Le Capitali – Una fuga radioattiva allarma i paesi nordici e quelli baltici al confine con la Russia

Le speculazioni sull’origine della fuga sono iniziate immediatamente e gli occhi si sono rivolti subito a est. La Russia ha due centrali nel nord-ovest, la centrale di Kola e la centrale di Leningrado e nella regione artica russa ci sono alcune vecchie discariche di scorie nucleari. [Shutterstock/ Ranglen]

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Ora che molti paesi europei stanno revocando le restrizioni e riaprendo le frontiere, in toto o in parte, con modalità e tempiste differenti per ciascuno, assicuratevi di essere aggiornati cliccando sulla panoramica sull’Europa, regolarmente aggiornata con l’aiuto della nostra rete di uffici e dei media partner di EURACTIV.


Oggi da Le Capitali:

HELSINKI. Nell’ultima settimana sono stati registrati elevati livelli di isotopi radioattivi, principalmente cobalto, rutenio e cesio, nell’atmosfera, secondo quanto riferito venerdì (26 giugno). dall’autorità per le radiazioni e la sicurezza nucleare della Finlandia (STUK). Poco dopo, risultati simili sono stati registrati in Svezia e Norvegia.

EURACTIV’s Pekka Vänttinen read more.

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BERLINO

Prorogato il lockdown. Ieri (29 giugno), il premier del Nord Reno-Westfalia Armin Laschet ha annunciato una proroga di una settimana delle misure restrittive a Gütersloh, uno dei distretti messi in isolamento la scorsa settimana a seguito di una massiccia epidemia in uno stabilimento per la lavorazione della carne. L’altro distretto coinvolto uscirà oggi dal lockdown. A Gütersloh, si è registrato un rateo di 112,6 nuovi casi ogni 100.000 abitanti, ben al di sopra del limite massimo di 50 ogni 100.000, ha riferito in un comunicato l’Istituto Robert Koch.

Nel frattempo, il Bundestag e il Bundesrat hanno raggiunto un accordo sul pacchetto di incentivi miliardario proposto dal governo, che include riduzioni dell’IVA e un bonus di 300 euro per ogni bambino. Le misure entreranno in vigore mercoledì 1° luglio.

(Sarah Lawton | EURACTIV.de)

Leggete anche: ”Sovranità e solidarietà”: i piani della Germania per la politica estera dell’UE

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PARIGI

Chiude la centrale di Fessenheim. Dopo 43 anni di attività, la più vecchia centrale nucleare della Francia è stata definitivamente chiusa ieri sera (29 giugno) e sarà smantellata in 15 anni, dal 2025 al 2040. La sua sicurezza operativa è stata dichiarata “molto soddisfacente” nel 2018 dall’autorità francese indipendente per la sicurezza nucleare, nonostante il rischio sismico nella regione, l’ex presidente francese François Hollande aveva promesso la chiusura della centrale durante la sua campagna elettorale. L’impegno di Hollande è stato infine realizzato dal suo successore, Emmanuel Macron, il cui obiettivo è ridurre la quota nucleare per la produzione di energia elettrica al 50% in Francia entro il 2035.

(Anne Damiani | EURACTIV.fr)

Leggere anche: Merkel e Macron mostrano unità di intenti in vista dell’importante vertice UE.

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BRUXELLES

Il Consiglio d’Europa e la lotta per l’uguaglianza retributiva. Il Belgio viola due articoli della Carta sociale europea, non garantendo la trasparenza salariale, che è determinante per la parità retributiva tra i sessi, l’organo del Consiglio d’Europa responsabile dell’attuazione della Carta lo ha messo nero su bianco in un rapporto sulla situazione in 15 paesi europei.

Sebbene una legge del 2012 per abbattere il divario retributivo tra donne e uomini abbia aumentato la consapevolezza di tale divario e si sia rivelata utile per ridurlo, il principio della trasparenza salariale non è sancito da alcuna legge belga e, secondo i risultati del rapporto, il Belgio non ha ancora adottato le misure necessarie per recepire una raccomandazione della Commissione europea emessa fin dal 2014.

(Alexandra Brzozowski, EURACTIV.com)

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LONDRA

Il Regno Unito fissa la deadline a settembre. Il Regno Unito ha fissato a settembre il termine per concordare un nuovo accordo commerciale post-Brexit con l’UE dopo il primo incontro vis-à-vis dall’inizio della pandemia.

