Olanda, un governo più europeista con metà ministri donne

La nuova ministra delle Finanze olandese Sigrid Kaag. [EPA-EFE/Bart Maat]

Record di donne nel nuovo governo che si appresta a giurare nei Paesi Bassi: saranno 14 su 29 le donne fra ministri e sottosegretari nell’esecutivo di coalizione stando alla lista pubblicata nei giorni scorsi. E dal programma emerge una rottura con la tradizione rigorista.

Le ministre saranno la metà, ovvero 10 su 20. Per la prima volta anche il ministero delle Finanze sarà guidato da una donna: Sigrid Kaag, ex diplomatica di carriera e membro del partito liberale Democratici 66.

La sua nomina fa pensare a una maggior apertura da parte del nuovo esecutivo olandese sulle questioni fiscali, che potrebbe segnare una rottura con il tradizionale approccio frugale alle questioni di bilancio. Kaag ha più volte sottolineato come l’Europa e l’euro siano cruciali per gli interessi olandesi e, a differenza del premier Mark Rutte, si è anche espressa a favore dell’introduzione degli Eurobond.

“Abbiamo piani ambiziosi per il prossimo periodo. I Paesi Bassi sono sinonimo di grandi scelte e grandi investimenti, nell’istruzione, nel clima, in un’Europa forte”, ha dichiarato Kaag al quotidiano Algemeen Dagblad. “Il ruolo del ministro delle finanze è cruciale nell’attuazione responsabile di questi piani”.

Il nuovo governo, basato su una coalizione di quattro partiti, si insedierà il prossimo 10 gennaio dopo un lunghissimo periodo di negoziati. I quattro partiti di governo sono il partito conservatore Vvd, i liberali progressisti di D66, il centrodestra di Cda e l’unione cristiana Christen Unie. Il primo ministro Rutte guiderà l’esecutivo per il suo quarto mandato, mentre l’ex ministro delle finanze e leader del centro-destra Wopke Hoekstra sarà ministro degli Esteri.

L’accordo di governo di 47 pagine segna un cambio di passo rispetto ai programmi precedenti, grazie soprattutto alle proposte dei D66 che sono arrivati secondi nelle elezioni del 17 marzo 2021.

Il programma di governo prevede un incremento della spesa e dei livelli di deficit e debito per finanziare gli investimenti pubblici per la lotta al cambiamento climatico, l’edilizia, l’istruzione e il lavoro. Stando ai primi calcoli degli esperti ci dovrebbe essere un superamento, anche se minimo e temporaneo, del limite del 60% nel rapporto debito/Pil e un incremento del defict attorno al 2,5%.

La coalizione ha annunciato tra le altre cose tagli alle tasse sul lavoro, ha aperto alla legalizzazione della marijuana e a un aumento del 7,5% del salario minimo.

Anche a livello europeo, in particolare nel dibattito sulla riforma del Patto di stabilità e crescita, ci si attende una linea più morbida rispetto a quella del frugale Wopke Hoekstra, considerando l’approccio europeista dalla nuova ministra delle Finanze, che nei mesi scorsi aveva annunciato “un diverso tono” e una “maggiore apertura” nei rapporti con l’Europa.