L’Ue e gli Usa bocciano la proposta di Erdogan dei due stati a Cipro

Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan e il presidente turco-cipriota Ersin Tatar salutano la folla durante il 47° anniversario dell'ingresso della Turchia a Cipro. [EPA-EFE/TURKISH PRESIDENT PRESS OFFICE]

Da Bruxelles e Washington arriva una dura reazione rispetto alla decisione del presidente turco Recep Tayyip Erdogan di riaprire parzialmente una città turistica costiera svuotata dei suoi originari residenti greco-ciprioti, e un secco no alla proposta di una soluzione a due stati sull’isola di Cipro.

Un discorso intransigente quello di Erdogan nel nord di Nicosia, divisa, che ha segnato un altro passo verso l’apertura della città fantasma ed ex resort di Varosha, in violazione delle risoluzioni delle Nazioni Unite; una ipotesi definita “inaccettabile” dall’Unione europea.

“Non abbiamo altri 50 anni da sprecare”, ha detto Erdogan alla folla dell’autoproclamata Repubblica Turca di Cipro del Nord durante una parata per celebrare il 47° anniversario dell’invasione del suo paese di una parte dell’isola mediterranea, da allora divisa.
Si riferiva a decenni di sforzi falliti, guidati dall’ONU, per riunire i settori di Cipro controllati da i greco-ciprioti e dai turco-ciprioti.

“Nessun progresso può essere fatto nei negoziati senza accettare che ci sono due popoli e due stati con uno status uguale”, ha detto il presidente turco.
L’alto rappresentante dell’Ue Josep Borrell ha rilasciato una dichiarazione in cui chiede a Erdogan di fermare le provocazioni e tornare al dialogo sulla questione di Cipro sulla base della proposta di una “federazione bi-zonale, bi-comunitaria e con uguaglianza politica”. La stessa proposta ribadita anche dal segretario di stato americano Antony Blinken.

Erdogan ha anche espresso sostegno al piano turco-cipriota di riaprire una parte della città fantasma di Varosha, abbandonata dal 1974, consegnandone di fatto il controllo ai militari turchi e cambiando lo status quo, in barba alle risoluzioni delle Nazioni Unite.
“Le porte di una nuova era si apriranno a Varosha”, ha detto Erdogan.

Anche il leader turco-cipriota Ersin Tatar, che è vicino a Erdogan e come lui sostiene una soluzione a due stati piuttosto che la federazione a lungo cercata nei negoziati guidati dalle Nazioni Unite, ha detto che un iniziale 3,5% di Varosha “sarà rimosso dal suo status militare”. Questo dimostrerebbe “la sensibilità con cui le autorità turco-cipriote affrontano la questione”, secondo Erdogan. Ma Borrell la vede diversamente: qualsiasi mossa del genere sarebbe “una decisione unilaterale inaccettabile”.

La resistenza dell’Ue

Tra gli applausi dei sostenitori turchi che sventolavano la bandiera, Erdogan ha accusato i greco-ciprioti di “bloccare qualsiasi strada verso una soluzione” con un “approccio massimalista […] che è scollegato dalla realtà”.
Ha poi respinto l’avvertimento della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen secondo cui Bruxelles non avrebbe “mai accettato” una soluzione a due stati per Cipro, stato membro dell’Ue dal 2004.

In contrasto con le celebrazioni nella zona nord, sirene luttuose hanno invece suonato nel sud di Nicosia alle 5:30 del mattino per segnare l’anniversario dell’inizio dell’invasione del 20 luglio 1974.
Le truppe turche invasero la parte settentrionale di Cipro in risposta a un colpo di stato fallito a Nicosia che mirava ad annettere il paese alla Grecia. Da allora l’isola è divisa tra la Repubblica di Cipro gestita dai greco-ciprioti e l’autodichiarata Repubblica turca di Cipro del Nord, riconosciuta solo da Ankara.

“La vita ricomincerà a Varosha”, ha detto Erdogan nel secondo giorno della sua visita, rinnovando un’offerta di compensazione finanziaria per i greco-ciprioti che hanno perso le loro proprietà nel 1974.

“Una provocazione senza precedenti”

Un tempo parco giochi che ospitava celebrità di Hollywood, Varosha è stata per decenni una città fantasma abbandonata, recintata dai soldati turchi e usata come merce di scambio nei negoziati. Ma l’esercito turco ha ripristinato l’accesso pubblico a una parte del suo lungomare l’anno scorso, alcune settimane prima dell’elezione di Tatar.
Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha risposto chiedendo una retromarcia e “che le parti evitino qualsiasi azione unilaterale che potrebbe aumentare le tensioni sull’isola”.

Erdogan ha visitato Varosha il mese successivo in una mossa denunciata dalla Repubblica di Cipro come una “provocazione senza precedenti”.
Da allora un’arteria principale, Demokratias Avenue, è stata ripulita e gli operai sono corsi a ripulire la strada in vista di una possibile seconda visita.

Erdogan ha insistito che le mosse avrebbero rispettato i diritti di proprietà. “Non abbiamo messo gli occhi sulla terra, sui diritti o sulle proprietà di nessuno, ma nessuno può toccare i diritti della Turchia o della Repubblica turca di Cipro del Nord”, ha detto.

Il governo di Nicosia, riconosciuto a livello internazionale, ha sottolineato che Varosha è una “linea rossa”, e ha fortemente condannato la precedente visita di Erdogan a Cipro nord. Il ministro degli Esteri greco Nikos Dendias sarà a Cipro mercoledì, in risposta al viaggio di Erdogan.