I rapporti Usa-Ue alla prova della riforma del Wto: Dombrovskis tende la mano

Valdis Dombrovskis. EPA-EFE/FRANCISCO SECO

Il dibattito organizzato nell’ambito del POLITICO’S Competitive Europe Summit è l’occasione per fare il punto sui rapporti transatlantici che hanno ripreso linfa con il nuovo inquilino della Casa Bianca.

Nel panel dedicato al tema con l’eurodeputato tedesco Bernd Lange e con l’ex ambasciatore americano nell’Ue, Anthony Gardner, il vice-presidente della Commissione europea Valdis Dombrovskis tende la mano ma ribadisce la linea europea per la riforma dell’Organizzazione mondiale del commercio (Wto).

Il grande tema della discussione è il futuro della cooperazione transatlantica con la nuova amministrazione Biden su questioni legate al commercio, alla tecnologia e al clima, con un convitato di pietra in sala: la Cina.
I temi all’ordine del giorno sono la fine della guerra sui dazi per le compagnie aeree e la creazione di un Consiglio Ue-Usa per il commercio e la tecnologia. Dietro l’angolo però c’è la differenza di approccio su un tema decisivo: la riforma dell’Organizzazione mondiale del commercio.

A pochi mesi dall’insediamento del nuovo inquilino della Casa Bianca, infatti, le novità sono già sostanziali. A metà giugno con il summit Ue-Usa si è sostanzialmente iniziata a chiudere la guerra commerciale tra le due economie occidentali. L’accordo siglato su Boeing e Airbus, che tra cinque anni dovrebbe essere sostituito da uno definitivo, è stato definito “un passo importante nella risoluzione della controversia commerciale più lunga nella storia del Wto” da Ursula von der Leyen. Dietro l’angolo, a facilitare il nuovo riavvicinamento tra Ue e Usa, il timore per l’espansione cinese; il Dragone infatti mira a costruire un settore dell’aviazione civile “fuori dalle regole di mercato” che danneggerebbe la concorrenza.

Oltre a questo, il summit di metà giugno ha anche sancito la creazione del nuovo Consiglio Ue-Usa per il commercio e la tecnologia, che avrà lo scopo di coordinare un approccio comune sulle principali questioni commerciali, economiche e tecnologiche globali. Un punto fortemente sottolineato da Dombrovskis nel dibattito del POLITICO’S Competitive Europe Summit: l’obiettivo è “mantenere la leadership globale Usa-Ue nelle nuove tecnologie emergenti come l’intelligenza artificiale”, ha spiegato il vice-presidente della Commissione. Anche se gli studiosi e gli esperti di intelligenza artificiale tendono a sottolineare le differenze sull’approccio etico a queste nuove tecnologie, dipingendo quello europeo come più attento alle questioni etiche e alle ripercussioni sulla democrazia, sia rispetto all’approccio cinese sia rispetto a quello americano.

Non è però tutto rose e fiori. Uno dei problemi rimane la riforma dell’Organizzazione mondiale del commercio. Gli Usa, dal maggio 2016, in era Trump, stanno bloccando la ricostituzione della piena composizione dell’Appellate Body, sulla base dell’idea che le sue decisioni sulle controversie commerciali siano state troppo “politiche”. Questo significa di fatto averne bloccato il funzionamento e aver permesso agli Stati membri di non ottemperare alle decisioni stabilite.
Questo stallo, nell’ottica europea, è l’occasione per una riforma del sistema, che ha mostrato di non riuscire a far coordinare i propri 164 membri per definire nuove regole sul commercio digitale o la sostenibilità e di non riuscire a costringere la Cina ad aprire i suoi mercati agli altri membri del Wto o ad adottare condizioni di concorrenza leale.

Dopo uno stallo sulla questione che dura da qualche anno, l’Ue ha deciso di tendere la mano allo storico alleato per trovare insieme una soluzione e nel vertice del 15 giugno i due partner hanno in effetti preso l’impegno di lavorare in modo cooperativo per trovare una riforma dell’Organizzazione mondiale del commercio che la renda adatta alla realtà e alle sfide del ventunesimo secolo. Bisogna solo capire come.

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