Il rappresentante dell’UE, Michel Barnier e il suo omologo britannico David Frost si sono incontrati lunedì (29 giugno) a Bruxelles, primo round dei negoziati in presenza, segno che le due parti stanno cercando di intensificare il ritmo delle trattative.

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VIENNA

Ministro della sanità austriaco “preoccupato” per i nuovi focolai di COVID-19. In Austria, il numero di casi accertati di COVID-19 è salito a oltre 600 lunedì (29 giugno), il che rappresenta un nuovo record per il mese di giugno. È probabile che il numero di casi sia aumentato -124 casi accertati tra venerdì e lunedì- a causa dei nuovi focolai scoperti nell’Alta Austria e a Salisburgo.

“Le recenti epidemie locali mi preoccupano”, ha detto il ministro della sanità Rudolf Anschober (Verdi) al portale di informazione online orf.at. Stiamo assistendo ad una “diminuzione della consapevolezza del rischio tra la gente”, ha aggiunto.

(Philipp Grüll | EURACTIV.de)

EUROPA DEL SUD

MADRID

La Spagna sta per chiudere metà delle sue centrali a carbone. La Spagna è destinata a diventare un paese privo di centrali a carbone a tempo di record, poiché tutte le rimanenti centrali alimentate a carbone inizieranno il processo di spegnimento a partire da martedì 30 giugno, un anno e mezzo dopo la chiusura delle miniere di carbone, la cui attività era diventata non redditizia per l’abolizione degli incentivi statali.

Read more su El País.

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ROMA

Nuovo partito ‘Italexit’. L’ex senatore del Movimento Cinque Stelle, Gianluigi Paragone in un’intervista a Bloomberg ha annunciato che creerà un nuovo partito a metà luglio con l’obiettivo dichiarato di far uscire l’Italia dall’UE. aggiungendo che “L’UE e l’euro sono stati imposti dall’alto […] Hanno danneggiato l’economia reale, le famiglie e i lavoratori e le piccole e medie imprese”.

2,5 miliardi di euro entro settembre per aiutare la Scuola. Il Ministro della Pubblica Istruzione italiano, Lucia Azzolina, ha confermato lunedì (29 giugno) che il ministero ha raccolto 2,5 miliardi di euro per agevolare la riapertura delle scuole a settembre.

“Ci sono 1,5 miliardi di euro dal “decreto recupero” e un ulteriore miliardo di euro dai fondi non utilizzati del programma operativo nazionale del ministero dell’Istruzione pubblica”, ha confermato Azzolina in un’intervista.

EURACTIV Italy’s Alessandro Follis read more.

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ATENE

Il governo limita le manifestazioni pubbliche. Il partito di opposizione Syriza ha reagito con forza a un disegno di legge volto a limitare le manifestazioni pubbliche. In particolare, il disegno di legge prevede un anno di carcere per chi partecipa a una manifestazione vietata dalla polizia e due anni per chi commette atti di violenza, oltre a sanzioni civili contro gli organizzatori che saranno considerati responsabili in solido alla riparazione dei potenziali danni.

“In Grecia, l’ultima volta che è stata approvata una legge contro le manifestazioni pubbliche è stato durante il governo della giunta militare nel 1971.

Una legge che è rimasta lettera morta per tutto il periodo post-giunta, ma che ora è stata ripresa dal governo di Mitsotakis”, ha dichiarato Giannis Ragkousis, esponente di Syriza.

(Sarantis Michalopoulos)

I 4 DI VISEGRAD

BUDAPEST

L’UNHCR si preoccupa dei richiedenti asilo. L’agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati ha chiesto al governo ungherese di ritirare la proposta di legge per la regolamentazione dei richiedenti asilo rivolta contro i migranti che arrivano al confine con l’Ungheria e prevede l’obbligo di dichiarare l’intenzione di richiedere asilo presso un’ambasciata ungherese da definire.

L’UNHCR ha affermato che tale pratica espone i richiedenti asilo al rischio di respingimento e ha esortato il governo a rivedere le procedure per la richiesta di asilo per renderle più conformi alla legge internazionale sui rifugiati e sui diritti umani, nonché al diritto comunitario.

