L’Ue estende per altri cinque anni i dazi sulle importazioni di biodiesel dagli Stati Uniti

I dazi, introdotti nel 2009, sono stati estesi fino al 2026. [Shutterstock / Scharfsinn]

L’Unione europea manterrà i suoi dazi sul biodiesel statunitense per altri cinque anni, dopo aver concluso che la loro rimozione causerebbe probabilmente un’impennata delle importazioni e un eccesso di ribasso dei prezzi.

I dazi, che risalgono al 2009, saranno prorogati fino al 2026, come si legge sulla Gazzetta ufficiale dell’Ue di lunedì 2 agosto.

La Commissione europea, che ha esaminato la questione, ha concluso che i produttori statunitensi potrebbero aumentare la produzione fino raggiungere la piena capacità, e dirottare le vendite di alcune delle loro esportazioni dai mercati meno redditizi verso quello dell’Unione europea, il più grande del mondo.

L’esecutivo Ue ha affermato anche che i produttori statunitensi stanno già vendendo biodiesel a paesi terzi a prezzi inferiori a quelli domestici, il che significa che i prezzi delle esportazioni sono soggetti a fenomeni di dumping. Inoltre, ha aggiunto la Commissione, i produttori statunitensi stanno beneficiando di sussidi pubblici, inclusi crediti d’imposta, sovvenzioni e garanzie sui prestiti.

I dazi antidumping vanno da zero a 198 euro per tonnellata, e quelli relativi alle sovvenzioni da 211,2 a 237 euro per tonnellata. I dazi non sono cumulativi, quindi si applica l’aliquota più alta delle due forme di dazio.

Le tariffe continueranno a essere imposte a una serie di società tra cui Archer Daniels Midlands Co e Cargill. Il caso iniziale è stato avviato dall’European Biodiesel Board per conto di produttori dell’UE come la francese Saipol e la tedesca Verbio.