Annalena Baerbock, appassionatamente europea

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La co-presidente dei Verdi tedeschi Annalena Baerbock. [EPA-EFE/Andreas Gora / POOL]

Appassionatamente europea. È così che Annalena Baerbock definisce se stessa. La candidata al cancellierato tedesco nominata dei Verdi è un buon segnale per l’Europa e per la Germania in Europa.

Baerbock è espressione di una generazione (classe 1980) che “non è più così giovane ma neanche vecchia”, come ha detto nella sua prima conferenza da candidata. Rappresenta il rinnovamento. Del resto, Baerbock rientra in quella generazione, detta generazione-Merkel, che negli della sua crescita professionale ha conosciuto una sola Cancelliera: Angela Merkel. Seppur da posizioni politiche diverse Baerbock è stata influenzata dallo stile della Cancelliera che ha plasmato la società tedesca.

Baerbock è, a suo modo, un profilo del tutto nuovo in Germania e forse anche per molti paesi europei. È priva di una significativa esperienza politica ed è Presidente dei Verdi (insieme al più esperto Robert Habeck) soltanto dal  2018. Sembrerebbe destinata a essere travolta dagli altri candidati di punta dei partiti: tutti uomini, tutti molto navigati sia per aver fatto esperienza di altre campagne elettorali sia per aver ricoperto incarichi di governo, tutti, a loro modo, spietati. Ma non è scontato che sarà così.

Baerbock è e sarà una diversità assoluta nella politica tedesca. Difficile fare previsioni su quale impatto avrà sulla campagna elettorale. Non le mancano preparazione, determinazione, temperamento e un modo di agire molto empatico. Si è inoltre presentata con professionalità e calma da veterana nella conferenza di presentazione della sua candidatura. Dalla sua avrà un partito che non è mai stato così unito e compatto come ora. Il sostegno della base e dell’intera classe dirigente dei Verdi sarà totale.

In vista delle elezioni i Verdi hanno già presentato una bozza di programma in cui si alternano proposte radicali con altre più moderate, dichiarazioni di intenti (“il benessere non si misura con il PIL ma con la qualità della vita”) ad altre molto concrete (50 miliardi di euro di investimenti pubblici all’anno per i prossimi dieci anni). La ristrutturazione socio-ecologica della Germania passa, per i Verdi, da un fondamentale ruolo attribuito allo Stato per fare in modo che la Germania torni a investire molto di più di quanto non abbia fatto negli anni scorsi. In questo scenario si inserisce anche la patrimoniale dell’1 per cento sopra i 2 milioni di euro. In altri termini, i due concetti chiave del programma dei Verdi restano sostenibilità ambientale e competitività. Tutto questo servirà a ridurre le emissioni di CO2 dal 55 al 70 per cento entro il 2030.

Il profilo di Annalena Baerbock è anche molto legato all’europeismo perché la sua età, 40 anni, la pone al centro di quella generazione che ha potuto apprezzare le molteplici possibilità offerte dall’Unione Europea. Ha infatti studiato sia ad Amburgo sia a Londra. Dal 2005 al 2008 è stata coordinatrice della segreteria politica dell’europarlamentare Elisabeth Schroedter (Verdi) e contemporaneamente ha anche lavorato al British Institute of Comparative and Public International Law. Sulla base di queste sue esperienza internazionali, prima di diventare parlamentare nel 2013, è stata referente del gruppo parlamentare dei Verdi per la politica estera e di sicurezza.

Si comprende molto facilmente cosa intenda Baerbock nel momento in cui si definisce “appassionatamente europea”. Baerbock incarna, come nessun altro dei suoi avversari per la conquista del cancellierato, lo spirito europeo più autentico e proiettato al futuro. In questo senso, non è un caso che nel programma dei Verdi uno dei passaggi più importanti, dedicato all’Europa, è sull’importanza posta alla salvaguardia e al rispetto dei  valori e  dello stato di diritto. La proposta dei Verdi è di rendere la Carta dei diritti fondamentali dell’UE esecutiva contro gli Stati nazionali al fine di poter sanzionare le violazioni degli Stati membri autoritari.

Ubaldo Villani-Lubelli è docente di Storia dell’integrazione europea presso l’Università del Salento