Le Capitali – La Polonia studia una legge per impedire ai social la sospensione degli utenti

Secondo la bozza della legge polacca, i social media non potranno cancellare i post o sospendere gli utenti se i contenuti pubblicati non saranno in violazione della legge polacca. [Shutterstock/rafapress]

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Prima di iniziare a leggere l’edizione di oggi de Le Capitali, date un’occhiata all’intervista Brexit: l’opinione di un euroscettico britannico. Intervista al prof. David Collins (City University) di Eleonora Vasques, EURACTIV Italia.

Leggete anche l’articolo Verso un diritto europeo alla disconnessione? a cura del nostro partner Europea.


Le notizie di oggi dalle Capitali:

VARSAVIA

La Polonia vuole impedire ai social media la sospensione degli utenti. Il ministero della Giustizia polacco sta preparando una legge “rivoluzionaria” che dovrebbe impedire agli amministratori dei social media di cancellare i post e sospendere gli account degli utenti, in seguito alla controversa decisione di Facebook, Twitter e Instagram di bloccare gli account privati di Donald Trump.

I social media dovrebbero essere una piattaforma per la libertà di parola, ma sempre più spesso si vede l’interferenza con i contenuti pubblicati, sostiene il ministero. “Le vittime di censura ideologica sono spesso rappresentanti di vari movimenti polacchi, i cui contenuti online vengono eliminati o bloccati”, ha dichiarato il ministro della Giustizia Zbigniew Ziobro.

Secondo la bozza di legge, non sarà possibile la cancellazione di un post o la sospensione di un account a meno che il contenuto incriminato non sia in violazione della legge polacca. Se dovesse essere messa in pratica una sospensione immotivata, l’utente potrebbe ricorrere e persino citare in giudizio il social, se non ricevesse risposta.

Ziobro ha paragonato la legge a quelle già in vigore in Paesi come Francia e Germania, sostenendo però che nel loro caso le motivazioni sono opposte. “In quegli Stati l’enfasi è posta sulla rimozione immediata dei contenuti ritenuti illegali, invece che alla difesa della libertà di parola. Le  loro leggi sono perciò repressive”, ha dichiarato il ministro.

(Aleksandra Krzysztoszek | EURACTIV.pl)

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BERLINO

Söder dà il via al dibattito sull’obbligatorietà del vaccino per gli operatori sanitari. Il premier bavarese Markus Söder (Csu) ha aperto un dibattito dopo aver dichiarato che gli operatori sanitari, in particolare quelli delle case di cura, dovrebbero essere obbligati a vaccinarsi contro il Covid-19, riporta la Suddeutsche Zeitung.

Dato l’aumento del rischio di contagio e trasmissione del virus in alcuni segmenti della popolazione, Söder ha sostenuto che sarebbe “opportuno che il Consiglio etico tedesco suggerisse se e per quali gruppi sarebbe opportuna una vaccinazione obbligatoria”. Attualmente i vaccini sono distribuiti su base volontaria.

Sia il ministro della Salute Jens Spahn che il Consiglio etico hanno rifiutato l’idea di un obbligo esteso di vaccinazione e la proposta di Söder è stata molto criticata. Voci politiche e mediche hanno sostenuto che sia più importante fornire maggiori informazioni, così sarebbe aumentata anche la volontà di vaccinarsi”.

(Sarah Lawton | EURACTIV.de)

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PARIGI

La Francia promette di rendere il 30% del suo territorio area protetta entro il 2022. Il ministero della transizione ecologica francese ha presentato il suo piano nazionale per la protezione del territorio, che punta a rendere protette il 30% delle sue aree entro il 2022.

L’obiettivo non è difficile da raggiungere, in quanto il 29,5% della superficie terrestre francese è già protetto, così come il 23,5% delle aree marine. La sfida principale sarà raggiungere l’obiettivo del 10% per le aree “ad alta protezione”.

Il 2021 promette di essere un anno chiave per la biodiversità, con il Congresso mondiale sulla conservazione che si terrà a Marsiglia a settembre, e la Convenzione delle Nazioni Unite sulla diversità biologica – più comunemente nota come Cop15 sulla biodiversità – prevista per ottobre a Kunming, in Cina.

