“Mai più da soli”. Il monito di Steinmeier per l’anniversario della liberazione dal nazismo

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Il presidente Frank Walter Steinmeier parla dopo la cerimonia in occasione del 75° anniversario della fine della Seconda Guerra Mondiale, al Neue Wache Memorial di Berlino. [EPA-EFE/FILIP SINGER / POOL]

In occasione del settantacinquesimo anniversario della liberazione dal nazionalsocialismo – 8 maggio 1945 – il Presidente della Repubblica federale tedesca, Frank-Walter Steinmeier, ha tenuto un discorso presso il memoriale “Neue Wache” di Berlino.

Il discorso è stato incentrato sul ricordo della durissima condizione di isolamento internazionale in cui si trovava la Germania alla fine della seconda guerra mondiale e sulla differenza con il contesto odierno. Oggi sottolinea Steinmeier, grazie al lavoro svolto con gli stessi avversari di allora, i tedeschi non sono più soli : “Questo è il lieto messaggio della giornata odierna! Viviamo in una democrazia forte e consolidata, nel trentennale della Germania riunificata, nel cuore di un’Europa pacifica e unita. Godiamo di fiducia e raccogliamo i frutti della cooperazione e del partenariato su scala mondiale. Sì, oggi noi tedeschi possiamo dire: il giorno della liberazione è un giorno della gratitudine!”

Una cooperazione su cui ha pesato positivamente, secondo il Presidente, il lavoro che i tedeschi hanno fatto su loro stessi tramite “un lungo e doloroso percorso” che ha consentito alla democrazia di maturare e alla Germania di avvicinarsi agli altri Paesi europei, tramite il processo di integrazione.

Proprio per questo, aggiunge, la memoria di quel momento terribile deve tradursi in un impegno per tutti i tedeschi, un farsi carico di quella “responsabilità” che nasce dalla “storia infranta” della Germania, dall’aver causato milioni di vittime e dalla sofferenza inferta a milioni di persone : “Mai più!” – l’abbiamo giurato dopo la guerra. Tuttavia per noi tedeschi questo “Mai più” significa soprattutto “Mai più da soli”. Questa frase vale in Europa più che in qualsiasi altro luogo. Dobbiamo tenere unita l’Europa. Dobbiamo pensare, sentire e agire da europei. Se in Europa, anche durante e dopo questa pandemia, non siamo uniti, allora ci dimostreremo indegni dell’8 maggio. Se l’Europa fallisce, fallisce anche questo “Mai più”!”

Un impegno che, ad avviso di Steinmeier, si fonde con l’esigenza di battersi affinché le tentazioni del presente non si traducano in un ritorno a quel drammatico passato.

La “liberazione”, infatti, non è mai conclusa e non è qualcosa da vivere solo passivamente, ma ci esorta attivamente, giorno dopo giorno. Allora siamo stati liberati. Oggi dobbiamo liberarci da soli! Dalla tentazione di un nuovo nazionalsocialismo. Dal fascino degli autoritarismi. Dalla sfiducia, dall’isolamento e dall’ostilità fra le nazioni. Dall’odio e dalla diffamazione, dalla xenofobia e dal disprezzo per la democrazia – poiché questi non sono altro che i demoni malvagi del passato sotto nuove spoglie.

Un monito che deve quindi portare tutti i tedeschi a riflettere sul fatto che quanto nato dopo il 1945 non sia garantito per l’eternità. Per il Presidente infatti “l’8 maggio non era la fine della liberazione – libertà e democrazia sono la sua perenne missione, la nostra missione!”.