Boeing-Airbus, il Wto autorizza le tariffe Ue contro gli Usa

Un velivolo Airbus A330 in assemblaggio a Tolosa. [EPA-EFE/GUILLAUME HORCAJUELO]

Il Wto (Organizzazione mondiale del commercio) ha autorizzato l’Unione europea ad imporre tariffe sulle importazioni di beni dagli Stati Uniti per quattro miliardi di dollari come ritorsione contro i sussidi concessi dall’amministrazione Trump a favore della Boeing.

È solo l’ultimo atto di una guerra in corso da quasi due decenni fra le due sponde dell’Atlantico sui due più importanti costruttori di vettori aerei al mondo. Una guerra che ha visto in precedenza (nell’ottobre 2019) una misura analoga (per 7,5 miliardi di dollari) adottata unilateralmente dagli Usa (poi avallata dal Wto) contro i sussidi concessi dall’Europa ad Airbus.

Si tratta naturalmente di un modo perverso di regolare il commercio internazionale, che fa assomigliare sempre più il Wto ad un luogo in cui si combattono (per fortuna solo a colpi di sentenze e penali) conflitti bilaterali e multilaterali, piuttosto che ad un’istituzione di sostegno allo sforzo di dialogo e composizione delle controversie in un’ottica globale (che dovrebbe essere la prospettiva adottata dalle istituzioni internazionali).

Dietro le quinte di questa guerra non c’è, infatti, solo il futuro di un settore industriale strategico per sostenere la globalizzazione come quello aereo, ma anche gli equilibri geopolitici internazionali. Da questo punto di vista, ricordiamo come Trump abbia più volte attaccato il Wto sulla questione della Cina (considerata ancora un paese in via di sviluppo, e per questo sottoposta ad una normativa di riguardo), fino a minacciare l’uscita unilaterale degli Usa dal Wto.

Difficile non leggere queste vicende anche in chiave politica, in vista delle elezioni presidenziali negli Stati Uniti del prossimo 3 novembre. Ma a Ginevra non è detto che abbiano fatto i conti giusti: questa ennesima (per quanto giuridicamente fondata) intrusione del Wto nella sovranità Usa è più facile che rinsaldi i legami delle corporazioni e dell’elettorato che sostengono Trump.