Stallo istituzionale in Bulgaria: probabili nuove elezioni in estate. A rischio gli aiuti economici Ue e l’adesione all’euro

Manifestante anti-corruzione in una protesta contro il Governo di centrodestra nel luglio 2020. [EPA-EFE/VASSIL DONEV]

Il partito bulgaro anti-élite dice che non formerà alcun governo, dopo che le elezioni di inizio aprile hanno decretato una forte frammentazione di un sistema politico fortemente colpito dalla corruzione.

La Bulgaria si sta trovando in mezzo ad uno stallo istituzionale che potrebbe riportarla in tempi brevi ad una nuova tornata elettorale, dopo quella tenutasi nei primi giorni del mese di aprile, caratterizzata da un nulla di fatto circa la possibilità di costruire un solido esecutivo.

Il problema, appunto, è la costruzione di una maggioranza parlamentare, con il nuovo partito ‘anti-establishment’ della Bulgaria Itn (conosciuto come There is such a people, letteralmente ‘C’è un popolo così’) che ha annunciato, lunedì 26 aprile, il disimpegno a formare un governo nonostante l’impennata di consenso nelle ultime elezioni parlamentari.

Il paese balcanico orientale potrebbe dunque tornare ad elezioni in estate, dopo che le consultazioni del 4 aprile hanno raccolto un voto di rabbia popolare per la diffusa corruzione nel Paese, tra l’altro fanalino di coda in Europa per la libertà di stampa.

La dilagante corruzione nel sistema politico, con partiti che hanno ‘occupato’ le istituzioni democratiche, ha avuto un decisivo ruolo sull’incremento dei voti dell’Itn e di due partiti minori anti-corruzione. I tre raggruppamenti però non avrebbero la maggioranza, in un Parlamento, tra l’altro, profondamente frammentato.

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Il partito anti-casta ha come leader il conduttore televisivo e cantante Slavi Trifonov che, come Beppe Grillo in Italia con il Movimento 5 Stelle, ha tirato su uno schieramento di stampo populista, che ha costruito il proprio consenso facendo leva sulla stanchezza verso il sistema bulgaro degli ultimi decenni.

Trifonov ha detto che il suo movimento non ha abbastanza parlamentari, né alleati, per guidare un governo e ha precisato che non accetterà il sostegno dei partiti tradizionali, accusandoli di voler appositamente mantenere la Bulgaria come lo Stato più povero e corrotto dell’intera Unione europea.

In un post su Facebook il leader dell’Itn ha evidenziato che non solo non esistono i presupposti per la creazione di un esecutivo, ma soprattutto mancherebbero anche quelli per “un governo stabile”. “Il sostegno che ci viene offerto proviene da fazioni politiche che sono dannose, avide e che si sono dimostrate compromesse”, ha rincarato Triponov, aggiungendo che “quello che offrono non è sostegno, ma dipendenza”.

Trifonov lunedì 26 aprile ha reso noto su Facebook che Itn ha indicato la campionessa di scacchi Antoaneta Stefanova per la carica di primo ministro, salvo poi precisare che Stefanova restituirà immediatamente l’incarico non appena il presidente le consegnerà formalmente il mandato, probabilmente nel corso di questa settimana.

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La decisione è arrivata dopo che il partito di centro-destra Gerb, schieramento dell’ex premier Boyko Borissov, venerdì scorso ha rinunciato a formare un esecutivo. Il Gerb è stato il partito più votato, ma si tratta di una vittoria limitata e caratterizzata da una forte perdita di consenso in termini percentuali.

Una volta che l’Itn restituirà il mandato, il presidente Rumen Radev chiederà a un altro schieramento di provare a formare un nuovo governo, ma gli analisti dicono che le possibilità che ciò avvenga sono scarse.

Nel caso si incorresse in un terzo fallimento, la possibilità più quotata è quella della nomina da parte del presidente di un governo provvisorio che porti il Paese a nuove elezioni nel giro di un paio di mesi.

L’incertezza politica prolungata potrebbe ostacolare la capacità della Bulgaria di attingere efficacemente alle risorse, incluse nei 750 miliardi di euro del Next generation Eu, che le spettano, oltre che rallentare i preparativi di Sofia in vista dell’adozione dell’euro nel 2024.

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