Viaggi in Europa: via libera al sistema a semaforo per le zone a rischio e al modulo comune per i passeggeri

e [EPA-EFE/RONALD WITTEK]

Il Consiglio Affari generali ha approvato la raccomandazione “per un approccio coordinato alla limitazione della libertà di circolazione in risposta alla pandemia” di Covid-19, che introduce un semaforo a quattro colori (verde, arancione, rosso e grigio), per definire in modo comune le aree a rischio.

“La raccomandazione mira ad evitare la frammentazione e le perturbazioni e ad aumentare la trasparenza e la prevedibilità per i cittadini e le imprese”, si legge nel comunicato.

Secondo l’accordo ogni settimana gli Stati membri dovrebbero fornire al Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) i seguenti dati: numero di nuovi casi notificati ogni 100.000 abitanti negli ultimi 14 giorni, numero di test effettuati nell’ultima settimana su 100.000 persone (tasso di test), percentuale di test risultati positivi nell’ultima settimana (tasso di positività del test).

Il sistema a semaforo

Sulla base di questi dati, l’Ecdc dovrebbe pubblicare una mappa settimanale degli Stati membri dell’Ue, suddivisa per regioni, contrassegnate con quattro colori: verde, arancione, rosso e grigio. Saranno indicate come verdi le aree in cui il tasso di notifica a 14 giorni è inferiore a 25 e il tasso di positività al di sotto del 4%. Saranno invece indicate come zone arancioni quelle in cui tasso di notifica a 14 giorni è inferiore a 50 ma il tasso di positività del test è pari o superiore al 4%, se il tasso di notifica a 14 giorni è compreso tra 25 e 150 e il tasso di positività del test è inferiore al 4%. Le zone rosse saranno quelle in cui il tasso di notifica a 14 giorni è pari o superiore a 50 e il tasso di positività del test è pari o superiore al 4% o se il tasso di notifica a 14 giorni è superiore a 150. Infine saranno indicate come zone grigie quelle in cui le informazioni sono insufficienti o la percentuale di test è inferiore a 300.

Test, quarantene e moduli

Gli Stati membri, secondo quanto hanno concordato i ministri degli Affari europei,  non dovrebbero limitare la libera circolazione delle persone che viaggiano verso o da aree verdi. Nel valutare l’opportunità di applicare le restrizioni, dovrebbero rispettare le differenze della situazione epidemiologica tra le aree arancioni e quelle rosse e agire in modo proporzionato. Dovrebbero inoltre tenere conto della situazione epidemiologica nel proprio territorio.

In linea di principio l’ingresso alle persone che viaggiano da altri Stati membri non dovrebbe essere rifiutato. I Paesi che ritengono necessario introdurre restrizioni potrebbero richiedere alle persone che viaggiano da aree non verdi di sottoporsi a quarantena o al test per il coronavirus.

Gli Stati membri potrebbero anche richiedere alle persone che entrano nel loro territorio di presentare moduli per la localizzazione dei passeggeri. Per questo il Consiglio Affari generali ha concordato di introdurre un modulo digitale comune per localizzare i viaggiatori, dato che al momento cambiano da Paese a Paese.

Il coordinamento 

Gli Stati membri che intendono applicare restrizioni devono informare per tempo il Paese interessato, nonché gli altri Stati membri e la Commissione. L’informazione dovrebbe essere fornita con 48 ore di anticipo. Anche ai viaggiatori devono essere date informazioni chiare, complete e tempestive su restrizioni e requisiti per entrare in un dato Paese. La decisione se introdurre o meno restrizioni alla libera circolazione per proteggere la salute pubblica rimane di competenza dei singoli Stati, tuttavia i ministri concordano sul fatto che è opportuno coordinarsi con la Commissione e gli altri Paesi prima di introdurre nuove restrizioni alla mobilità dei cittadini Ue.