Legge europea: 42 procedure di infrazione in via di archiviazione

Il sottosegretario agli Affari europei Enzo Amendola. [Dipartimento per le Politiche Europee]

Con l’approvazione definitiva della Legge europea 2019-2020 alla Camera dei deputati, l’Italia manda a Bruxelles richiesta di archiviazione per ben 42 procedure d’infrazione, che verranno poi chiuse nel 2022.

Con l’approvazione della Legge europea alla Camera dei deputati l’Italia ha mandato a Bruxelles 12 misure che comporteranno la chiusura di altrettante procedure di infrazione. A queste si aggiungono i decreti legislativi attuativi della legge di delegazione appena pubblicati in Gazzetta ufficiale, con ulteriori 26 procedure archiviate, e quelli nella legge di bilancio con altre quattro. In totale, l’Italia ha mandato martedì 21 dicembre 42 richieste di archiviazione per procedure di infrazione a Bruxelles.

Lo ha comunicato il sottosegretario agli Affari europei Enzo Amendola, esprimendo la sua soddisfazione anche su Twitter e ringraziando il lavoro delle Commissioni Affari europei di Camera e Senato a fianco del governo.

“È stato svolto un ottimo lavoro dal governo e dal Parlamento, recuperando il ritardo accumulato anche a causa della fase di emergenza epidemica”, ha detto Amendola. “Ora dedichiamoci con impegno alla prossima legge europea e alla legge di delegazione per il prossimo anno. Per questo si deve contare sull’apporto decisivo delle Commissioni Affari europei di Camera e Senato, a partire dai presidenti Battelli e Stefano”, ha aggiunto.

All’interno del procedimento approvato sono presenti 48 articoli che modificano o integrano l’ordinamento nazionale per renderlo conforme al diritto europeo. Tra i settori coinvolti vi sono: libera circolazione delle persone, beni, servizi e merci; spazio di libertà, sicurezza e giustizia; fiscalità, dogane e ravvicinamento delle legislazioni; affari economici e monetari; sanità; protezione dei consumatori; energia.

Riforme di Camera e Senato

In questi giorni è in discussione anche il nuovo regolamento del Senato, necessario a causa della riduzione dei parlamentari decisa con il referendum costituzionale oltre un anno fa. Se le prossime elezioni dovessero andare a scadenza naturale, nel 2023, ci sarebbe il tempo di implementare i nuovi regolamenti senza i quali il Parlamento non potrebbe funzionare.

Il testo, giunto al Senato martedì 21 dicembre, è stato rinviato a nuovo esame l’11 gennaio. Uno dei punti focali sul tema era la necessaria riduzione delle Commissioni parlamentari, che da 14 dovevano inizialmente scendere a 7, con il compromesso finale trovato a 10.

Il grande rischio era quello di veder accorpare la Commissione Affari europei del Senato a quella delle Finanze o a quelle Esteri e Difesa, ma dopo una serie di polemiche è stato deciso di preservarla. Soddisfatto l’attuale presidente della Commissione Politiche Ue Dario Stefano (Pd): “Pur confermando la scelta di ridurre le Commissioni permanenti, la giunta ha scelto di non accorpare quella per gli Affari europei. Mi sembra una saggia decisione in sintonia con il quadro europeo e con le decisioni assunte negli altri Paesi”.

Al Senato il nuovo regolamento dovrebbe essere votato prima dell’elezione del Presidente della Repubblica, mentre la Camera avrà la sua prossima riunione di giunta dopo Natale.