Slovacchia, le polemiche sul vaccino russo rischiano di far cadere il governo

Il primo ministro slovacco Igor Matovič. [EPA-EFE/Lukasz Gagulski POLAND OUT]

La Slovacchia si trova in cima alle classifiche delle infezioni e morti per Covid-19 in rapporto alla popolazione e la gestione della crisi da parte dell’attuale governo ha scatenato polemiche e lotte interne che potrebbero portarlo alla caduta.

La vicepremier slovacca Veronika Remišová, del partito di coalizione Per il popolo, ha dichiarato che l’unica soluzione per evitare nuove elezioni nel Paese è quella delle dimissioni del primo ministro Igor Matovič e del ministro dell’Economia Richard Sulík (Libertà e solidarietà), dopo la crisi di governo generata dalle polemiche sull’uso del vaccino russo.

Secondo recenti sondaggi, solo il 21% della popolazione ha fiducia nel premier, mentre il ministro dell’Economia è la figura che gode di maggior fiducia nel governo attuale. Secondo Remišová, il conflitto in corso tra i due è la causa dell’attuale crisi all’interno della coalizione.

Finora, la crisi ha portato alle dimissioni del ministro della Salute Marek Krajčí lo scorso venerdì. Tuttavia, Matovič aveva accusato i propri partner di governo per aver chiesto a Krajčí di lasciare l’incarico. “Le elezioni anticipate provocherebbero un caos politico duraturo” e “sarebbero un tradimento della fiducia degli elettori”, ha dichiarato la vicepremier Remišová.

Sputnik V, la Slovacchia chiede di accelerare con l'approvazione

Il vaccino russo Sputnik V è al centro delle controversie in Europa, con sempre più Paesi che considerano l’idea di approvarlo in via eccezionale senza attendere il parere dell’Agenzia europea per i medicinali (Ema). Inoltre, la Camera di commercio italo-russa …

La scorsa settimana, Matovič aveva chiesto l’approvazione rapida di Sputnik V, decidendo di acquistare una serie di dosi da Mosca e presentandosi personalmente ad accogliere l’arrivo del vaccino all’aeroporto.

Questa scelta ha suscitato una grande crisi all’interno del governo, con i partiti della coalizione Per il popolo e Libertà e solidarietà che hanno preso le distanze dal premier e lo hanno criticato per aver favorito le strategie di “guerra ibrida” portate avanti dalla Russia.

Nel Paese, la notizia dell’acquisto di dosi di un vaccino non approvato dall’Ema non ha suscitato particolari reazioni: la propensione a farsi vaccinare con Sputnik V è quasi uguale a quella di Pfizer-BioNTech e maggiore di quella di Moderna e AstraZeneca.