Ungheria, Péter Márki-Zay è il candidato dell’opposizione che sfiderà Orbán nel 2022

Péter Márki-Zay ha vinto le primarie dell'opposizione ungherese e sfiderà Viktor Orbán alle elezioni del 2022. [EPA-EFE/ZOLTAN BALOGH HUNGARY OUT]

Il sindaco conservatore di Hódmezővásárhely ha sconfitto nel secondo turno delle primarie Klára Dobrev, moglie dell’ex primo ministro Ferenc Gyurcsány sostenuta dalla Coalizione democratica. Ora sfiderà il primo ministro Viktor Orbán alle prossime elezioni del 2022.

Sarà Péter Márki-Zay a sfidare Viktor Orbán alle elezioni parlamentari del 2022, dove sei partiti di opposizione hanno scelto di presentare un candidato comune. Il sindaco conservatore di Hódmezővásárhely ha sconfitto l’eurodeputata Klára Dobrev, leader della Coalizione democratica, con il 56,69% dei voti contro il 43,31%.

Nonostante fosse arrivato terzo al primo turno delle primarie, alle spalle di Dobrev e del sindaco di Budapest Gergely Karácsony, Márki-Zay ha formato un’alleanza con quest’ultimo, che si è ritirato dalla corsa e lo ha appoggiato, superando così l’eurodeputata S&D.

Sebbene Dobrev fosse la candidata con il maggior sostegno individuale, in molti temevano che la sua figura non fosse abbastanza forte per sfidare Orbán alle elezioni e che i suoi legami con i governi precedenti alla presa di potere di Fidesz, in particolare il matrimonio con l’ex primo ministro Gyurcsány, potessero essere un’arma nelle mani degli avversari.

Márki-Zay, candidato indipendente e sindaco di una città di circa 44 mila abitanti dell’Ungheria centrale, è stato inizialmente sostenuto dai socialisti, dai verdi-liberali e dai conservatori di Jobbik, per poi guadagnare il consenso anche dei centristi di Momentum e dei democratici.

Cattolico praticante e padre di sette figli, Márki-Zay ha dichiarato di “non simpatizzare per la visione di nessuno dei partiti che lo hanno sostenuto”, descrivendosi invece come di destra e un “ex elettore di Fidesz deluso”.

“Vogliamo un’Ungheria nuova, più pulita e onesta, non solo rimpiazzare Orbán e il suo partito”, ha dichiarato Márki-Zay dopo l’annuncio della vittoria. Il candidato dell’opposizione ha anche affermato di aver già scelto una serie di persone che potranno “liberare il Paese dal sistema più corrotto della sua storia millenaria”.

Intervistato da EURACTIV pochi giorni prima della vittoria alle primarie, Péter Márki-Zay aveva dichiarato che un suo governo in Ungheria sarebbe stato “una grande vittoria per l’Ue”, sottolineando il suo impegno verso le istituzioni europee, i valori, l’adesione alla procura europea (Eppo) e alla moneta unica.

Márki-Zay aveva anche attaccato la politica migratoria di Fidesz, sottolineando come il partito di Viktor Orbán strumentalizzasse l’immigrazione, da un lato conducendo campagne di odio, dall’altro permettendo l’insediamento indiscriminato e incontrollato di persone, talvolta pericolose.

Ungheria, Klára Dobrev in vantaggio dopo il primo turno delle primarie dell'opposizione

L’opposizione al primo ministro ungherese Viktor Orbán presenterà un candidato unico per provare a cambiare il corso del governo ungherese alle elezioni del 2022. Secondo i risultati del primo turno di primarie, l’eurodeputata Klára Dobrev è leggermente in vantaggio.

Klára Dobrev, …

Sostegno di tutti i partiti

Secondo i sondaggi di opinione, l’opposizione ungherese si trova testa a testa contro Fidesz e Péter Márki-Zay è ritenuto una scelta migliore per contrastare Viktor Orbán rispetto a Klára Dobrev, nonostante la sua minore esperienza in politica

Dobrev è stata frenata dai legami con i governi ungheresi precedenti all’avvento di Fidesz, tra cui quelli guidati dal marito Ferenc Gyurcsány, una figura che ancora oggi è vista negativamente in Ungheria per la cattiva gestione della crisi economica in cui versava il Paese e per aver mentito ai cittadini al riguardo nel 2006. Proprio grazie a questo Fidesz è riuscito a salire al governo.

La posizione cattolica e conservatrice di Márki-Zay potrebbe essere in grado di attirare nuovi elettori indecisi e giovani, mantenendo comunque il sostegno dei liberali e della sinistra e attraendo quei conservatori che hanno perso fiducia nelle politiche divisive e aggressive di Fidesz.

Durante la campagna delle primarie, Márki-Zay non godeva di particolari sostegni economici, né dell’appoggio di un partito, ma è riuscito ad attrarre un elettorato giovane con i suoi messaggi di lotta alla corruzione e all’élite.

Le primarie in Ungheria sono state considerate un successo, con oltre 800 mila votanti su 9,8 milioni di abitanti totali, che dimostrano come nel Paese ci sia la volontà di un cambiamento di rotta dopo 12 anni di governo di Fidesz e Viktor Orbán.