Scuola, dall’Italia alla Bulgaria: le strategie per il rientro in classe in Europa

La maggior parte dei Paesi dell’Unione europea prevede di riaprire le scuole, dopo la pausa natalizia, a partire da questa settimana. Ma con regole diverse.

La rapida diffusione della variante Omicron ha costretto molti Paesi ad adottare un approccio cauto, prevedendo dei meccanismi che consentano di attivare immediatamente la didattica a distanza per quelle classi in cui vengono segnalati nuovi contagi.

Le misure adottate dai governi dei 27 Paesi membri per combattere la diffusione del virus nelle scuole variano in modo significativo. Alcuni hanno delegato la questione alle autorità locali, altri hanno deciso di far tornare tutte le classi in presenza.

Le regole in Italia e Spagna

Lunedì 10 gennaio ricomincerà la scuola in quasi tutta Italia, in alcune regioni era ricominciata già venerdì 7. Le lezioni saranno in presenza con una serie di nuove regole. Nelle scuole dell’infanzia e negli asili nido la sospensione dell’attività didattica inizierà al primo caso di contagio e durerà 10 giorni. Alle elementari se in una classe c’è un positivo  si prosegue in presenza ma tutti gli alunni devono sottoporsi a test antigenico rapido o molecolare e ripeterlo dopo 5 giorni. In presenza di due o più positivi tutta la classe va in Dad (didattica a distanza) per dieci giorni. Per le scuole medie e superiori le misure variano a seconda che gli studenti siano vaccinati o meno.

In Spagna, per tre o più casi positivi correlati, viene dichiarato un focolaio. L’ente designato in ogni regione spagnola valuterà poi quali misure adottare. Non sono prescritti test rapidi, se un bambino si ammala di Covid i suoi contatti stretti devono fare un primo test e, se negativi, devono ripeterlo dopo 7 giorni.

Francia e Germania: la quarantena si decide a livello locale

In Francia le scuole riapriranno in presenza come previsto, ma il governo ha deciso di rafforzare i tracciamenti, sottoponendo gli studenti a tre test in 4 giorni se c’è un positivo in una classe. La scelta di mettere in quarantena una classe per l’elevato numero di contagi spetta alle autorità locali.

In Germania le regole cambiano da regione a regione. La pratica più diffusa è il test rapido giornaliero obbligatorio per gli studenti durante la prima settimana di rientro, per poi passare a tre volte a settimana. Tuttavia in alcune regioni, come Brandeburgo e Turingia, i test non sono obbligatori.

Le regole differiscono anche quando si tratta di mettere le classi in quarantena. Nel Baden-Württemberg, ad esempio, una volta che il 20% degli alunni di una classe è positivo entro 10 giorni, l’autorità sanitaria locale può decidere di attivare la didattica a distanza per quella classe.

Est Europa: quali Paesi prevedono test e quarantena?

In Slovenia, secondo quanto riferisce la Nuova Agenzia Slovena (STA), partner di EURACTIV, un’intera classe, vaccinata o meno, viene messa in quarantena se viene rilevato un singolo positivo tra gli alunni o gli insegnanti. La quarantena è attualmente di dieci giorni, ma sarà ridotta a sette. Gli studenti fanno test rapidi tre volte alla settimana, forniti dai genitori.

Anche in Repubblica Ceca, in presenza di un solo positivo l’intera classe va in quarantena. Gli uffici sanitari valutano la situazione specifica di ogni classe e poi decidono di conseguenza il da farsi. Gli studenti devono fare il tampone due volte a settimana, spetta alle scuole scegliere tra test rapidi o PCR. A partire dal 17 gennaio dovranno fare un solo tampone a settimana.

In Romania, le classi passano all’online se viene rilevato un caso tra gli studenti. I corsi faccia a faccia vengono ripresi dopo otto giorni se tutti gli studenti risultano negativi ai test PCR o antigenici. I bambini più grandi che sono completamente vaccinati possono continuare gli studi in classe. Se più della metà delle classi sono chiuse, l’intera scuola passa all’online. In teoria, gli studenti dovrebbero fare due test rapidi ogni settimana a casa e forniti dal governo.

In Slovacchia, se c’è uno studente positivo nella classe, i compagni di classe devono mettersi in quarantena a meno che non siano vaccinati o guariti. “Le mascherine saranno obbligatorie a partire dal primo anno di scuola primaria, e i genitori sono fortemente invitati a sottoporre a tampone i loro figli prima di iniziare la scuola e a ripetere questi test due volte a settimana”, ha dichiarato il ministero dell’Educazione.

In Polonia il ministero dell’Istruzione ha annunciato che dal 10 gennaio tutte le scuole ricominceranno in presenza. Non ci sono regole specifiche riguardo alle chiusure o alla quarantena, e il ministero ha chiesto alle scuole di prendere le precauzioni necessarie per evitare che il virus si diffonda, facendo ricadere l’intera responsabilità delle decisioni sui presidi.

Fonti non ufficiali hanno detto a EURACTIV Polonia che c’è stato uno scontro tra il ministro dell’Istruzione Przemysław Czarnek, che voleva riaprire le scuole, e il ministero della Salute, che considera la situazione troppo grave per riprendere la normale attività scolastica.

I Paesi che rischiano di più

In Croazia spetta ai medici scolastici stabilire se le classi devono andare in quarantena o meno. EURACTIV Croazia spiega che l’idea generale è che le scuole rimangano aperte anche solo con la metà degli alunni in presenza.

In Portogallo, le scuole riaprono il 10 gennaio. Gli studenti non saranno più obbligati a mettersi in isolamento quando c’è un positivo nella loro classe, dovranno farlo solo coloro che convivono con una persona positiva.

In Grecia, il governo ha deciso di adottare la regola del “50%+1”, vale a dire che una classe dovrebbe andare in quarantena solo se metà degli alunni sono positivi. Gli scienziati hanno criticato la decisione, dicendo che si rischia di andare incontro a una rapida diffusione del Covid nelle scuole.

In Bulgaria non è stata fissata alcuna regola e le autorità hanno detto che la chiusura delle scuole è l’extrema ratio. Gli studenti sono sottoposti a tampone due volte a settimana, e quelli che non vogliono, possono ricorrere alla didattica a distanza. Gli studenti che hanno il Green pass possono andare a scuola senza sottoporsi ad alcun test.