Le Capitali – L’Italia riduce di un terzo il numero dei parlamentari

In Italia c'è attualmente un deputato ogni 96.000 abitanti, una cifra che salirà a uno ogni 151.000 abitanti. [Shutterstock / andriano.cz]

Le Capitali vi porta le ultime notizie da tutta Europa, attraverso i reportage sul campo del Network EURACTIV . Potete iscrivervi alla newsletter qui.

Ricordiamo che EURACTIV desidera continuare a fornire contenuti di alta qualità che coprano quanto accade nella UE in modo chiaro e imparziale, nonostante l’attuale crisi abbia colpito pesantemente il settore editoriale. Poiché noi di EURACTIV crediamo fermamente che i lettori non debbano accedere a contenuti esclusivamente a pagamento, la nostra informazione è e rimarrà gratuita, vi chiediamo però di considerare la possibilità di dare un contributo.
Tutto quello che dovete fare è cliccare sul pulsante sotto.


Prima di iniziare a leggere l’edizione di oggi de Le Capitali, sentitevi liberi di dare un’occhiata all’articolo Ue, stallo sulle sanzioni alla Bielorussia per il no di Cipro realizzato da Valentina Iorio di EURACTIV Italia.

Leggete anche: Nutri-score, sette paesi Ue si oppongono all’etichetta a semaforo per il cibo di Alessandro Follis, EURACTIV Italia.


 

Le notizie di oggi dalle Capitali:

ROMA

Parlamentari ridotti di un terzo. Al referendum per ridurre il numero dei parlamentari, il ‘sì’ ha vinto con il 69,5% dei voti. Sarà così ridotto il numero dei deputati, da 630 a 400, e dei senatori, da 315 a 200. Il rapporto tra deputati e abitanti sale da uno ogni 96.000 a uno ogni 151.000, mentre i senatori passano da uno ogni 188.000 abitanti a uno ogni 302.000.

“Si tratta di un risultato storico. Tagliare 345 parlamentari, con i loro privilegi, è la risposta della politica ai cittadini”, ha detto Luigi Di Maio del MoVimento 5 Stelle.

Soddisfazione anche da parte del leader del Partito Democratico Nicola Zingaretti. “Il PD è la forza che guida il cambiamento e garantisce rinnovamento e modernizzazione”, ha dichiarato. “La vittoria del ‘sì’ è il primo passo di una stagione di riforme, da portare avanti con tutta la coalizione”.

(Alessandro Follis | EURACTIV.it)

///

ISTITUZIONI EUROPEE

L’UE sanziona tre compagnie per aver violato l’embargo delle armi in Libia. Lunedì 21 settembre l’Unione europea ha imposto sanzioni su tre compagnie, una turca, una kazaka e una della Giordania, per aver violato l’embargo sulle armi in Libia imposto dall’Onu. La Turchia ha risposto, attaccando una decisione ritenuta “sbagliata nelle tempistiche” e chiedendo maggiore cooperazione con Ankara.

(EURACTIV.com)

///

BERLINO

La Baviera imporrà regole anti-Covid più stringenti. Il governo bavarese dovrebbe implementare misure più stringenti per arginare i contagi da coronavirus nello stato oggi (22 settembre) per le aree dove sono state registrati più di 50 infezioni ogni 100.000 abitanti negli ultimi sette giorni. Lo ha annunciato il presidente Markus Söder (Csu)  lunedì. In queste aree a rischio sarà obbligatorio portare la mascherina nelle aree pubbliche affollate e ci sarà un divieto sugli alcolici.

A Monaco saranno anche reintrodotte limitazioni sui contatti sociali, permettendo a un massimo di cinque persone provenienti da due nuclei familiari distinti di incontrarsi sia in privato che in aree pubbliche come i ristoranti.

“Il problema sono le feste private”, ha sottolineato Söder, indicandole come la causa dell’aumento dei contagi nell’area. “Se la ragione non aiuta, allora servono le regole”.

(Sarah Lawton | EURACTIV.de)

///

PARIGI

L’ambasciatore in Costa d’Avorio accusato di violenza sessuale. Gilles Huberson è stato richiamato a Parigi per un’indagine amministrativa, ha comunicato in ministero degli Affari esteri. Secondo Mediapart, almeno cinque donne lo hanno accusato di “violenza sessuale e di genere”. Huberson ha risposto tramite l’avvocato, che ha denunciato “falsa testimonianza e “cospirazioni”. Le testimonianze contro l’ambasciatore si riferiscono ad atti commessi in Costa d’Avorio e in Mali, dove è stato in carica dal 2013 al 2016.

