Un vento nuovo soffia da Sofia

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Le elezioni di Pasqua in Bulgaria hanno mandato in Parlamento tre nuove forze politiche, che rappresentano in gran parte le forze della protesta anti-corruzione dell’estate. Il partito GERB di Boyko Borissov è rimasto la forza più grande, ma sembra incapace di formare un governo.

Secondo i risultati ufficiali preliminari, la coalizione di Borissov (GERB-SDS) emerge come prima, ma con solo il 23,78% dei voti. Nelle elezioni del 2017 il GERB di Borissov aveva ottenuto il 33% dei voti. In seconda posizione viene C’è un popolo così, una nuova forza guidata dallo showman televisivo Slavi Trifonov, con il 19,03%. Il Partito Socialista Bulgaro (BSP) arriva terzo con il disastroso risultato del 14,85%. Nelle dichiarazioni pubbliche degli ultimi giorni il BSP aveva affermato che avrebbe vinto le elezioni.

Quarto è giunto Bulgaria Democratica con l’11,05%, una forza di opposizione di centro-destra ostile a Borissov; quinto è il Movimento dei Diritti e delle Libertà (DPS), principalmente etnico turco, con l’8,92% e sesto Stand up, Mafia out, una nuova forza di centro-sinistra con il 5,2%.

Secondo i risultati preliminari il partito nazionalista VMRO di Krassimir Karakachanov, nato come costola del GERB, non è riuscito a superare lo sbarramento del 4% per entrare in Parlamento.

A parere degli analisti, le elezioni si sono rivelate uno schiaffo in faccia alle forze che erano rappresentate nel Parlamento uscente, specialmente per il GERB di Borissov e gli avversari del BSP, che avevano sperato in risultati molto migliori. Inoltre, le elezioni hanno cacciato dal Parlamento i nazionalisti del VMRO e un’altra formazione nazionalista – quella dell’uomo d’affari Vesselin Mareshki in coalizione con il partito NFSB di Valeri Simeonov.

La grande sorpresa è invece il successo del partito di Slavi Trifonov C’è un popolo che potrebbe ottenere il mandato per formare un governo. La costituzione prevede che sia la forza che ha vinto le elezioni ad essere incaricata di formare un governo; ma è molto improbabile che Borissov possa raccogliere il sostegno per formare una maggioranza.

Il partito di Slavi Trifonov ha affermato che entrerebbe in coalizione con le altre due forze emerse dalle proteste: Bulgaria Democratica, guidata dal politico riformista pro-europeo Hristo Ivanov e Stand up, Mafia out, guidata dall’ex mediatore nazionale Maya Manolova. Tuttavia, la loro forza aggregata non è sufficiente a formare una maggioranza nel Parlamento di 240 seggi.

Quella di Manolova è l’unica delle tre forze ad ammettere la possibilità di entrare in coalizione con il BSP.

Trifonov, che è stato il politico più ricercato durante la notte delle elezioni, ha annunciato su Facebook che ha i sintomi di Covid e che si isolerà. Il suo partito, paragonato da alcuni al Movimento Cinque Stelle di Beppe Grillo, è stato assente dai dibattiti elettorali e ha trasmesso i suoi messaggi dal canale televisivo di Trifonov. C’è un popolo ha fatto una campagna per cambiare l’attuale sistema proporzionale in maggioritario, e per un ampio uso dei referendum.

Borissov ha chiesto un governo di unità per il quale ha offerto le sue competenze. Il BSP, sotto shock per la sconfitta elettorale, ha detto che commenterà solo dopo l’annuncio dei risultati ufficiali.

“Cominciamo a vedere la forma di una nuova Bulgaria”, ha detto Hristo Ivanov, aggiungendo che si aspetta che tutte le forze che hanno detto che non entreranno in coalizione con GERB lo confermino, prima di iniziare i colloqui esplorativi per un nuovo governo.

La maggior parte dei voti dei bulgari all’estero è andata per il partito di Trifonov e per Bulgaria Democratica. I voti dalla Turchia questa volta non sono riusciti a spingere DPS a causa delle restrizioni sull’apertura delle sezioni. Solo l’8% dei bulgari all’estero ha votato per Borissov.