Voto a distanza: il Parlamento italiano può prendere spunto dall’Europa

Il Parlamento europeo ha adottato la soluzione del voto a distanza a causa della pandemia. [EPA-EFE/OLIVIER HOSLET]

Con la curva dei contagi che continua a salire, uno dei problemi che risulta evidente per il Parlamento italiano è l’impossibilità di votare a distanza. Già due volte a ottobre non è stato possibile raggiungere il numero legale per l’approvazione di una risoluzione: non sarebbe auspicabile una soluzione simile a quella adottata dal Parlamento europeo in situazione di pandemia?

Per ovviare al problema dei deputati in quarantena fiduciaria, la Giunta per il regolamento di Montecitorio ha deciso di considerarli “in missione”, ovvero impegnati nello svolgimento di un’attività relativa al proprio ruolo di parlamentare. In questo modo, per il regolamento della Camera, risultano presenti.

Al Senato, tuttavia, non vale la stessa regola. Inoltre, il problema si pone ancor di più per le situazioni in cui non basta la maggioranza relativa. Ecco perché l’ipotesi del voto a distanza è stata presentata dal deputato Stefano Ceccanti (Pd). La Giunta per il regolamento della Camera ha discusso la possibilità in una riunione informale giovedì 22 ottobre.

In altri Stati, questa possibilità è già presente. La Spagna usufruisce del voto telematico già dallo scorso 12 marzo per le deliberazioni a carattere alternativo, la convalida dei decreti legge e l’autorizzazione dello stato di allarme. Anche Belgio, Polonia, Slovenia e Romania hanno adottato questa soluzione. Lo stesso Parlamento europeo si è adeguato alla situazione corrente e, nella plenaria del 26 marzo 2020, ha votato per la prima volta a distanza.

Se la situazione dei contagi  dovesse proseguire con le cifre attuali, l’Italia dovrebbe seriamente considerare la soluzione del voto parlamentare a distanza per non bloccare completamente l’attività delle due Camere. “Senza questa soluzione si creerebbe uno squilibrio istituzionale”, ha dichiarato il deputato Stefano Ceccanti, promotore della risoluzione presentata al Parlamento. “Il Governo infatti è in grado di lavorare e continuerà a portare avanti la sua attività”.

Anche il presidente della Camera Roberto Fico avrebbe aperto alla possibilità di adottare il voto a distanza come soluzione di emergenza. Secondo quanto riferito dall’Ansa, Fico avrebbe infatti sottolineato ai commissari della Giunta per il regolamento d Montecitorio la necessità di stabilire “un diritto parlamentare di emergenza” basato su un accordo tra i gruppi parlamentari per articolare meglio i lavori della Camera.