Svezia, Magdalena Andersson è stata eletta premier per la seconda volta (dopo le dimissioni)

La premier svedese Magdalena Andersson [EPA-EFE/DUYGU GETIREN SWEDEN OUT]

Magdalena Andersson è stata eletta per la seconda volta come primo ministro dal Parlamento svedese, dopo le dimissioni di mercoledì 24 novembre a poche ore dalla nomina. Andersson sarà la prima donna premier nella storia della Svezia. La sua seconda nomina ha ottenuto 101 voti favorevoli, 75 astenuti e 171 contrari.

Le dimissioni a poche ore dalla prima nomina erano dovute al fatto che i Verdi avevano lasciato la coalizione di governo dopo non aver votato la legge finanziaria 2022 che secondo il partito ecologista aveva recepito troppe modifiche chieste dall’opposizione di destra. “La pratica costituzionale vuole che un governo di coalizione si dimetta dopo che uno dei partiti abbandona la coalizione. Non voglio dirigere un governo la cui legittimità è messa in discussione”, aveva spiegato la leader socialdemocratica annunciando le sue dimissioni. In quell’occasione Andersson aveva espresso anche l’auspicio Andersson ha espresso l’auspicio di poter essere nuovamente votata alla guida dell’esecutivo in un voto successivo. Cosa che è effettivamente accaduta lunedì 29 novembre.

Magdalena Andersson ha 54 anni ed è leader del Partito socialdemocratico dai primi di novembre, dopo essere succeduta a Stefan Lofven, che ad agosto ha deciso di abbandonare sia l’incarico di leader del partito che quello di primo ministro. Lo scorso giugno, il voto contrario della Sinistra in merito a una riforma delle norme sugli affitti era stato determinante per sfiduciare Löfven, che dopo aver ritrovato un accordo con i suoi alleati che gli aveva consentito di essere rieletto premier dal Parlamento ha deciso di rassegnare le dimissioni.

Con il voto di lunedì Andersson di fatto si è assicurata solo i voti del suo partito, ma la costituzione svedese prevede che il primo ministro possa essere nominato anche con i voti di una minoranza a patto che i voti contrari non superino i 175, ovvero la maggioranza assoluta. Mercoledì la nuova premier aveva ottenuto la nomina con un voto ancora più risicato: 117 deputati a favore, 57 astenuti e 174 contrari, sui 349 che compongono l’assemblea.

Con il suo partito dato al 25% delle intenzioni di voto (vicino ai suoi minimi storici) e tallonato da vicino dai Moderati, un’altra impegnativa sfida che la attende sono le elezioni del prossimo settembre. La leader dei socialdemocratici aveva fissato tre priorità per il governo: “riprendere il controllo democratico” su scuole, sistema sanitario e case di riposo dopo un’ondata di privatizzazioni e le difficoltà emerse con la pandemia di COVID-19, rendere la Svezia un campione delle politiche climatiche, combattere la segregazione e la brutale guerra tra bande nelle periferie di alcune città.