(Vlagyiszlav Makszimov | EURACTIV.com)

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PRAGA

La risoluzione del Parlamento contro il Primo Ministro viola la presunzione di innocenza. Secondo il governo ceco, la risoluzione emanata dal Parlamento Europeo contro il primo ministro ceco Andrej Babiš per conflitto di interessi in quanto proprietario della holding agrochimica Agrofert e rappresentante della Repubblica Ceca nei negoziati UE per il bilancio comunitario e le sovvenzioni ai paesi membri, viola la presunzione di innocenza.

Il governo sostiene che la risoluzione anticipa i risultati delle procedure di revisione contabile in corso da parte della Commissione sul conflitto di interessi di Babiš.

Nel frattempo, domenica (28 giugno) sono stati rilevati 304 nuovi casi di COVID-19 nella Repubblica Ceca, il numero più alto mai segnalato in un singolo giorno dall’8 aprile.

Il ministro della sanità Adam Vojtěch ha rassicurato i cittadini che non si tratta di una seconda ondata di coronavirus, ma del risultato della massiccia campagna di test eseguita nella regione carbonifera di Karviná, dove sono stati individuati centinaia di minatori infetti. Le misure restrittive resteranno in vigore solo nella regione, mentre il resto del paese continuerà il suo cammino verso il “ritorno alla normalità”.

(Aneta Zachová | EURACTIV.cz)

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BRATISLAVA 

Il complice del killer di Berlino aveva un visto Schengen slovacco. Il Consolato slovacco di San Pietroburgo aveva rilasciato un visto Schengen per più ingressi al complice dell’omicida di un ex ribelle ceceno di origine georgiana avvenuto nel 2019 nel parco di Tiergarten a Berlino, secondo quanto riportato sul sito web investigativo Bellingcat. Finora, il ministero degli affari esteri della Slovacchia non aveva rivelato come fosse stato possibile concedere tale tipo di visto, dato che, secondo Bellingcat, tutte le informazioni contenute nella domanda per il visto erano false.

Mentre il presunto assassino si trova attualmente in custodia il complice è fuggito in Russia. I procuratori federali tedeschi sono convinti che l’omicidio sia stato ordinato dalle autorità russe.

In altre notizie, l’ex presidente della Slovacchia, Andrej Kiska ha annunciato che non si candiderà alla presidenza del partito For the People, attualmente membro della coalizione a quattro che sostiene il governo, al prossimo congresso nazionale in programma ad agosto e che aveva già annunciato l’abbandono della politica dopo le elezioni di febbraio per motivi di salute. “La mia salute non mi permette di rimanere attivo in politica”, ha scritto Kiska su Facebook venerdì 26 giugno.

Intanto, il nuovo partito lanciato dall’ex primo ministro Peter Pellegrini dopo la rottura con il sociálna demokracia, Smer-SD (Direzione-socialdemocrazia) ha un nome, si chiamerà sociálna demokracia, HLAS-SD (la voce socialdemocratica).

(Zuzana Gabrižová | EURACTIV.sk)

DAI BALCANI

BUCAREST

De-lockdown rimandato. Le restrizioni che si prevedeva di abolire il 1° luglio rimarranno in vigore a causa dell’aumento dei casi di COVID-19 nelle ultime settimane. Inoltre, le autorità hanno annunciato che potrebbero essere introdotte nuove restrizioni se dovessero essere individuati nuovi focolai in aree turistiche come la valle di Prahova nei Carpazi o la costa del Mar Nero.

A partire da lunedì (29 giugno), il numero di nuovi casi giornalieri di COVID-19 è aumentato di 269 unità dopo che la scorsa settimana si era registrato il picco da due mesi a questa parte. Dall’inizio della pandemia, la Romania ha avuto un totale di 26.500 di casi e 1.634 decessi.

Per rimanere aggiornati sulla situazione COVID-19 in Romania, cliccate qui.

In altre notizie, i partiti politici di destra dovrebbero designare candidati comuni per le elezioni comunali del distretto di Bucarest, ha detto il Primo Ministro e leader del Partito Liberale Nazionale (PNL) Ludovic Orban. La capitale della Romania è divisa in sei distretti, ognuno con un proprio sindaco. Tutti gli attuali sei sindaci, compreso il sindaco di Bucarest, Gabriela Firea, provengono dal partito socialista PSD.

Tuttavia, mentre il PNL di centro-destra (gruppo PPE al PE) e l’Alleanza USR-PLUS (gruppo RE al PE) hanno accettato la proposta di sostenere un unico candidato alle elezioni locali, le discussioni non sono ancora giunte a una conclusione definitiva.