(Anne Damiani | EURACTIV.fr)

///

BRUXELLES

Il Re rifiuta le dimissioni degli esploratori di governo. Filippo, re del Belgio, non ha accettato le dimissioni di Egbert Lachaert (Open Vld) e Conner Rousseau (Sp.A), dopo che i due si erano offerti di lasciare l’incarico a seguito di negoziazioni tra sette partiti (i socialisti Ps e Sp.A, i liberali Mr e Open Vld, i verdi Ecolo e Groen e i cristiano-democratici Cd&V) per formare una nuova coalizione per il governo federale. A entrambi sono stati dati due giorni in più per portare risultati entro mercoledì 23 settembre.

(Alexandra Brzozowski, EURACTIV.com)

///

VIENNA

Selmayr approva il piano di supporto austriaco. La Commissione europea ha approvato la proposta dell’Austria per un nuovo piano di aiuti per le imprese in difficoltà, dopo un botta e risposta tra il ministro delle finanze austriaco Gernot Blümel (Övp) e Martin Selmayr, il rappresentante della Commissione a Vienna.

Sebbene in ministro austriaco abbia criticato Bruxelles per non aver compreso la gravità della crisi, Selmayr ha evidenziato che le necessarie modifiche alla proposta avrebbero potuto essere apportate in poche ore.

(Philipp Grüll | EURACTIV.de)

///

HELSINKI

Sospetto riciclaggio di denaro per una compagnia mineraria statale. Un’enorme fuga di informazioni di circa 2.500 documenti ricevuti dalle autorità statunitensi da diverse banche internazionali ha rivelato domenica (20 settembre) che il gigante delle materie prime Trafigura, con sede a Singapore, è sospettato di riciclaggio di denaro sporco e corruzione.

Il governo finlandese aveva deciso di vendere parte delle quote dell’azienda produttrice di nickel Terrafame con Trafigura. Al tempo, la Finlandia aveva confermato di aver fatto esaminare attentamente le operazioni e la credibilità della multinazionale da consulenti esterni. Le rivelazioni recenti sono perciò pericolose per le autorità, i politici e la stessa compagnia finlandese.

(Pekka Vänttinen | EURACTIV.com)


 

REGNO UNITO E IRLANDA

DUBLINO

Crisi della privacy in Irlanda. Il Consiglio irlandese per le libertà civili (Iccl) ha sottoposto una grande quantità di prove alla Commissione per la protezione dei dati (Dpc), riguardo il fallimento da parte delle autorità di fermare le violazioni della privacy nelle aste in tempo reale, che sono il cuore dell’industria della pubblicità online.

Le aste in tempo reale (o real-time bidding) sono il meccanismo di vendita di spazi pubblicitari in aste che si svolgono nel tempo di caricamento di una pagina web.  Il Senior Fellow per il programma sui diritti di informazione della Iccl, Johnny Ryan, aveva presentato un ricorso alla Dpc irlandese sull’argomento nel settembre 2018.

(Samuel Stolton | EURACTIV.com)

 


 

EUROPA DEL SUD

MADRID

Proteste contro le misure “discriminatorie”. Migliaia di residenti dei quartieri meridionali di Madrid si sono riversati in strada nel weekend, protestando contro le nuove misure restrittive ritenute “discriminatorie”. Il governo regionale di Madrid è stato criticato anche per aver “marginalizzato la parte più povera della capitale, il sud”.

I residenti dei sei distretti della capitale spagnola e in altre sette municipalità dell’area, per un totale di quasi un milione di persone, fino a lunedì non potevano lasciare queste zone, a meno di motivi di lavoro o altre attività essenziali. L’area ospita il 13% della popolazione di Madrid e un quarto dei suoi casi di infezione.

(EUROEFE con EPA)

///

LISBONA

Una task force per i pazienti non Covid. Il Portogallo avvierà una task force per trattare i pazienti non Covid negli ospedali pubblici. La misura fa parte della strategia di risposta alla pandemia per l’autunno/inverno.

