte delle conclusioni, invece, le trattative su un accordo sulla privacy per i trasferimenti internazionali di dati, come richiesto dall’Europa.

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Investimenti esteri

La dichiarazione congiunta riconosce l’importanza di un attento screening delle acquisizioni estere, integrato da meccanismi di applicazione “appropriati” e basati sulle Linee guida dell’Ocse del 2009.

“Intendiamo mantenere regimi di screening degli investimenti al fine di affrontare esclusivamente i rischi per la sicurezza nazionale e, all’interno dell’Ue, per l’ordine pubblico”, si legge nel documento.

I due blocchi si incontreranno periodicamente in un gruppo di lavoro dedicato per confrontarsi su tendenze (trends) e buone pratiche. Si cercherà anche una cooperazione multilaterale con altri partner internazionali.

A maggio, la Commissione aveva presentato una proposta che richiederebbe alle società partecipate da governi stranieri di richiedere l’approvazione dell’Ue prima di rilevare degli asset strategici europei.

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Controllo delle esportazioni

Secondo la dichiarazione congiunta, i controlli sulle esportazioni sono considerati “necessari per garantire il rispetto dei nostri obblighi e impegni internazionali”, in particolare per proteggere efficacemente la sicurezza internazionale e garantire condizioni di parità a livello globale.

Il documento fa riferimento in particolare alle tecnologie emergenti che destano serie preoccupazioni quando applicate al campo della difesa e della sicurezza, con potenziali implicazioni per i diritti umani.

“L’Ue e gli Stati Uniti riconoscono la necessità di controlli sul commercio di determinati prodotti a duplice uso, in particolare alcune tecnologie di sorveglianza informatica, al fine di prevenirne l’uso improprio in modi che potrebbero portare a gravi violazioni dei diritti umani o del diritto umanitario internazionale”, continua il comunicato.

In altre parole, i due partner si impegnano a un approccio coordinato per controllare efficacemente i trasferimenti di tecnologie sensibili. Il riferimento riguarda esplicitamente la vicenda Pegasus, che ha visto la società di sicurezza israeliana NSO vendere un potente software di hacking a diversi regimi autoritari.

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Intelligenza artificiale

Un altro punto in cui l’Ue e gli Stati Uniti stanno cercando di trovare un’intesa comune è l’intelligenza artificiale. Ad aprile, la Commissione ha lanciato una delle proposte legislative più ambiziose su questa tecnologia, con il piano di stabilirla come standard globale.

Gran parte della formulazione della dichiarazione congiunta fa eco alla proposta dell’Ue, sottolineando che lo sviluppo dell’IA dovrebbe essere incentrato sull’uomo e basato sull’affidabilità. I due blocchi concordano inoltre sull’utilizzo di un approccio basato sul rischio (risk-based), “che consente alla società di raccogliere i benefici dell’IA garantendo al contempo il livello di protezione necessario”.

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Il documento fa anche un passo avanti, affermando che l’Ue e gli Stati Uniti mirano “alla convergenza sui principi che sono alla base della nostra cooperazione”, e che si confronteranno in merito a “una comprensione reciproca della loro attuazione” [il grassetto non è nel testo, ndr].

Sono previsti progetti futuri di cooperazione sull’apprendimento automatico e altri sistemi di intelligenza artificiale, e verrà istituito un gruppo di lavoro per identificare standard comuni.

Semiconduttori

La carenza globale di semiconduttori ha spinto la maggior parte delle potenze economiche a cercare di potenziare la propria capacità strategica. Questo è anche il caso dell’Ue e degli Stati Uniti, che ora stanno cercando di cooperare meglio su questa catena di approvvigionamento critica in base ai rispettivi punti di forza.

“Sottolineiamo l’importanza di identificare congiuntamente le lacune nella catena del valore dei semiconduttori e rafforzare i nostri ecosistemi domestici di semiconduttori, dalla ricerca alla progettazione e alla produzione, al fine di migliorare la resilienza, attraverso la consultazione con le parti interessate e i giusti incentivi”, afferma la dichiarazione.

L’impegno condiviso è quello di evitare una corsa ai sussidi, che rallenterebbe gli investimenti privati.

L’offerta strategica di semiconduttori si ricollega anche al controllo sugli investimenti esteri, poiché i due blocchi vedono il “rischio derivante da determinati investimenti esteri” e si impegnano a un approccio coordinato nel bloccare le acquisizioni da paesi terzi.

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Altri gruppi di lavoro riguarderanno il commercio globale, il clima e le tecnologie pulite, la sicurezza e la competitività delle catene di approvvigionamento del settore dell’informatica e della tecnologia (ICT), le minacce ai diritti umani e l’adozione del digitale da parte delle piccole e medie imprese.