Le Capitali – Il ministero delle Finanze tedesco coinvolto nello scandalo Wirecard

Le Capitali. [EPA-EFE/OMER MESSINGER]

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Prima di iniziare a leggere l’edizione odierna de Le Capitali, date un’occhiata all’articolo sul vertice di Bruxelles: I leader sono più vicini ad un accordo sul Recovery Fund al quarto giorno di colloqui di Beatriz Rios.

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Oggi da Le Capitali:

BERLINO

Lo scandalo Wirecard potrebbe essere molto più grande del previsto. In seguito al reportage di Der Spiegel secondo cui funzionari della cancelleria tedesca si sarebbero resi responsabili di un’attività di lobbying per conto della società di servizi finanziari Wirecard, colpita dal recente scandalo finanziario, i Verdi, i liberali del FDP e il Die Linke, che sono all’opposizione, hanno chiesto un chiarimento formale al ministro delle finanze, Olaf Scholz (SPD).

Mentre in Germania le autorità di vigilanza finanziaria sono oggetto di forti critiche dopo l’ammissione della Wirecard che quasi 2 miliardi di euro erano scomparsi dai suoi bilanci, rilasciata il 25 giugno scorso, lo “scandalo del bilancio Wirecard” potrebbe rivelarsi molto più grande e coinvolgere più funzionari governativi, tra cui la stessa Cancelliera, Angela Merkel.

EURACTIV Germany’s Sarah Lawton approfondisce la vicenda.

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VIENNA

Decisione sull’obbligo delle mascherine rinviata a causa del Consiglio dell’UE. Sebbene il governo austriaco abbia deliberato domenica (19 luglio) che le mascherine facciali nei negozi sarebbero state nuovamente obbligatorie dopo il recente aumento dei contagi imputato principalmente ai raduni nelle chiese e al lavoro nei mattatoi, poiché il Cancelliere Sebastian Kurz (ÖVP) è ancora al Consiglio europeo di Bruxelles, la decisione è stata rinviata a martedì. Tuttavia, indiscrezioni dei media suggeriscono che il ritorno delle mascherine, abolito a metà giugno, sia già stato “approvato”.

(Philipp Grüll | EURACTIV.de)

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PARIGI

Macron non rinuncerà all’ “ambizione europea“.  Durante i “due giorni e due notti” di dibattito in seno al Consiglio europeo, il presidente francese Emmanuel Macron è stato intransigente sulla questione dello stato di diritto. “È al centro della condizionalità di questo bilancio e già ieri c’era un consenso molto ampio sul fatto che non dobbiamo cedere sulla sua centralità tra i principi e i valori europei”, ha ribadito il presidente prima di iniziare il terzo giorno di negoziati domenica (19 luglio).

Secondo Macron, è “l’ammontare del Recovery Fund” a creare problemi: “Anche qui siamo in disaccordo, sono emerse diverse sensibilità”, ha detto, rilevando però che “la disponibilità al compromesso non può farci rinunciare alla legittima ambizione che dobbiamo avere”.

(Anne Damiani | EURACTIV.FR)

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BRUXELLES

Nessuna nuova restrizione. Il comitato consultivo belga ha concluso domenica (19 luglio) una valutazione dell’attuale situazione COVID-19 nel Paese, ma non ha concordato alcuna nuova misura restrittiva per affrontare l’esplosione di nuovi casi. “L’analisi mostra che l’aumento dell’epidemia in questa fase è causato da diversi problemi particolari e localizzati e non da una diffusione generale del virus”, ha comunicato il comitato, “Allo stesso tempo, gli indicatori sui ricoveri e sui decessi sono stabili”.

In altre notizie, il ministro del lavoro, Nathalie Muylle, ha annunciato la proroga di una misura per sostenere l’occupazione almeno fino alla fine dell’anno, in previsione di un’ondata di richieste da parte dei datori di lavoro.

(Alexandra Brzozowski, EURACTIV.com)

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LUSSEMBURGO

Bettel annuncia nuove restrizioni.  Dopo due giorni al vertice del Consiglio europeo di Bruxelles, il primo ministro lussemburghese Xavier Bettel si è rivolto ai cittadini del Granducato per annunciare nuove misure COVID-19, tra cui: la restrizione al massimo a 10 persone per le riunioni private sia all’aperto che al chiuso, rispetto alle 20 precedentemente consentite, e punizioni più severe per coloro che non rispettano le regole dell’autoquarantena. “Non attenersi alle regole è puro egoismo”, ha detto il primo ministro..

(Anne Damiani | EURACTIV.com)


EUROPA DEL SUD

ROMA

Le scuole dovrebbero riaprire a settembre. Il ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina ha confermato che le scuole riapriranno il 14 settembre e che nuove serrate sono “fuori discussione”. Per rispondere alle accuse dei partiti dell’opposizione, il ministro ha dichiarato di essere pronta a discutere in televisione con Matteo Salvini della Lega.

EURACTIV Italy’s Alessandro Follis read more.

