Commercio, la Francia blocca gli accordi Ue con Cile e Nuova Zelanda

Il presidente francese Emmanuel Macron sta rallentando la firma degli accordi commerciali con Cile e Nuova Zelanda fino a dopo le elezioni di aprile 2022. [EPA-EFE/LUDOVIC MARIN / POOL MAXPPP OUT]

La Francia sta rallentando la firma degli accordi commerciali Ue con il Cile e la Nuova Zelanda, dopo aver già in passato bloccato la ratifica di quello con il Mercosur. Parigi vuole attendere l’esito delle elezioni del 2022 prima di ratificare qualsiasi trattato, ma per alcuni Paesi potrebbe essere troppo tardi.

La Francia ha convinto l’Ue a posticipare la ratifica di alcuni accordi commerciali, in particolare quelli con Cile e Nuova Zelanda, per poter attendere l’esito delle elezioni presidenziali di aprile 2022. Questa decisione ha però causato i fastidi di altri Paesi, che avrebbero voluto vedere i trattati firmati.

La speranza dell’Unione europea era quella di finalizzare gli accordi con Cile e Nuova Zelanda entro la fine dell’anno, ma Parigi ha spinto la Commissione europea a ritardare gli accordi. Secondo alcuni funzionari Ue, il presidente francese Emmanuel Macron avrebbe temuto un aumento delle importazioni di pollo dal Cile e di agnello dalla Nuova Zelanda, che i suoi oppositori politici avrebbero potuto usare come arma contro di lui in campagna elettorale.

La Germania ha accettato di posticipare l’accordo commerciale con il Mercosur finché il Brasile non prenderà impegni per proteggere la foresta amazzonica, come ha ribadito anche Angela Merkel. Tuttavia, il Cile non può aspettare così tanto perché si avvia verso le elezioni il 21 novembre.

Il commissario al commercio Ue Valdis Dombrovskis ha dichiarato giovedì 11 novembre che i negoziati erano finiti e c’era una significativa volontà di chiudere l’accordo. “La finestra di opportunità politica è più ristretta perché anche il Cile sta entrando nel suo ciclo elettorale e perciò è importante che si arrivi rapidamente a risultati”, ha aggiunto.

Il ministro dell’economia tedesco Peter Altmaier spinge per portare avanti l’accordo. “Vogliamo concludere l’accordo col Cile il prima possibile, perché è cruciale sia per l’Ue che per la Germania”, ha detto a Politico. Il Cile possiede una delle maggiori riserve di litio al mondo, materiale cruciale per le batterie elettriche.

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Resistenze francesi

Alcuni funzionari del governo francese hanno confermato che Parigi non era pronta ad accettare in pieno gli accordi, proprio perché le questioni delle quote di esportazione e delle preoccupazioni ambientali avrebbero dovuto essere discusse più dettagliatamente.

“Dobbiamo tenere da conto le questioni dello sviluppo sostenibile e della sensibilità in agricoltura”, ha detto Franck Riester, ministro francese per il commercio estero. Le resistenze francesi hanno però sollevato preoccupazioni in altri Paesi.

“Abbiamo avuto contatti positivi con il Cile nelle ultime settimane e poi all’improvviso il nulla. Attendiamo un aggiornamento completo da parte della Commissione”, ha detto un diplomatico Ue. Gli Stati membri danno mandato ai negoziatori della Commissione di concludere gli accordi commerciali, che sono poi ratificati dai parlamenti nazionali. Diversi Paesi ritenevano però che la proposta francese di ritardare la firma dovesse essere rifiutata.

Per quanto riguarda invece la Nuova Zelanda, invece, le trattative per gli accordi sono iniziate nel 2018 ma sono rimaste bloccate per molto tempo a causa di discussioni sulla condivisione dei dati e la protezione dei formaggi europei.

L’Ue vuole che la Nuova Zelanda smetta di etichettare i suoi formaggi come feta, Groviera e altri marchi conosciuti. Il primo ministro neozelandese Jacinda Ardern ha posticipato un viaggio previsto a Bruxelles questo mese per la mancanza di progressi.