Commercio, Ue e India rilanciano i colloqui per un accordo di libero scambio

L'UE e l'India rilanciano i colloqui per arrivare ad un accordo di libero scambio. [Twitter/Commissione europea]

Venerdì 17 giugno l’Unione Europea e l’India hanno ripreso formalmente i negoziati per la creazione di un accordo di libero scambio, con l’obiettivo di portare a compimento le discussioni entro la fine del 2023.

“Questa partnership diventerà decisiva per il commercio globale del XXI secolo”, ha dichiarato il Ministro del commercio indiano Piyush Goyal ai giornalisti presenti a Bruxelles.

Bruxelles e Delhi avevano già avviato i colloqui nel 2007. Ma il dialogo ha attraversato una fase di stallo iniziata nel 2013, a causa dell’assenza di progressi nei negoziati.

Il Commissario europeo per il commercio, Valdis Dombrovskis, ha dichiarato che l’accordo di libero scambio riguarderà “essenzialmente tutti gli scambi commerciali”, in linea con gli standard dell’Organizzazione mondiale del commercio (Wto), compresi settori come quello automobilistico e degli alcolici.

“Questi negoziati di ampia portata sul commercio, sulla protezione degli investimenti e sulle indicazioni geografiche aprono un nuovo ed entusiasmante capitolo nelle relazioni Ue-India”, ha dichiarato Dombrovskis, aggiungendo che “per l’Unione Europea, le relazioni con l’India sono tra le più importanti del prossimo decennio”.

I nodi da sciogliere: Igp e forza lavoro

Il prossimo ciclo di negoziati è previsto a New Delhi dal 27 giugno al 1° luglio.

Sulla base del valore dei beni e dei servizi scambiati, l’Ue è il terzo partner commerciale dell’India, dopo Stati Uniti e Cina, mentre Delhi è solo al decimo posto nella lista dei più importanti partner commerciali di Bruxelles.

Tuttavia, le aspettative delle due parti divergono su questioni quali i dazi su automobili, vini e prodotti caseari importati dall’Unione Europea, nonché sulla liberalizzazione dei visti per i lavoratori indiani che entrano nell’Ue.

Il blocco europeo probabilmente spingerà per abbassare i dazi e ottenere una via d’accesso preferenziale al mercato indiano per veicoli, bevande alcoliche e prodotti agroalimentari, in particolare il formaggio. Per Bruxelles, qualsiasi accordo dovrebbe anche includere degli standard precisi di sviluppo sostenibile, nella sfera ambientale e nell’ambito del lavoro.

L’India, invece, ritiene di poter trarre maggiori vantaggi nei servizi. Ciò che chiede è un accesso più semplificato ai visti europei per la forza lavoro indiana. Per New Delhi è fondamentale avere la possibilità di esportare servizi informatici e prodotti agricoli, ma anche ottenere per i suoi asset industriali, alcuni dei quali colpiti dalle normative e dagli standard dell’Ue, un accesso più semplice.

Le due parti discuteranno anche di accordi per tutelare gli investimenti e le denominazioni di prodotti agroalimentari specifici di una regione, in particolare lo champagne o il formaggio feta.

Per l’Ue, un accordo di libero scambio con l’India rientra nella strategia volta ad aumentare gli impegni condivisi con la Regione indo-pacifica, un’area a cui il blocco guarda con interesse per trarre vantaggio dalla crescita economica da cui sarà attraversata.

Infine, molti a Bruxelles sperano che un accordo commerciale con l’India possa fungere da contrappeso alla crescente influenza della Cina nella regione.