Olanda, Rutte sotto attacco: “Traditi dall’accordo sul Recovery Fund”

Il primo ministro olandese Mark Rutte. [EPA-EFE/STEPHANIE LECOCQ / POOL]

I sovranisti accusano il premier di aver “svenduto il Paese”. Dure anche le reazioni sul web. Un eurodeputato ha chiesto un referendum contro il Recovery Fund.

“Ancora una volta sembra che siamo il bancomat dell’Ue. Rutte è un Mosé al contrario e ha svenduto i suoi cittadini”. Ad attaccare il premier olandese è l’eurodeputato del gruppo dei Conservatori, Derk Jan Eppink, che ha chiesto un referendum in Olanda, sulla falsariga di quello che ha portato alla Brexit, per respingere l’intesa sul Recovery Fund.

Gli olandesi sono stati molto duri con Rutte. Al termine del Consiglio europeo il primo ministro aveva scritto su Twitter: “È un buon pacchetto che tutela gli interessi olandesi e rende l’Europa più forte e resistente”. Durissime le reazioni: “Il popolo olandese è stato nuovamente tradito. Il portafoglio viene saccheggiato e ora dobbiamo anche pensare che questo è un buon affare”, “Per anni abbiamo tagliato su tutto, lavoriamo dieci anni più di italiani e francesi”.

Willders all’attacco

Anche Geert Willders,  leader del partito sovranista olandese Pvv, non ha risparmiato le critiche a Rutte e all’accordo raggiunto al Consiglio Ue sul Recovery Fund. “390 miliardi di euro regalati all’Europa meridionale. Follia!”, aveva scritto su Twitter. “Buttati via miliardi che avremmo dovuto spendere nel nostro Paese”.

I Paesi Bassi in sede di negoziato hanno ottenuto l’aumento dei rebates, lo “sconto” annuo sul bilancio europeo, ma non sono riusciti a imporre il diritto di veto. Rutte aveva proposto che i piani nazionali d’investimento venissero approvati solo dopo il via libera unanime degli Stati nel Consiglio europeo. La proposta  però non è passata. Il meccanismo approvato dal vertice prevede infatti che la Commissione Ue conduca una valutazione, e il Consiglio la voti a maggioranza qualificata.

La delusione dei sovranisti europei

Se per Wilders l’accordo è un regalo agli italiani per il suo alleato Matteo Salvini invece è una “fregatura grossa come una casa”. “Sono soldi che andranno restituiti”, ha continuato a ripetere in Transatlantico, cercando di celare il suo malcontento con commenti sarcastici. Al coro delle polemiche si è unita anche Marine Le Pen, leader del Rassemblement National, che ha accusato il presidente francese Emmanuel Macron, di aver sottoscritto “l’accordo peggiore per la Francia nella storia della Ue”. Se la delusione è condivisa, è evidente che gli interessi  delle diverse forze sovraniste e nazionaliste sono ancora una volta diversi l’uno dall’altro, se non in aperto contrasto tra loro.