Accordo di libero scambio Vietnam-Ue: i vantaggi per l’export italiano

Il ministro dell'Industria e commercio vietnamita Tran Tuan Anh insieme all'allora Commissario europeo per il Commercio Cecilia Malmström e al ministro del Commercio rumeno Stefan Radu Oprea alla firma dell'accordo di libero scambio tra UE e Vietnam, 30 giugno 2019. [EPA-EFE/MINH HOANG (RESEND)]

Lunedì (8 giugno) il Vietnam ha ratificato un accordo di libero scambio con l’Unione Europea che ridurrà o eliminerà il 99% delle tariffe sulle merci scambiate tra il Paese del Sudest asiatico e il blocco europeo e fornirà al Vietnam una spinta post-pandemica di cui ha davvero bisogno.

I deputati dell’Assemblea Nazionale, che quasi sempre ratifica le proposte del governo, hanno votato con oltre il 94% a favore dell’Accordo di libero scambio tra l’Unione europea e il Vietnam (EVFTA).

L’EVFTA, che dovrebbe entrare in vigore a luglio, è il secondo accordo dell’Unione Europea con un membro dell’Associazione delle nazioni del Sud-Est asiatico (ASEAN) dopo quello con Singapore, e uno dei pochi con un Paese in via di sviluppo.

Il Vietnam beneficerà di un periodo di transizione fino a 10 anni per alcune importazioni, come le automobili.

L’accordo aprirà i servizi del Vietnam, compresi i mercati postali, bancari e marittimi e gli appalti pubblici, allineerà alcuni standard e proteggerà i prodotti alimentari e le bevande dell’UE, come lo champagne francese o il formaggio feta greco, dalle imitazioni in Vietnam.

I critici in Europa non sono d’accordo con i risultati ottenuti dal Vietnam in materia di diritti umani e del lavoro, anche se l’accordo prevede impegni in questi settori, così come sul tema della tutela ambientale.

La Banca Mondiale ha affermato a maggio che l’EVFTA potrebbe aumentare il prodotto interno lordo e le esportazioni del Vietnam rispettivamente del 2,4% e del 12% entro il 2030 e far uscire centinaia di migliaia di persone dalla povertà.

“Questi benefici sono particolarmente urgenti per garantire guadagni economici positivi mentre il paese risponde alla pandemia di Covid-19”, ha detto la Banca Mondiale.

I benefici per l’Italia

Nel 2018 l’Italia ha esportato in Vietnam beni per un valore complessivo di 1,3 miliardi di euro, tale da renderlo la terza destinazione del blocco ASEAN dopo Singapore e Thailandia.

Secondo le elaborazioni di Confindustria, l’EU-Vietnam Free Trade Agreement potrebbe far crescere l’interscambio tra Europa e Vietnam di 23 miliardi di euro entro il 2035. Prodotti della meccanica, pelli e prodotti in cuoio, sostanze chimiche, tessuti in lana, prodotti in gomma, indumenti e accessori d’abbigliamento e macchinari elettrici, che rappresentano circa il 12% delle esportazioni italiane, saranno liberalizzate immediatamente al momento dell’entrata in vigore dell’accordo.

Il Vietnam ha anche accettato di riconoscere 169 Indicazioni Geografiche europee, di cui 38 italiane: tra queste anche Aceto Balsamico di Modena, Grana Padano, Mozzarella di Bufala Campana e Prosecco.

“Il fatto che quello con il Vietnam sia l’accordo di libero scambio più ambizioso mai concluso con un paese in via di sviluppo, rafforza la nostra convinzione che anche un Paese come l’Italia debba concentrarsi a fare Sistema in un quadrante del Mondo che, seppur distante, sembra economicamente complementare al nostro e condivide molti dei nostri standard e dei nostri valori” ha commentato Enrico Letta, presidente dell’Associazione Italia-ASEAN.

Gli fa eco il Segretario Generale dell’Associazione Alessia Mosca: “Accordi di nuova generazione come questo rappresentano operazioni uniche per spingere l’UE a diventare un attore geopolitico che difende il commercio multilaterale e promuove alti standard su lavoro, ambiente e diritti umani. Il tutto creando opportunità concrete di business per le aziende. L’Italia non deve lasciarsi scappare altre occasioni”.