Repubblica Ceca, Sputnik divide il governo: revocato l’incarico al ministro degli Esteri

Tomas Petricek [EPA-EFE/ANDREJ CUKIC]

È il secondo ministro, dopo quello della Salute, che viene costretto a lasciare l’incarico per aver espresso perplessità sulla scelta del governo di importare vaccini che non hanno ancora ottenuto l’approvazione dell’Ue.

Il presidente ceco Milos Zeman ha revocato l’incarico al ministro degli Esteri Tomas Petricek (democratici sociali, Cssd). La gestione del ministero è stata temporaneamente affidata al ministro dell’Interno e vicepremier Jan Hamacek (democratici sociali, Cssd). Petricek è il secondo ministro in una settimana  costretto a lasciare l’incarico per aver espresso delle perplessità sull’uso del vaccino anti-Covid Sputnik V prodotto dalla Russia.

Al suo posto dovrebbe essere nominato Lubomir Zaoralek (Cssd), già ministro degli Esteri dal 2014-2017, e attualmente alla testa del dicastero della Cultura.

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Secondo Petricek, la sua sostituzione è una decisione politica. “Non è un segreto che io sia stato un problema per il presidente della repubblica, soprattutto per quanto riguarda le posizioni assunte sulla centrale termonucleare di Dukovany o sull’importazione dei vaccini anti -Covid non approvati dall’Ue”, ha spiegato alla stampa Petricek.

Il ministro uscente è infatti contrario alla partecipazione della Rosatom russa all’appalto per la costruzione del nuovo blocco a Dukovany, e si è opposto anche alle importazioni dei vaccini russi e cinesi. Zeman, noto per i suoi atteggiamenti filorussi e filocinesi, da tempo spingeva per la revoca dei ministri non allineati alla sua posizione.

Petříček in passato aveva anche criticato la scelta del suo partito di entrare in  coalizione  con L’alleanza dei cittadini scontenti (Ano) di Babiš. I socialdemocratici infatti hanno perso gran parte dei loro consensi durante i quattro anni di governo. E recenti sondaggi dicono che rischiano di non superare la soglia del 5% dei voti necessaria per entrare in Parlamento alle prossime elezioni, previste per ottobre.

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Il “licenziamento” del ministro degli Esteri arriva dopo che Jan Blatný è stato costretto a lasciare l’incarico di ministro della Salute perché aveva chiesto che il vaccino russo Sputnik fosse usato solo dopo il via libera dell’Ema.

Secondo l’analista politico Jiří Pehe, che è direttore della New York University di Praga, il primo ministro ha accettato di mandare a casa i due ministri per la sua “dipendenza politica” da Zeman. “Babiš sa che la sua sopravvivenza politica dipende da Zeman”, ha dichiarato Pehe a Politico.eu. “Non sarebbe premier ora se Zeman non lo avesse aiutato nel 2017, quando il suo primo governo non ha passato un voto di fiducia. Penso che speri che Zeman riesca in qualche modo a tenerlo al potere in ottobre, anche se l’Ano non dovesse vincere”.