EURACTIV Romania’s Bogdan Neagu read more.

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ZAGABRIA

“Abbiamo fatto tutto quello che era possibile fare”. La prima presidenza croata dell’UE, che termina martedì (30 giugno), non è andata come previsto a causa della pandemia, ma tutto ciò che è stato possibile fare è stato realizzato, a dispetto delle circostanze, ha detto il primo ministro Andrej Plenković lunedì (29 giugno).

EURACTIV Croatia’s Karla Juničić reportage da Zagabria.

In altre notizie, la Croazia è nella fase finale del programma per l’esenzione dal visto d’ingresso negli Stati Uniti e le priorità in politica estera non sono state modificate nonostante la pandemia da  COVID-19, ha dichiarato il ministro degli interni Davor Božinović. L’ambasciatore statunitense Robert Kohorst tuttavia, ha dichiarato che l’adesione della Croazia, prevista per la fine di quest’anno, potrebbe essere rinviata di qualche mese a causa della crisi sanitaria globale.

(Karla Juničić, EURACTIV.hr)

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LUBIANA 

I lavoratori dell’aeroporto della capitale protestano contro i licenziamenti. Il sindacato Aerodrom Ljubljana sta preparando una manifestazione di protesta giovedì contro i licenziamenti annunciati, secondo quanto riportato da 24ur. “L’azienda, che negli ultimi anni ha realizzato profitti multimilionari – oltre 20 milioni di euro solo negli ultimi due anni – ha iniziato a licenziare i dipendenti a causa dei problemi causati dall’epidemia fin dall’inizio della crisi”, ha scritto il sindacato.

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In alter notizie, la Slovenia sarà costretta a cancellare la Croazia dalla lista dei paesi  coronavirus-free, ha dichiarato un portavoce del governo. “È probabile che domani la Croazia superi il valore cumulativo massimo di 10 malati ogni 100.000 abitanti in 14 giorni. La Slovenia ha fissato criteri elevati e nessun paese che non li soddisfi può essere inserito nella lista verde”, ha aggiunto.

(Zoran Radosavljević | EURACTIV.com)

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BELGRADO 

La Serbia riferisce un exploit di nuovi casi e si prepara ad adottare misure più severe. 242 nuovi casi e 4 decessi sono stati registrati nelle ultime 24 ore in Serbia, e 36 pazienti continuano a restare collegati ai ventilatori, secondo i dati del ministero della sanità di lunedì (29 giugno).

A causa del picco di nuovi casi, le mascherine saranno nuovamente rese obbligatorie sui mezzi pubblici e in tutti i luoghi pubblici al chiuso, centri commerciali, caffè, ristoranti, night club, saloni di bellezza, palestre e luoghi simili, lo ha deciso lunedì 29 giugno l’unità di crisi anti COVID-19. “Vista la variazione della situazione epidemiologica in Serbia, le misure restrittive locali saranno mantenute ed eventualmente inasprite in qualsiasi momento se non dovessero essere rispettate o se si dimostrassero inefficaci”, riporta un comunicato dell’unità di crisi.

In altre notizie, 210 studenti dell’università di Belgrado, di cui un quarto alloggiato nelle Case degli Studenti, sono stati contagiati, ha rivelato lunedì (29 giugno) il direttore dell’Istituto per la salute degli studenti di Belgrado, Marija Obradovic.

EURACTIV Serbia reportage da Belgrado.

Nel frattempo, il Consiglio nazionale bosniaco ha dichiarato (lunedì 29 giugno) che il sistema sanitario della città nordoccidentale di Novi Pazar, nella regione a prevalenza bosniaca del Sandžak, è al collasso a causa dell’aumento dei nuovi casi COVID-19. Le autorità hanno immediatamente predisposto l’invio di personale medico e attrezzature all’ospedale cittadino.

EURACTIV Serbia  read more.

Inoltre, il processo di allargamento dell’UE nei Balcani occidentali riprenderà dopo che la Germania sarà subentrata alla Croazia alla presidenza dell’UE, nonostante le circostanze straordinarie causate dalla pandemia, è stato annunciato ieri (29 giugno) in una conferenza online sulla prossima presidenza dell’UE. Tuttavia, la dinamica dei negoziati dipenderà principalmente dalle riforme dello stato di diritto attuate dai paesi candidati all’adesione, hanno aggiunto.

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[Edited by Sarantis Michalopoulos, Daniel Eck, Sam Morgan]