Davos: al via il summit tra Covid, clima e gli avvertimenti di Xi a Biden

Xi JImping [EPA-EFE/PASCAL BITZ]

Lunedì 25 gennaio è cominciata l’edizione 2021 del World Economic Forum di Davos, per la prima volta in versione digitale. Protagonista della prima giornata il presidente cinese Xi Jimping, che ha rilanciato il multilateralismo e messo in guardia dai rischi di una nuova Guerra Fredda.

“La storia e la realtà hanno chiarito che l’approccio fuorviante di antagonismo e di confronto, sia esso sotto forma di guerra fredda, guerra calda, guerra commerciale o guerra tecnologica, alla fine danneggia gli interessi di tutti i Paesi e mina il benessere di tutti”, ha dichiarato Xi.

Anche se non si è mai rivolto esplicitamente a Washington, le sue osservazioni possono essere lette come una critica agli Stati Uniti e al presidente Joe Biden, che ha sottolineato più volte la necessità per le democrazie occidentali di lavorare insieme per affrontare la Cina.

Durante il suo discorso, Xi è tornato ripetutamente sull’importanza della cooperazione internazionale, tranne che su questioni come i diritti umani, che il presidente cinese considera “affari interni”. “Ogni paese è unico con la sua storia, la sua cultura e il suo sistema sociale, e nessuno è superiore all’altro”, ha continuato Xi, mettendo in guardia contro l’imposizione di una “gerarchia sulla civiltà umana”.

Ha anche sottolineato l’importanza di rafforzare le politiche macroeconomiche per combattere la recessione economica globale indotta dalla pandemia. “Dobbiamo costruire un’economia mondiale aperta, salvaguardare fermamente il sistema commerciale multilaterale, e astenerci da standard, regole e sistemi discriminatori ed esclusivi, così come alti muri che separano il commercio, gli investimenti e la tecnologia”, ha dichiarato il presidente cinese.

Secondo XI i governi di tutto il mondo devono fare di più per lavorare insieme e rimettere l’economia globale in carreggiata, poiché le prospettive rimangono incerte. “La pandemia è tutt’altro che finita e la recente recrudescenza dei casi di Covid ci ricorda che dobbiamo continuare a combattere”, ha detto Xi.

Per quel che riguarda la lotta ai cambiamenti climatici Pechino ha ribadito l’impegno a ridurre le emissioni di carbonio del 65% entro il 2030 e raggiungere la neutralità del carbonio entro il 2060. “Raggiungere questi obiettivi richiederà un enorme lavoro da parte della Cina. Ma crediamo che quando gli interessi dell’intera umanità sono in gioco, la Cina deve farsi avanti, agire e portare a termine il lavoro”, ha spiegato il presidente.

Lagarde: “Ripresa ritardata ma non deragliata”

Dopo l’intervento del presidente cinese, si è discusso dell’andamento dei contagi in un panel con il virogolo americano Antony Fauci e il premier greco Kyriakos Mītsotakīs. Nel pomeriggio è intervenuta anche la presidente della Banca centrale europea Christine Lagarde

“La nostra speranza è che ancora il 2021 sia l’anno della ripresa ma in due fasi e la fase uno è chiaramente quella che è ancora afflitta da un livello molto alto di incertezza”, ha dichiarato

La zona euro è alle prese con l’aumento dei casi di coronavirus, nuove restrizioni e una campagna di vaccinazione partita da poco. Gli ultimi dati della Bce indicano una contrazione nell’ultimo trimestre del 2020, che, secondo Lagarde “avrà un impatto nel primo trimestre del 2021.” Tuttavia secondo la presidente della Bce “la ripresa è stata rallentata, ma non dovrebbe essere deragliata”.

In questa fase, ha spiegato Lagarde, la politica fiscale deve svolgere un ruolo dominante e l’obiettivo è continuare a fornire supporto a tutti i settori dell’economia assicurandosi che le condizioni di finanziamento rimangano favorevoli.