Elezioni in Germania: Verdi di governo

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La co-presidente dei Verdi tedeschi Annalena Baerbock. [EPA-EFE/Andreas Gora / POOL]

Dopo le elezioni regionali tedesche di domenica il commento più importante è stato di Markus Söder, Presidente dei cristiano sociali bavaresi e Ministro-Presidente della Baviera: “L’Unione non sarà in grado di vincere le elezioni senza lottare”. Una frase apparentemente banale dietro la quale si nasconde una riflessione più profonda. Non c’è solo la constatazione delle difficoltà attuali dell’Unione dovute ai noti scandali ma anche la consapevolezza di avere un avversario la cui ascesa appare inarrestabile: i Grünen.

Sarebbe del tutto riduttivo relegare il risultato dei Verdi tedeschi nel Baden-Württemberg a una normale vittoria in un Land che in fondo governano già da dieci anni. In questa regione, infatti, la CDU ha governato ininterrottamente dalla metà degli anni Cinquanta fino al 2011 e, in alcune fasi, con una maggioranza assoluta. Che i Verdi siano riusciti a vincere per tre elezioni consecutive vuol dire che il consolidamento degli ambientalisti in un Land economicamente così importante è ormai strutturale. Qui i Verdi hanno ottenuto il loro miglior risultato di sempre in un’elezione regionale (32.6 per cento). Anche nell’altra regione in cui si è votato, Renania-Palatinato, un Land nel quale i socialdemocratici potevano contare sulla grandissima popolarità della Ministra-Presidente in carica Malu Dreyer, i Verdi hanno quasi raddoppiato i loro voti, passando dal 5.3 al 9.3 per cento. Un dato da non sottovalutare perché è il secondo miglior risultato dei Grünen in questa regione dopo il 2011.

L’ascesa dei Verdi non è certamente una novità di questo test elettorale: sono da tempo un partito popolare di massa (Volkspartei, come si dice in Germania), che hanno sostituito i socialdemocratici nella sfida ai conservatori tedeschi. Le rilevazioni in vista delle elezioni federali del 26 settembre prossimo attestano i Verdi intorno al 20 per cento ma è prevedibile che nelle prossime settimane il dato sia destinato a salire.

Nei prossimi mesi c’è da aspettarsi una forte polarizzazione del dibattito politico tra Verdi e CDU. Già le dichiarazioni di Annalena Baerbock, Co-Presidente dei Verdi, sono andate esattamente in questa direzione: “Abbiamo bisogno di una politica che sia al servizio del Paese, l’Unione ha danneggiato fortemente la fiducia nella politica”. Il riferimento è ai recenti scandali che hanno visto coinvolti alcuni parlamentari della CDU. Se dunque fino a qualche settimana fa la Germania sembrava destinata inevitabilmente verso un governo nero-verde (Unione-Verdi), tanto che anche l’ex Cancelliere socialdemocratico Gerhard Schröder l’aveva pronosticato come unica prospettiva realistica, dopo i recenti sviluppi non si possono escludere altre opzioni, prima fra tutte la cosiddetta coalizione semaforo tra Verdi, Spd e liberali.

La forza dei Verdi tedeschi è certamente data dalla capacità di imporre i loro temi nell’agenda politica tedesca. Tutti i partiti, come mai in precedenza, inseriscono l’emergenza climatica come una priorità del proprio programma di governo. È altresì importante ricordare che i Verdi tedeschi sono un partito che ha abbandonato del tutto l’ideologismo ambientalista e le ambizioni rivoluzionarie del passato per incarnare un ambientalismo rigoroso e ambizioso, ma al contempo pragmatico. A livello politico lo si nota immediatamente dalla capacità dei Verdi di essere alleati di governo in ben undici regioni in quasi tutte le combinazioni possibili: con la CDU in Baden-Württemberg e Assia, con SPD e Linke nella città di Berlino, a Brema e in Turingia, con la SPD e la CDU in Brandeburgo, in Sassonia e in Sachsen-Anhalt, con la sola SPD ad Amburgo, con la CDU e i liberali nello Schleswig-Holstein e con SPD e liberali nella Renania-Palatinato. Non si tratta naturalmente di trasformismo all’italiana quanto piuttosto di assumersi responsabilità di governo.

In vista delle elezioni politiche e in considerazione delle inaspettate difficoltà della CDU, che, ricordo, non ha ancora deciso il proprio candidato alla Cancelleria, i Verdi sono in una comfort zone che permette loro di avere molte più opzioni di governo rispetto agli altri partiti. Comunque andrà a finire il 26 settembre, chiunque vorrà governare la Germania, dovrà fare i conti con i Verdi.

Ubaldo Villani-Lubelli è docente di Storia dell’integrazione europea presso l’Università del Salento