Summit Ue-Cina, non ci sono stati i progressi auspicati: “Non condividiamo gli stessi valori”

Charles Michel e Ursula von der Leyen durante la conferenza stampa dopo il summit virtuale con Xi Jinping. EPA-EFE/YVES HERMAN / POOL

È stata una “discussione intensa e approfondita” per usare le parole del presidente Charles Michel, quella del summit Ue-Cina del 22 giugno. Più netta Ursula Von der Leyen che ha detto: “Dobbiamo fare progressi. E i progressi implicano che vi sia cooperazione da entrambe le parti e reciprocità”.

Il presidente cinese Xi Jinping ha partecipato oggi a un summit virtuale con il presidente del Consiglio europeo Charles Michel e la presidente della Commissione Ursula von der Leyen, dopo un precedente incontro dei vertici dell’Ue con il primo ministro cinese Li Keqiang. È stata la prima occasione per la leadership istituzionale dell’Ue di incontrarsi seppur virtualmente con i vertici della Cina, ma il fatto che si trattasse del primo incontro non ha intimidito i rappresentanti delle istituzioni europee.

Sullo sfondo della discussione già nelle scorse settimane erano emerse una serie di questioni aperte: il modo in cui Pechino ha affrontato la pandemia, la sua mancanza di trasparenza, la campagna di disinformazione e la situazione di Hong Kong, negli ultimi mesi hanno portato i Paesi dell’Ue a ritenere che le relazioni “non possono continuare così”.

Nella conferenza stampa dei rappresentanti delle istituzioni Ue che c’è stata dopo l’incontro, il presidente del Consiglio europeo Michel ha sottolineato che la Cina è stata sollecitata sulla questione di Hong Kong e sul rispetto dei diritti umani. La posizione europea è chiara: sui valori europei non si può chiudere un occhio.

Trasparenza e reciprocità devono essere i pilastri su cui si fonda la relazione Ue-Cina per il futuro, ma sembrano ancora lontane. “La nostra interdipendenza economica è elevata e dobbiamo lavorare insieme sulle sfide globali come l’azione per il clima, il raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile o la gestione della pandemia Covid-19. Impegnarsi e cooperare con la Cina è sia un’opportunità che una necessità. Ma, allo stesso tempo, dobbiamo riconoscere che non condividiamo gli stessi valori, gli stessi sistemi politici o l’approccio al multilateralismo”.

Ursula Von de Leyen, che è intervenuta per seconda nella conferenza stampa, ha dichiarato che il summit è stato solo un primo passo, e che si devono fare ancora molti progressi nelle relazioni tra Ue e Cina.
Innanzitutto “i diritti umani non sono un tema negoziabile per l’Ue” ed è per questo la questione di Hong Kong è stata menzionata diverse volte. Quello del rispetto dei diritti umani, dei valori della democrazia e dello stato di diritto non è però l’unico motivo di dissonanza con Pechino. 

Anche sul tema economico e commerciale infatti sembra non esserci accordo. “Non ci sono stati i progressi auspicati l’anno scorso sul tema del commercio”, ha sottolineato la presidente della Commissione europea. Occorre risolvere il problema delle attuali asimmetrie nell’accesso al mercato e garantire condizioni di parità: sono necessari progressi urgenti, in particolare per quanto riguarda il comportamento delle imprese statali, la trasparenza sui sussidi e le regole per affrontare il trasferimento forzato di tecnologia.

Così come sull’accordo sugli investimenti. Nei documenti che l’Ue sta negoziando con la Cina, concetti come reciprocità e parità di condizioni sembrano essere difficili da tradurre in cinese, ma sono fondamentali nella prospettiva europea. I progressi dei colloqui sull’accordo per proteggere gli investitori europei in Cina in particolare sono ancora limitati.La firma dell’accordo sull’indicazione geografica dei prodotti dovrebbe invece avvenire nel prossime settimane.

Un altro tema in qualche modo divisivo è quello del digitale. Si tratta di un tema che non ha a che fare solo con gli investimenti e lo sviluppo, ma anche con la sicurezza e la cybersicurezza. Anche su questo Von der Leyen è stata categorica: “La disinformazione online non può essere tollerata”.

Infine, la presidente della Commissione ha sottolineato che servono dei passi avanti concreti anche sulla questione dei cambiamenti climatici: a parole – sembra di poter leggere tra le righe – la Cina è dalla nostra parte ma servono azioni concrete per raggiungere gli obiettivi climatici.

Secondo quanto riporta Reuters invece il premier cinese Li Keqiang è stato più ottimista nelle sue dichiarazioni alla stampa: la Cina spera che la Ue possa allentare le misure di controllo sulle importazioni di beni dalla Cina, avrebbe detto alla tv di stato China Central Television.