Slovacchia, il membro del consiglio direttivo della Bce Peter Kažimír accusato di corruzione

Il governatore della Banca centrale slovacca Peter Kažimír. [EPA-EFE/FLORIAN WIESER]

Il governatore della Banca centrale slovacca Peter Kažimír, anche membro del consiglio governativo della Banca centrale europea, è stato accusato di corruzione ma ha negato ogni coinvolgimento.

“Non mi sento colpevole di alcun crimine” ha dichiarato Kažimír in un commento via mail dopo che si è diffusa la notizia delle sue accuse. “I fatti descritti non sono veri e il ragionamento manca di prove”, ha proseguito. “Non ho mai infranto la legge, né ho mai avuto interesse a influenzare i processi”.

Nessuna delle altre parti coinvolte nel caso ha voluto commentare. Il sito slovacco aktuality.sk ha riferito che Kažimír si trova sotto accusa in un caso legato a una presunta tangente per l’ex capo dell’amministrazione fiscale del paese, che è implicato in diversi casi e ora sta collaborando con gli inquirenti.

L’avvocato di Kažimír, Ondrej Mularcik, ha confermato via telefono a Reuters che il suo assistito è stato accusato di corruzione e farà appello alla decisione. Ha detto che Kažimír è stato accusato della più bassa delle tre gravità di crimine nel codice penale della Slovacchia, punibile fino a cinque anni di prigione, ma non ha dato dettagli sul caso.

Secondo quanto riporta aktuality.sk, Kažimír avrebbe fatto da tramite per consegnare una tangente di circa 50 mila euro relativa a procedimenti fiscali non specificati al capo dell’amministrazione fiscale. Dal rapporto non è emerso chiaramente da dove provenissero questi soldi.

Kažimír è stato ministro delle finanze, nominato dal partito di sinistra Smer, dal 2012 al 2019 prima di assumere il mandato di sei anni alla guida della banca centrale. L’amministratore delle tasse è stato nominato da Kažimír nel 2012 ed è rimasto in carica fino al 2018.

La Slovacchia sta attraversando una serie di indagini sulla corruzione tra i funzionari pubblici da quando l’attuale governo si trova in carica, ovvero 2020. Ai tempi delle elezioni era forte la rabbia per l’omicidio del 2018 del giornalista Jan Kuciak, che indagava sulla corruzione ad alti livelli.

I membri del Consiglio direttivo della Bce possono essere rimossi se sono stati giudicati colpevoli di grave cattiva condotta o se le autorità forniscono prove sufficienti che si sono impegnati in tale cattiva condotta.

Nel 2018, la Lettonia ha escluso il governatore della sua banca centrale dalla carica e gli ha impedito di partecipare alle riunioni della Bce dopo che è stato accusato dal suo pubblico ministero di aver preso una tangente, un’accusa che il governatore ha negato.

La Bce ha portato Riga in tribunale per il caso, accusandola di violare l’indipendenza della banca centrale. La Corte di giustizia europea si è espressa a favore della Bce e ha costretto la Lettonia a reintegrare il governatore della banca centrale in quanto non è stata stabilita alcuna prova sufficiente di corruzione.