(Lucie Duboua-Lorsch  | EURACTIV.fr)

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BRUXELLES

Il Belgio estende le misure anti-Covid fino al 1° marzo. Le attuali misure anti-Covid del Belgio, introdotte il 18 dicembre, resteranno valide fino al 1° marzo. Tuttavia, in caso si verifichi un significativo miglioramento della situazione, il Comitato di consultazione potrebbe decidere di introdurre misure meno restrittive da prima.

(Alexandra Brzozowski | EURACTIV.com)

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VIENNA

Gli hotel austriaci accettano prenotazioni alberghiere illegali nonostante le misure anti-Covid. Gli albergatori austriaci hanno offerti le loro camere ai turisti illegalmente, nonostante il divieto governativo di pernottamento negli alberghi, secondo una ricerca investigativa condotta dall’emittente pubblica Orf, i cui reporter che si sono presentati come turisti hanno prenotato con successo i loro soggiorni in otto diverse località.

Anche se questo ha spinto il governo a reagire rapidamente con controlli più severi, ciò che sembra aver portato gli albergatori ad affittare le loro camere per il pernottamento è stato il fatto che gli impianti di risalita sono stati autorizzati a continuare a funzionare.

(Philipp Grüll | EURACTIV.de)


PAESI NORDICI E BALTICI

HELSINKI

Le grandi compagnie finlandesi perdono fiducia nella politica economica del governo. Quasi l’81% delle grandi compagnie finlandesi vedono l’attuale governo insicuro nella creazione di un ambiente economico favorevole alla crescita, mentre il 69% lo vede come un ostacolo alla propria attività, rivela un sondaggio.

Lo stesso sondaggio, nel 2012, aveva visto per le stesse domande una risposta rispettivamente del 48% e 49%. I dirigenti di azienda si sono mostrati particolarmente insoddisfatti per l’incapacità del governo di affrontare problemi cronici del Paese, come il debito pubblico, l’invecchiamento della popolazione e l’immigrazione legata al lavoro.

(Pekka Vänttinen | EURACTIV.com)

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VILNIUS

Von der Leyen celebra i “difensori della libertà lituani”. “L’Unione europea deve molto a chi ha lottato per la libertà della Lituania, perché oggi l’Europa sarebbe diversa senza il loro coraggio”, ha dichiarato la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen.

In un videomessaggio, von der Leyen ha sottolineato come gli eventi del 13 gennaio 1991, quando l’armata sovietica tentò di riconquistare la Lituania da poco proclamata indipendente, abbiano giocato un ruolo fondamentale per superare le divisioni del continente.

“All’epoca, la resistenza contro l’Unione Sovietica sembrava un gesto disperato, ma quello che successe a Vilnius ebbe un effetto mondiale. Causò un’onda d’urto che contribuì alla distruzione dell’Urss”, ha aggiunto Ursula von der Leyen.

Nel 2019, la Lituania processò 67 persone per crimini di guerra e contro l’umanità. Mosca sostenne che il caso fosse politico e iniziò un processo in assenza contro i giudici lituani nel 2020.

(Benas Gerdžiūnas | LRT.lt/en)


REGNO UNITO E IRLANDA

LONDRA

Le regioni europee chiedono un ruolo maggiore nella definizione dei rapporti con il Regno Unito. I politici locali europei chiedono di essere più coinvolti nello stabilire il futuro delle relazioni tra l’Ue e il Regno Unito. Questo è quello che è emerso dall’incontro del Comitato delle Regioni di lunedì 11 gennaio.

“L’attuale situazione tra Ue e Regno Unito non dovrebbe bloccare la cooperazione a livello regionale e locale, perché nonostante l’esito delle negoziazioni le istituzioni dovranno continuare a collaborare”, ha dichiarato il presidente del parlamento bretone Loïg Chesnais-Girard.

“L’accordo manca di una dimensione regionale”, ha detto Antje Grotheer, vice presidente del parlamento di Brema. Oldrich Vlasak, ex vicepresidente del Parlamento europeo, si è dichiarato d’accordo, dicendo di essere deluso.

