La Romania bloccherà gli appalti delle infrastrutture pubbliche alle aziende cinesi

Le compagnie cinesi sarebbero escluse dagli appalti pubblici, se venisse applicato il memorandum. [Shutterstock/ Suliman Razvan]

Il governo rumeno ha adottato la scorsa settimana un ‘memorandum’ che bloccherebbe l’accesso ai progetti di infrastrutture pubbliche alle aziende provenienti da Paesi che non hanno accordi commerciali bilaterali con l’Ue.

Se trasformato in legge, il memorandum avrebbe l’effetto di escludere le aziende cinesi dai contratti pubblici per autostrade e ferrovie. La motivazione della decisione sarebbe l’esclusione delle compagnie che non rispettano gli standard europei, ha dichiarato il vicepremier Dan Barna in conferenza stampa lunedì 1 febbraio.

“Si tratta di una procedura che esiste già in altri Stati membri dell’Ue, c’è stata una consultazione con la Commissione europea”, ha detto Barna, aggiungendo che “il memorandum crea solo il quadro per regolamentare la situazione”. Non è citato nessun Paese specifico nell’accordo.

“Vogliamo solo assicurarci che non ci siano aziende che non rispettino gli standard Ue, che ci causino perdite di denaro, cancellazioni di appalti e ulteriori ritardi, in un periodo in cui la Romania ha disperatamente bisogno di iniziare lavori sulle infrastrutture”, ha dichiarato Barna, uno dei leader di Usr  Plus.

L’idea è stata portata per la prima volta dal ministro dei Trasporti Catalin Drula, membro del partito liberale Usr Plus, affiliato ai centristi di Renew Europe al Parlamento europeo. Dacian Cioloș, altro leader del partito rumeno e del gruppo parlamentare europeo, ha dichiarato che il memorandum serve a limitare la partecipazione di aziende extra-Ue agli appalti pubblici e non è diretta ad alcun Paese in particolare. “Non è una decisione contro qualche Stato, è un approccio europeo”, ha spiegato.

Per rendere effettivo il memorandum, la Romania deve ora cambiare la sua legge sugli acquisti pubblici. Se il procedimento passasse, le compagnie cinesi potrebbero essere le più colpite. Sono infatti coinvolte in numerosi progetti di costruzione di autostrade appaltati dal governo e hanno spesso fatto ricorso per i risultati delle aste, provocando ritardi significativi.

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Nel luglio 2019, la Commissione europea ha emesso un documento con le linee guida per la partecipazione di Paesi terzi nel mercato europeo degli appalti. Qui si suggeriva di permetterne l’accesso solo alle aziende di Stati con cui l’Ue aveva firmato accordi internazionali vincolanti o commerciali bilaterali. L’Ue fa parte dell’Accordo sugli appalti pubblici insieme ad altri 19 membri dell’Organizzazione mondiale del commercio, tra cui Stati Uniti, Canada, Australia e Giappone.