Dalle materie prime critiche alla gestione dei dati: le sfide verso l’autonomia strategica europea

Il commissario europeo per le relazioni interistituzionali Maroš Šefčovič. [EPA-EFE/Francisco Seco / POOL POOL PHOTO]

La Commissione Ue nella sua seconda relazione di previsione strategica ha definito 10 settori d’azione: si va dal garantire energia verde a prezzi accessibili al ridurre la dipendenza dai Paesi terzi per alcuni beni e materie prime.

La pandemia, la crisi dei chip, le catene di fornitura nel caos, le minacce informatiche, sempre più frequenti negli ultimi anni, hanno messo in luce le debolezze dell’industria europea e hanno riportato al centro della discussione il tema dell’autonomia strategia dell’Ue in un ordine mondiale sempre più multipolare e complesso.

Per ridurre la dipendenza dai Paesi terzi e provare a dare una risposta a queste questioni l’Unione europea, nella sua seconda relazione di previsione strategica,  ha individuato 10 settori strategici di azione politica: garantire sistemi sanitari e alimentari sostenibili e resilienti; garantire un’energia decarbonizzata e a prezzi accessibili; rafforzare la capacità nel settore della gestione dei dati, dell’intelligenza artificiale e delle tecnologie di punta; garantire e diversificare l’approvvigionamento di materie prime essenziali; assumere una posizione di primo piano a livello mondiale nella definizione di norme; creare sistemi economici e finanziari resilienti e adeguati alle esigenze future; sviluppare e mantenere competenze e talenti in linea con le ambizioni dell’Ue; rafforzare le capacità di sicurezza e difesa e l’accesso allo spazio; collaborare con i partner globali per promuovere la pace, la sicurezza e la prosperità di tutti; rafforzare la resilienza delle istituzioni.

Questo in concreto significa, ad esempio, ridurre la dipendenza strategica dai paesi terzi per alcuni beni critici, compresi i prodotti farmaceutici, o materie prime, rafforzare la capacità di gestione dei dati, sviluppare un’industria europea dei chip, rafforzare le capacità di sicurezza e difesa e l’accesso allo spazio.

La Commissione nella sua relazione indica quattro principali tendenze che incidono sulla capacità e sulla libertà di azione dell’Ue: il cambiamento climatico e altri problemi ambientali; l’iperconnettività digitale e la trasformazione tecnologica; le pressioni sulla democrazia e sui valori e i cambiamenti nell’ordine e nella demografia globali.

“Anche se non possiamo sapere quale futuro ci attende, una migliore comprensione delle principali megatendenze, incertezze e opportunità rafforzerà la capacità e la libertà di azione a lungo termine dell’Ue. La relazione di previsione strategica esamina pertanto quattro megatendenze che hanno un notevole impatto sull’Ue e individua dieci settori di azione al fine di rafforzare la nostra autonomia strategica aperta e consolidare la nostra leadership mondiale verso il 2050. La pandemia ha reso oggi ancora più necessario compiere scelte strategiche ambiziose e la relazione ci aiuterà a tenere sotto controllo la situazione”, ha spiegato il vicepresidente della Commissione Ue per le Relazioni interistituzionali e le prospettive strategiche, Maros Sefcovic.

Il 18-19 novembre Bruxelles ospiterà la conferenza annuale sul sistema europeo di strategia e analisi politica (ESPAS) per discutere il tema della relazione di previsione strategica del prossimo anno – l’abbinamento delle transizioni verde e digitale – vale a dire il modo in cui possono rafforzarsi reciprocamente, anche utilizzando tecnologie emergenti.