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MADRID

Barcellona nuovamente in lockdown. Circa quattro milioni di persone a Barcellona e dintorni sono tornate in lockdown per 15 giorni a partire da sabato (18 luglio) dopo la recrudescenza delle infezioni da COVID-19 della scorsa settimana. Il giorno prima, il governo catalano aveva invitato a rimanere a casa, a non recarsi nelle seconde case e a non uscire se non per motivi essenziali. Le nuove restrizioni prevedono che gli incontri sociali siano limitati a non più di 10 persone, che la capacità dei bar e dei ristoranti sia limitata al 50% e che night club, cinema, teatri e palestre rimangano chiusi.

La situazione non può essere classificata come una nuova ondata di COVID-19, ha detto il ministro della sanità spagnolo Salvador Illa in un’intervista radiofonica, aggiungendo che “a Barcellona, c’è una trasmissione [del contagio] a livello di comunità. È così, dobbiamo dirlo”.

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(EUROEFE)


I 4 DI VISEGRAD

VARSAVIA

La Polonia intende introdurre una nuova legge per i media stranieri. Il governo polacco cercherà di redigere un disegno di legge per limitare la concentrazione dei media di proprietà straniera prima della fine del suo mandato ovvero prima delle elezioni parlamentari previste per il 2023 e prima che il partito al governo, il PiS, possa perdere il controllo dell’esecutivo. Lo ha annunciato il leader de facto della Polonia, il capo del partito conservatore e nazionalista del PiS, Jaroslaw Kaczynski, domenica 19 luglio.

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PRAGA

Nuovo picco. Con 4.784 casi di coronavirus attivi registrati nella Repubblica Ceca domenica 19 luglio, il paese ha raggiunto il livello giornaliero più alto dall’inizio della pandemia. La regione della Moravia-Slesia, al confine con la Polonia, è il nuovo epicentro dei contagi. Nella regione sono state nuovamente rese obbligatorie le mascherine facciali e vietati gli eventi con più di 100 partecipanti.

(Aneta Zachová | EURACTIV.cz)

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BUDAPEST

Orbán chiama in causa “l’olandese” per il blocco dei negoziati al vertice UE. Il primo ministro ungherese Viktor Orbán ha detto domenica (19 luglio) che il suo omologo olandese Mark Rutte è il principale responsabile dello stallo del vertice UE.

“Non so quale sia il motivo personale per cui il primo ministro olandese odi me o l’Ungheria, ma sta attaccando molto duramente”, ha detto ai giornalisti davanti alla scalinata del Museo di Storia Europea nel parco di Bruxelles, a pochi passi dalla sede del vertice.

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DAI BALCANI

ZAGABRIA

La prima riforma del nuovo governo. Ridimensionare l’amministrazione locale riducendo il numero dei consiglieri del 20% e ridurre il numero dei comuni sarà una delle prime mosse del nuovo governo, ha annunciato il primo ministro e leader dell’HDZ, Andrej Plenković. Secondo le stime più recenti questo potrebbe far risparmiare fino a 100 milioni di kune all’anno.

EURACTIV Croatia’s Tea Trubić Macan reportage da Zagabria.

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LUBIANA 

Il premier sloveno ritiene che i “dibattiti al vertice [siano] molto politici”. I dibattiti durante il vertice del Consiglio dell’UE sono “più politici che mai”. Sfortunatamente, ci si sofferma molto sui temi collaterali e questo ci impedisce di concentrarci sulle questioni chiave”, ha dichiarato il Primo Ministro sloveno Janez Janša ai giornalisti a Bruxelles domenica, il terzo giorno del vertice UE.

EURACTIV’s Zoran Radosavljević read more.

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SOFIA

Bulgaria minacciata dai disordini civili. Le manifestazioni di protesta per chiedere le dimissioni del governo e del procuratore capo, esplose in tutto il Paese negli ultimi 10 giorni, iniziano a degenerare in disobbedienza civile, causando blocchi nelle città e sulle strade principali.

Mentre uno dei principali organizzatori della protesta a Sofia, l’avvocato Nikolay Hadjigenov, ha annunciato che l’Assemblea nazionale sarebbe stata bloccata a causa del voto di sfiducia sul governo e che le proteste mirano a “bloccare completamente tutte le attività” nel paese, il primo ministro Boyko Borissov, domenica 19 luglio, non ha confermato né negato le eventuali dimissioni a breve e, rispondendo alle domande del quotidiano Dnevnik, ha aggiunto “Ci sono le leggi e una Costituzione. Noi agiamo secondo la Costituzione”.

(Krassen Nikolov | EURACTIV.bg)

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BELGRADO 

La Commissione tutela attentamente lo Stato di diritto. La Commissione europea vigila regolarmente sul rispetto dello stato di diritto in Serbia, compresa la libertà di stampa, ha detto venerdì la portavoce della Commissione europea Ana Pisonero, sollecitando Belgrado a condurre un dialogo effettivo con tutte le fazioni politiche del paese nell’interesse del proseguimento dell’importante processo di riforma del paese [per l’adesione all’UE, NdT].

EURACTIV Serbia read more.

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[Edited by Alexandra Brzozowski, Daniel Eck, Benjamin Fox]