G20: raggiunto l’accordo sulla tassa globale per le multinazionali

Il segretario al Tesoro degli Stati Uniti Janet Yellen arriva al G20 a Venezia. [EPA-EFE/ANDREA MEROLA]

A Venezia è stato raggiunto l’accordo sulla tassazione dei profitti delle multinazionali. I dettagli saranno definiti a Washington ad ottobre. Un altro punto dell’intesa è la creazione di una task force per vaccini e terapie nei Paesi in via di sviluppo.

I ministri delle Finanze del G20 hanno raggiunto l’accordo sulla tassazione delle multinazionali, lo si legge sul comunicato finale. “Abbiamo raggiunto un accordo storico per un sistema fiscale internazionale più stabile e giusto”; si legge nel documento. I ministri hanno recepito l’intesa raggiunta il 1° luglio in sede Ocse sulla tassa minima globale del 15% sui redditi delle multinazionali, a partire da colossi come Google o Facebook.

Il commissario europeo all’Economia Paolo Gentiloni ha parlato di una “giornata storica”. Per il ministro tedesco dell’economia, Olaf Scholz “è un grande progresso aver raggiunto un accordo sulla minimum global taxation dal 15% in su, e sono sicuro che questa sarà la base per le decisioni di tutti gli Stati del mondo, che seguiranno questo accordo”.

Il prossimo passo, ha spiegato il ministro francese Bruno Le Maire, sarà il G20 finanze di Washington a ottobre, dove “dovremo definire gli ultimissimi parametri di questa nuova architettura fiscale”: sulla quota degli utili delle multinazionali da riallocare ai Paesi dove queste effettivamente svolgono le proprie attività “il 20% non sembra abbastanza, il 30% potrebbe essere troppo, dunque la proposta francese è raggiungere un consenso al 25%”. Quanto all’altro aspetto, quello dell’aliquota minima globale, “credo fortemente che il 15% non sia abbastanza, dobbiamo fare di più e la Francia, con alcuni partner rilevanti del G20, punta a più del 15%”. Le Maire ha confermato l’obiettivo che l’accordo globale diventi efficace entro il 2023, e che la Francia “rimuoverà la sua tassa nazionale sui servizi digitali non appena l’accordo sarà implementato a livello Ocse”.

Dopo il via libera del G20 ci sarà tempo fino ad ottobre per definire i dettagli tecnici e per convincere i Paesi contrari a firmare l’intesa. Tra questi ci sono anche tre Paesi europei: Irlanda, Estonia e Ungheria.

Clima e vaccini

I ministri delle Finanze e Governatori del G20 si sono accordati anche per “l’uso, se appropriato, di meccanismo di fissazione del prezzo delle emissioni di Co2 e incentivi”. “Continueremo a sostenere la ripresa – dice il documento finale – evitando qualsiasi ritiro anticipato di misure di sostegno, pur rimanendo coerenti con i mandati della Banca centrale, anche in materia di stabilità dei prezzi, e preservare la stabilità finanziaria e la sostenibilità di bilancio a lungo termine e salvaguardarla dai rischi di ribasso e ricadute negative”.

Un altro punto importante dell’accordo è la creazione di task force di Banca mondiale, Organizzazione mondiale della sanità, fondo monetario internazionale e Organizzazione mondiale del commercio per “i vaccini, le terapie e diagnosi nei Paesi in via di sviluppo” per rispondere al “bisogno urgente di essere più preparati” alle pandemie. Nel comunicato finale i ministri del G20 hanno incaricato gli esperti dei ministeri delle Finanze e della Salute a “fare proposte concrete” per il meeting congiunto di ottobre. “Daremo priorità all’accelerazione della consegna dei vaccini, diagnosi e terapie” specie nei Paesi svantaggiati e daremo “risposte per reagire rapidamente a nuove varianti”.