Finlandia: le trappole del referendum sul Recovery Fund

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Le bandiere della Finlandia e della UE

Tra i paesi membri dell’Unione Europea sta emergendo una forte preoccupazione per la posizione della Finlandia sul Recovery Fund, il Fondo per la ripresa dell’Unione Europea. L’ansia é legata al fatto che il partito populista finlandese, I Verifinlandesi, è riuscito a raccogliere una quantità sufficiente di firme (50.000) per proporre un referendum sulla posizione della Finlandia sul Recovery Fund. L’intenzione dei populisti finlandesi, insieme al piccolo partito della Democrazia Cristiana finlandese, é di rovesciare la posizione della Finlandia, spingendola a votare contro l’accordo.

Da ricordare che la Finlandia ha accettato il Recovery Fund dopo che il primo ministro Sanna Marin è riuscita, insieme ad altri paesi frugali, a ridimensionare sia l’entità del fondo che la sua composizione tra prestiti e contributi nel duro negoziato del mese di luglio. Sulla base di quel negoziato la Finlandia riceve dal Fondo 3,2 miliardi di euro di aiuti ma deve pagare 6,6 miliardi di euro. Anche prima di luglio la Finlandia risultava un contributore netto; quindi il negoziato ne ha migliorato la posizione.

L’estate scorsa il governo finlandese ha sentito una fortissima pressione di una parte dell’opinione pubblica, contraria all’idea che l’Ue eroghi sussidi rilevanti a paesi come l’Italia. Moltissimi in Finlandia vedono l’Italia come un paese che non riesce a far pagare le tasse ai propri cittadini ma pretende che altri paesi, come la Finlandia, dove la popolazione paga interamente le tasse dovute, assista l’Italia economicamente. In più, tantissimi finlandesi vedono l’Italia come un paese dove la percentuale di ricchi é molto più elevata. Per questo, si è formata una vasta opinione pubblica che considera un’ingiustizia che la Finlandia, insieme agli altri paesi dell’Ue, accetti di dare enormi aiuti all’Italia.

Questa opinione, sia sottolineato, non esiste solo tra i populisti; è appoggiata anche da una parte dei sostenitori del governo, formato da cinque partiti del centrosinistra finlandese. Proprio a causa di questa pressione il governo finlandese ha richiesto, insieme ad altri governi dell’Ue, di ridimensionare il Fondo di ripresa e ha dato il suo consenso solo quando i paesi membri hanno diminuito l’ammontare complessivo del Fondo e hanno aumentato la componente dei prestiti e diminuito quella delle sovvenzioni.

Adesso due partiti dell’opposizione puntano ad annullare la partecipazione finlandese al Recovery Fund con un referendum. Per i parlamentari del centrosinistra finlandese il referendum sul Recovery Fund è una manovra propagandistica, ma il parlamento dovrà prendere una posizione sulla proposta. Sulla base del regolamento delle commissioni parlamentari ci sarà un dibattito iniziale in plenaria; ma la proposta di referendum può essere rimandata di nuovo in una delle commissioni.

Se l’iniziativa popolare ritorna alla plenaria del parlamento, allora è incerto se la plenaria la voterà a maggioranza semplice o con la maggioranza di 2/3. Questo dipende dalla decisione della Commissione Costituzionale, che ha avuto durante tutta la durata della trattativa tra gli stati dell’Ue una posizione molto dura sul Recovery Fund, una posizione opposta a quella assunta dalla Grande Commissione (la commissione parlamentare alla quale è affidata la politica europea).  La Commissione costituzionale ha infatti messo in dubbio se l’accettazione del Recovery Fund rispetti la Costituzione finlandese e anche la carta fondamentale dell’UE.

Poi, quando il servizio giudiziario della Commissione europea ha fatto sapere che il Recovery Fund non è contrario alla carta fondamentale dell’Unione, la Commissione costituzionale finlandese ha perso un po’ di vigore. In più, all’inizio di ottobre, tutti gli esperti sentiti dalla Commissione costituzionale, salvo una, hanno dichiarato che il pacchetto del Fondo di ripresa non è contrario alla carta fondamentale dell’Unione. Secondo una voce autorevole del parlamento finlandese, il referendum potrebbe non aver luogo.  Le iniziative popolari che non sono portate a termine prima della conclusione della legislatura decadono automaticamente.

In Finlandia è il Parlamento unicamerale che dovrà dare la conferma definitiva del Fondo di Ripresa europea. Se la votazione avviene con la maggioranza semplice, i voti della coalizione governativa bastano per approvare la partecipazione finlandese al fondo. Se invece la Commissione Costituzionale decidesse che è necessario votare con la maggioranza di 2/3, allora l’approvazione del Fondo dipenderà principalmente della Coalizione Nazionale, un partito di opposizione, perché i cinque partiti del governo non arrivano ad avere una tale maggioranza. I Verifinlandesi e la Democrazia cristiana voteranno contro l’approvazione del Fondo, ed essi potrebbero essere sostenuti da alcuni parlamentari del Partito del Centro (al governo); forse anche da parlamentari della Coalizione nazionale (in opposizione). Comunque, visto che la Coalizione nazionale è molto vicino agli industriali, i quali sono favorevoli al Recovery Fund perché è nel loro interesse che l’Italia si salvi per garantire la continuità dei legami economici tra l’Italia e la Finlandia, è probabile che una parte importante della Coalizione Nazionale si esprima a favore del Fondo.

Liisa Liimatainen è una giornalista finlandese. È stata la corrispondente dall’Italia per la radiotelevisione finlandese Yle ed ha collaborato con varie trasmissioni Rai.