L’Ue chiede alla Cina di rimuovere le barriere commerciali

Il vice Primo Ministro cinese Liu He. [EPA-EFE/ERIK S. LESSER]

Il vicepresidente esecutivo della Commissione europea, Valdis Dombrovskis, accompagnato dal commissario per il commercio Phil Hogan, ha incontrato il vice primo ministro cinese Liu He, accompagnato da diversi viceministri, in occasione dell’ottavo dialogo economico e commerciale di alto livello (HED). All’ordine del giorno la risposta congiunta al coronavirus, riflessioni sulla governance economica globale, sul commercio bilaterale, sugli investimenti e sulla cooperazione nel settore dei servizi finanziari e della fiscalità, dando seguito alle discussioni già avviate durante il vertice Ue-Cina del 22 giugno.

Da diversi anni la governance globale, fondata su fragili organizzazioni intergovernative, era stata stravolta dalle tensioni che hanno animato, in particolare, le relazioni tra Stati Uniti e Repubblica popolare cinese. L’emergenza causata dal coronavirus ha poi contribuito a complicare una situazione di continua tensione, in cui l’Europa cerca di ritagliarsi un ruolo. Le relazioni, in particolare con la Cina, sono argomento particolarmente sensibile, come ha ricordato il vicepresidente Dombrovskis: “L’attuale crisi non ci dà altra scelta se non quella di lavorare fianco a fianco con i nostri partner globali, compresa la Cina. Riunendoci possiamo recuperare più rapidamente dal punto di vista economico e fare progressi in settori di reciproco interesse, come le relazioni commerciali e gli investimenti. Tuttavia, dobbiamo anche affrontare i punti critici, come la reciprocità nel modo in cui le nostre aziende vengono trattate. Dovremo fare ulteriori progressi su queste e altre questioni prima del prossimo vertice dei leader che si terrà in autunno”.

L’Unione ha poi sempre difeso il sistema multilaterale su cui si fonda la governance globale. Nel farlo chiede però anche una riforma di quelle istituzioni che hanno dimostrato troppi ed evidenti limiti, a partire dal Wto. Il commissario Hogan, che era stato considerato tra i possibili candidati alla direzione di quest’ultimo, si è espresso sul ruolo che l’Ue richiede alla Cina anche per rinnovare la governance economica globale: “Le relazioni bilaterali e commerciali Ue-Cina devono basarsi sui principi chiave della reciprocità e della parità di condizioni, sulla base di regole chiare e prevedibili. Oggi ho chiesto alla Cina di impegnarsi in una seria riforma del sistema multilaterale e delle sue regole e di rimuovere le barriere esistenti che impediscono l’accesso al mercato cinese agli esportatori di beni e servizi dell’Ue e agli investitori europei. Un tale approccio da parte della Cina dimostrerebbe un livello di responsabilità che riflette la sua importanza economica e commerciale”.

L’incontro ha permesso di registrare dei progressi in materia di parità di condizioni di concorrenza, ma rimangono, tra Ue e Cina, ancora ampie le distanze su questioni chiave come l’accesso al mercato e lo sviluppo sostenibile.

Soprattutto in merito a quest’ultimo tema, i rappresentanti dell’Ue hanno ribadito la necessita, per la Cina, di aumentare la sua ambizione e il suo impegno nella lotta ai cambiamenti climatici. La questione è particolarmente importante per l’Unione anche in vista dell’implementazione del nuovo sistema di risorse proprie, che dovrebbe comprendere il Carbon border adjustment.

Per quanto riguarda l’accesso al mercato, l’Ue ha ribadito la sua richiesta di migliorare l’offerta della Cina nei settori delle telecomunicazioni e dell’informatica, della sanità, delle biotecnologie e dei nuovi veicoli energetici. L’Unione ha richiesto alla Cina di sbloccare le esportazioni dei prodotti agricoli degli Stati europei, attualmente in attesa di autorizzazione, come avviene per le carni bovine e il pollame. L’Ue si è detta poi preoccupata dalle nuove restrizioni introdotte sulle esportazioni di prodotti alimentari, sul terreno del controllo della pandemia di coronavirus, che hanno portato a un aumento del numero di ispezioni, controlli e richieste di certificati ingiustificati sulle esportazioni di prodotti agricoli dell’Ue.

I rappresentanti europei hanno anche incoraggiato i propri interlocutori affinché il mercato cinese dei servizi finanziari sia maggiormente aperto agli investimenti esteri. La finanza è stata al centro anche di riflessioni su come normare servizi come la cooperazione in materia di finanza verde, le valutazioni dell’equivalenza e il ruolo internazionale dell’euro e del renminbi, anche se progressi concreti non sono ancora riscontrabili.

Tra le richieste europee c’è anche l’avvio di una trattativa esplorativa che possa condurre ad un futuro accordo tra Ue e Cina per combattere le frodi sull’Iva.

L’Ue e la Cina hanno invece concordato sulla necessità di garantire un rafforzamento dell’Organizzazione mondiale del commercio (Wto), in modo da renderlo in grado di affrontare le sfide commerciali globali.