Lo scopo è assicurare le cure dei pazienti non Covid, compresa la sorveglianza continua dei malati cronici, i controlli per il cancro e altre risposte essenziali. Il primo ministro António Costa aveva rivelato venerdì 18 settembre che sarebbe stato presentato un piano per la risposta al Covid nel periodo autunno/inverno, invitando a rispettare le regole già in vigore.

(Lusa.pt)

///

ATENE

Atene: una nuova Bergamo? Il considerevole aumento di casi di Covid-19 ha sollevato preoccupazioni in Grecia, con scienziati e media che hanno evidenziato il pericolo che Atene diventasse “una nuova Bergamo”. Gli ospedali della capitale hanno attualmente 99 unità di terapia intensiva, 62 non-Covid e 37 specifiche per casi di coronavirus. Il governo sta pensando a ulteriori misure nella città per evitare un lockdown generalizzato.

Prima visita a Cipro. La presidente greca Katerina Sakellaropoulou ha effettuato la sua prima visita internazionale a Cipro, quasi sei mesi dopo essersi insediata. L’isola è il primo paese che ogni nuovo presidente o primo ministro visita quando sale in carica, ma Sakellaropoulou ha atteso molto più del previsto. Molti interpretano questa tempistiche come una volontà della Grecia di ignorare Cipro, che richiederà sanzioni alla Turchia nel prossimo incontro dei leader Ue il 24 settembre.

(Theodore Karaoulanis | EURACTIV.gr)

///

NICOSIA

UE esortata a sanzionare Lukashenko, ma continuano gli scontri con Cipro. La leader dell’opposizione bielorussa Svetlana Tikhanovskaya ha esortato lunedì 21 settembre l’Ue a imporre sanzioni al regime di Alexander Lukashenko. Nel blocco continuano però gli scontri, in vista del cruciale vertice del 24 settembre. Qui la storia completa.


 

I 4 DI VISEGRAD

PRAGA

Il ministro della Salute si è dimesso. Il ministro della Salute ceco Adam Vojtěch si è dimesso lunedì 21 settembre dopo 3 anni in carica. È stato immediatamente rimpiazzato dall’epidemiologo Roman Prymula, che aveva guidato l’unità di crisi centrale in primavera e, prima della sua nomina, aveva suggerito di considerare il ritorno in stato di emergenza.

“Voglio creare un nuovo spazio per la risoluzione della crisi del Covid”, ha dichiarato Vojtěch, che si è dimesso mentre la Repubblica Ceca sta entrando nella seconda ondata, registrando oltre 2.000 casi giornalieri.

(Aneta Zachová | EURACTIV.cz)

///

BUDAPEST

Orbán: gli occidentali arriveranno per la qualità della vita. “L’Ungheria dovrebbe prepararsi per l’arrivo di numerosi cristiani dall’Europa occidentale”, ha detto il primo ministro Viktor Orbán durante la prima sessione autunnale del parlamento. Secondo lui, il motivo “sarà la qualità della vita, che non è solo il salario, ma include l’immigrazione , la possibilità di una cultura cristiana, la sicurezza pubblica, una vita priva di terrore e così via. Prepariamoci!”, ha riportato 444.

(Vlagyiszlav Makszimov | EURACTIV.com)

Un gruppo editoriale ceco dona 200.000 euro a un nuovo giornale ungherese
Uno dei maggiori gruppi editoriali della Repubblica Ceca, Economia,ha promesso di donare 200.000 euro al nuovo sito web ungherese di notizie indipendenti Telex.hu, fondato da ex giornalisti di Index, che hanno lasciato in massa a giugno a causa delle pressioni del governo.

///

BRATISLAVA

Candidati slovacchi per la Corte europea. Il Consiglio superiore della magistratura slovacco ha selezionato l’attuale giudice della Corte suprema Miroslav Gavalec per ricoprire il posto riservato al paese alla Corte europea di giustizia nel 2021. Ha nominato anche Martina Janošíková, un ex giudice della Corte costituzionale, come membro aggiuntivo della Corte generale.

Dal 2016 la Slovacchia non riesce a proporre candidati accettabili alla Corte generale, dato che tutti i quattro giudici indicati da allora non hanno superato la prima selezione.

