Il leader del partito di centrodestra polacco Piattaforma civica (PO), Donald Tusk, che potrebbe divenire il nuovo premier della Polonia con il sostegno dei partiti liberali e di centrosinistra, sta già affrontando un problema: il partito di destra Diritto e Giustizia (PiS) espressione del governo uscente ha accusato i suoi potenziali successori di servire i lobbisti con la sua nuova legge sull’energia eolica.
Descritto come “turbinegate” è il primo presunto scandalo che potrebbe coinvolgere Tusk ancora prima della formazione di un esecutivo.
La Polonia ha alcune delle regole più severe sulla costruzione di parchi eolici nell’Unione europea, e l’allentamento delle regole di zonizzazione sugli investimenti nei parchi eolici rappresenta un ostacolo che il Paese deve superare per sbloccare miliardi di euro di fondi europei legati alla ripresa post-Covid.
Il progetto, presentato al parlamento dalla Coalizione Civica di Tusk (KO, PPE/S&D) e dai centristi di Terzia Via (Renew/PPE), riguarda il congelamento dei prezzi dell’energia ma include anche disposizioni che prevedono una liberalizzazione delle leggi per la creazione di parchi eolici.
Tra i punti del contendere ci sono la distanza minima delle turbine eoliche dagli edifici, che il progetto limita, e la legge sugli espropri. All’inizio di quest’anno, il presidente Andrzej Duda ha firmato una legge che estende la distanza minima tra le turbine eoliche e gli edifici residenziali a 700 metri. Questo è stato visto come un compromesso tra il limite di 10 volte l’altezza di una turbina precedente e il limite di 500 metri proposto dal PiS.
Il limite di 700 metri è controverso considerato che l’industria eolica onshore e gli esperti ambientali ritengono la distanza troppo estesa per poter consentire l’installazione di parchi eolici efficienti con il rischio di soffocare il settore fondamentale per la transizione energetica. Infatti, secondo la regola dei 700 metri, le aree potenzialmente disponibili per i parchi eolici sono il 50% rispetto alla regola dei 500 metri.
La proposta della Coalizione Civica di Tusk apporterebbe una serie di cambiamenti, come far sì che la società energetica statale Orlen paghi i sussidi energetici alle famiglie, riducendo allo stesso tempo le restrizioni sulla costruzione di parchi eolici a 300 metri, dagli attuali 700, persino meno dei 500 desiderati dall’industria e dagli ambientalisti. Ciò è visto come un allontanamento dalle politiche di destra del PiS.
Tusk ha affermato che l’abbandono dei combustibili fossili “non è qualcosa che dovrebbe essere visto come un sacrificio dei propri interessi” e ha criticato il PiS per “possedere” società statali di combustibili fossili, come Orlen.
I membri del PiS (ECR) hanno accusato l’opposizione di aver fatto scrivere il progetto di legge da lobbisti e di servire i loro interessi senza fornire alcuna prova a sostegno delle loro affermazioni.
La ministra del Clima e dell’Ambiente Anna Łukaszewska-Trzeciakowska ha definito le norme proposte “assolutamente inaccettabili”.
“Il progetto non esclude l’esproprio […] e limita la partecipazione pubblica (al processo decisionale)”, ha scritto Łukaszewska-Trzeciakowska su X.
Lunedì anche il viceministro degli Esteri Paweł Jabłoński ha avvertito che il progetto porterà all’importazione di vecchie turbine eoliche dall’estero, anche in questo caso senza portare alcuna prova a sostegno delle sue affermazioni.
“La Polonia sarà inondata di turbine usate importate [e sosterrà] i costi di stoccaggio e smaltimento dei rifiuti pericolosi provenienti dalle pale eoliche precedentemente sfruttati dalla Germania e da altri Paesi. Il tutto con il pretesto della modernizzazione”, ha scritto su X.
Il primo ministro Mateusz Morawiecki ha detto che la proposta di legge serve “a fare lobbying da parte di interessi stranieri, che hanno lo scopo di prosciugare le tasche dei polacchi”, ma non ha specificato quali interessi e come drenerebbe fondi.
“Senza consultazioni, analisi o preparazione, la Coalizione Civica e Polonia 2050 vogliono posizionare turbine giganti accanto alle case polacche”, ha aggiunto su X.
Nel frattempo, mentre le probabilità che il PiS rimanga al potere diminuiscono ogni giorno, i politici del partito di destra hanno coniato l’espressione “turbinegate”, che Morawiecki ha definito “uno degli scandali più importanti degli ultimi 30 anni”.
Anche uno dei partner di Tusk, il partito agrario PSL, ha preso le distanze dalla bozza senza però avanzare accuse di scandalo o di lobbying.
Il leader Wladyslaw Kosiniak-Kamysz ha promesso che il nuovo governo eviterà gli espropri delle terre e ha affermato che la distanza minima dovrebbe essere di 500 metri.
Ma era chiaro che il disegno di legge avrebbe subito modifiche. “Bisogna migliorare su questo fronte. Questo è il cambiamento che sta avvenendo, rispetto al governo PiS, che era infallibile e non ascoltava commenti”, ha osservato.
Paulina Hennig-Kloska, vicepresidente di Polonia 2050 (Renew), membro dell’alleanza Terza Via, ha dichiarato alla radio privata ZET: “Coloro che hanno bloccato la trasformazione energetica negli ultimi otto anni, riducendo allo stesso tempo l’estrazione del carbone in Polonia e rendendoci dipendenti dall’importazione di combustibili fossili, che ha portato alla crisi energetica, stanno attaccando la nostra legge”.
L’opposizione ha anche annunciato formalmente che la bozza sarà aperta alla consultazione pubblica e agli emendamenti, togliendo vento alle vele del PiS.
Il primo scandalo di Tusk
Morawiecki, che il presidente Andrzej Duda ha nominato primo ministro dopo le elezioni di ottobre nonostante il partito non abbia ottenuto la maggioranza in parlamento, cercare di ottenere la fiducia delle Camere la prossima settimana ma probabilmente non riuscirà a formare una maggioranza. Ciò aprirà la strada alla coalizione guidata da Tusk composta da KO, Terza Via e La sinistra (S&D).
Secondo i media locali, il caso sollevato dal PiS ha creato divisioni all’interno della coalizione di Tusk secondo quanto riferito al sito di notizie Interia da un esponente di spicco di Coalizione civica.
Tuttavia, ha respinto la tesi secondo cui i lobbisti avrebbero preparato il disegno di legge.
“Alcuni aspetti della bozza sembrano effettivamente attività di lobbying, ma ammettiamolo, i lobbisti sono sempre esistiti e continueranno ad esistere”, ha affermato.
L’idea è quella di rendere trasparente il processo legislativo ed eliminare gli elementi problematici. “In questo senso vogliamo differenziarci dai nostri predecessori”, hanno sottolineato i politici del KO.
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