L’Algeria vuole riesaminare l’accordo commerciale con l’Ue

Il presidente algerino Abdelmadjid Tebboune ha chiesto di rivalutare l'accordo commerciale con l'Ue, ritenuto penalizzante per il suo Paese. [EPA-EFE/MOHAMED MESSARA]

Il presidente dell’Algeria ha chiesto al suo ministro del commercio di riesaminare il patto con l’Ue, in vista dell’ accordo di libero scambio che dovrebbe entrare in vigore il 1° settembre.

Il presidente Abdelmadjid Tebboune ha chiesto a Kamel Rezig di “effettuare una valutazione del dossier dell’accordo di associazione con l’Ue, che deve essere oggetto di particolare attenzione, affermando i nostri interessi per relazioni equilibrate”, secondo una dichiarazione ufficiale rilasciata domenica scorsa (9 agosto)

L’Algeria e l’Ue hanno creato una zona di libero scambio il 1° settembre 2005, nell’ambito di un accordo di associazione che prevede la cooperazione economica, sociale, culturale e giudiziaria. L’accordo ha fissato un periodo transitorio di 12 anni per l’Algeria per eliminare gradualmente le tariffe doganali, anche sui prodotti industriali. Il periodo è stato prorogato fino al 2020 per alcuni prodotti come l’acciaio, il tessile, l’elettronica e i veicoli.

I leader politici e il mondo delle imprese hanno fortemente criticato la proposta di piena attuazione della zona di libero scambio, considerandola in gran parte a scapito dell’Algeria. Secondo Ali Bey Nasri, presidente dell’associazione nazionale degli esportatori, l’Algeria ha importato dall’Ue 240 miliardi di euro di merci tra il 2005 e il 2017, mentre le esportazioni, soprattutto di prodotti petroliferi, hanno raggiunto solo 10 miliardi di euro. Ad avviso di Nasri la zona di libero scambio sarebbe “un disastro per l’economia nazionale”.

L’Ue è il più grande partner commerciale dell’Algeria, che a sua volta è il terzo fornitore di gas naturale dell’Unione dopo la Russia e la Norvegia, secondo la Commissione europea. Le principali importazioni dell’Algeria dall’Ue sono costituite da macchinari, attrezzature di trasporto e prodotti agricoli.

Algeri ha ripetutamente chiesto di rinegoziare i termini dell’accordo. Sostiene che l’Ue non ha rispettato una parte riguardante il trasferimento di tecnologia e la circolazione delle persone e ha chiesto all’Ue di incoraggiare le imprese europee a investire nel Paese nordafricano.