(Zuzana Gabrižová | EURACTIV.sk)

///

VARSAVIA
Il governo appeso a un filo. La coalizione di destra al governo in Polonia è sembrata vicina allo scioglimento lunedì 21 settembre, quando un portavoce ha riferito che il partito principale (PiS) avrebbe potuto governare anche senza gli ultra-conservatori di Polonia Unita, del minsitro della Giustizia Zbigniew Ziobro. La coalizione guidata dal PiS perderebbe la sua maggioranza in parlamento senza Polonia Unita, che detiene 17 seggi. La crisi è avvenuta quando tensioni interne si sono trasformate in un conflitto aperto copo che i membri del partito di Ziobro hanno rifiutato di supportare una carta sui diritti degli animali.

(Alexandra Brzozowski, EURACTIV.com)

///
ZAGABRIA
Governo infastidito dalle fughe di notizie. L’organo statale anti-corruzione Uskok e l’ufficio del procuratore di stato stanno investigando fughe di notizie ai media relative a un’indagine per corruzione sull’operatore del gasdotto adriatico Janaf. “Da un anno la polizia sta conducendo indagini e raccogliendo prove, fino ad averne a sufficienza per sporgere denuncia. E non ci sono mai state fughe di notizie, ha riferito il ministro dell’Interno Davor Bozinovic. “Uskok, il procuratore di stato e la polizia stanno conducendo un’indagine ora sull’argomento”.
La polizia ha arrestato l’amministratore delegato di Janaf Dragan Kovacevic e diverse altre persone, inclusi uomini d’affari e due sindaci, il 17 settembre, con le accuse di traffico di influenza e corruzione.

 

NOTIZIE DAI BALCANI

SOFIA
Simeone di Sassonia-Coburgo-Gotha: è tempo di cambiamenti in Bulgaria. L’ex re di Bulgaria Simeone di Sassonia-Coburgo-Gotha, che vive nel suo castello a Vrana, appena fuori Sofia e ha evitato di prendere posizioni politiche per anni, ha dichiarato lunedì 21 settembre che “è tempo di cambiamenti” in Bulgaria.
I commenti sono arrivati in seguito alle proteste contro il primo ministro Boyko Borissov, che vanno avanti da 75 giorni. “È tempo di cambiare. Non possiamo far finta di niente di fronte alle irregolarità dell’amministrazione. Non dobbiamo ignorare la corruzione e la necessità di modernizzare il potere giudiziario”, ha dichiarato.
(Georgi Gotev | EURACTIV.com)
///
BUCAREST
Aumento delle pensioni nel mirino. Il parlamento rumeno voterà oggi su un controverso emenfamento alla legge di bilancio che, se approvato, aumenterà le pensioni del 40% nonostante il deficit in costante crescita. Una legge, voluta dalla maggioranza parlamentare socialista lo scorso anni, aveva imposto la crescita delle pensioni del 40% dal 1° settembre 2020. Il governo di centro-destra, salito al potere nel novembre 2019 aveva ridotto la crescita al 14% per via di problemi di bilancio. Il partito socialista (Psd) ha però assicurato di voler lottare per mantenere la promessa, tagliando altri capitoli di spesa.
(Bogdan Neagu | EURACTIV.ro)
///

BELGRADO 

La normalizzazione delle relazioni economiche non può risolvere tutto. Il documento firmato da Belgrado e Pristina a Washington non può risolvere tutti i problemi accumulati, ma tocca uno dei requisiti cardine per una miglior vita, crescita e stabilità in Serbia e Kosovo. Lo ha affermato il direttore del Forum di Belgrado sulle relazioni etniche Dusan Janjić.

///

Un contratto è stato firmato lunedì 21 settembre al ministero di Costruzione, Trasporti e Infrastrutture serbo per produrre il design e la documentazione tecnica per la ricostruzione e l’ammodernamento della ferrovia tra Belgrado e Bar, nella parte tra Valjevo al confine montenegrino.

Alla firma erano presenti il ministro competente serbo Zorana Mihajlovic, l’ambasciatore russo in Serbia Alexander Botsan-Kharchenko e il primo vice-direttore generale delle ferrovie russe Sergey Pavlov.

(EURACTIV.rs)

***

[Edited by Sarantis Michalopoulos, Daniel Eck, Benjamin Fox, Alessandro Follis]