Maria Prazeres Gomes Isilda, sindaco di Portimão, Portogallo, ha sottolineato che nelle future relazioni tra l’Ue e il Regno Unito, le decisioni devono essere prese vicino e con le persone sul campo. Questo è ciò che la politica locale può fare, ha detto.

Un esempio concreto è il sostegno alle piccole e medie imprese, ha detto Joan Calabuig Rull, responsabile degli affari europei nella regione di Valencia.

Le autorità locali mantengono uno stretto rapporto con le imprese regionali e forniscono loro consulenza, ad esempio, su questioni burocratiche. Brexit ne ha create molte. Pertanto, le autorità locali dovrebbero essere maggiormente coinvolte nei negoziati sulle relazioni future, ha detto Rull.

(Philipp Grüll | EURACTIV.de)

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DUBLINO

L’Irlanda riceverà un miliardo di euro dal fondo per la Brexit. L’Irlanda dovrebbe ricevere 1,05 miliardi di euro dal fondo europeo costituito per aiutare i Paesi più colpiti dalla Brexit. L’ha confermato il ministro degli Esteri di Dublino Simon Coveney.

I primi 4,2 miliardi di euro del fondo da 5,4 miliardi di euro saranno distribuiti quest’anno e l’Irlanda riceverà il 25%, previa approvazione dei capi di Stato dell’Ue e del Parlamento europeo, ha dichiarato Coveney in un post su Twitter.

“La quota iniziale proposta dall’Irlanda nel 2021 è di 1,05 miliardi di euro, il 25% del fondo”, ha detto Coveney. “Spero che il Parlamento europeo e il Consiglio approveranno mentre lavoriamo per affrontare la Brexit”.

L’emittente statale irlandese Rte ha riferito che il governo chiederà di utilizzare il fondo per sostenere i settori dell’agricoltura, dell’alimentazione e della pesca.

(EURACTIV.com)


EUROPA MERIDIONALE

ROMA

L’ex premier Renzi pronto a passare all’opposizione. Le discussioni tra il governo e l’ex premier Matteo Renzi, leader di Italia Viva, sono proseguite martedì 12 gennaio, quando è stato votato il nuovo piano di ripresa italiano. Renzi ha ripetuto che è pronto a far dimettere i due ministri del suo partito al governo, Teresa Bellanova (Agricoltura) ed Elena Bonetti (Pari opportunità e famiglia).

“Se Conte pensa di conservare la maggioranza anche senza di noi, allora ci sposteremo all’opposizione”, ha dichiarato Renzi. “Contrariamente a quanto si legge, non stiamo chiedendo poltrone. Vogliamo portare idee e proposte concrete. Vogliamo ottenere più soldi per il settore sanitario”, ha aggiunto in risposta alle accuse di alcuni media, che lo attaccano per aver provocato una crisi di governo nel corso di una pandemia.

Secondo quanto trapelato da fonti governative, in caso di ritiro dei ministri non sarebbe più possibile creare un nuovo governo includendo Italia Viva. Tra i partiti della maggioranza, i 5 Stelle hanno annunciato che termineranno ogni collaborazione con Renzi se dovesse continuare su questa strada, mentre il leader del Partito Democratico Nicola Zingaretti ha invitato l’ex premier a essere ragionevole, perché una crisi di governo in questo momento sarebbe un errore.

(Alessandro Follis | EURACTIV.it)

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MADRID

Il ministero della Salute spagnolo lancia un canale WhatsApp contro la disinformazione sui vaccini. La Spagna si prepara a lanciare a breve un canale interattivo su WhatsApp per combattere la disinformazione sui vaccini anti-Covid e ridurre così la percentuale di persone che rifiutano di vaccinarsi.

Secondo un sondaggio del Centro di ricerca sociologica (Cis), di proprietà dello Stato, pubblicato lo scorso novembre, circa il 30% della popolazione spagnola si rifiuta ancora di immunizzarsi contro il coronavirus, preferendo lasciare che “altri” provino prima i vaccini contro il Covid-19.

Mentre il governo spagnolo ha lanciato un sito web dedicato lo scorso dicembre per rispondere alle domande dei cittadini sui vaccini, la nuova app è uno strumento in più nello sforzo nazionale per “creare una cultura del ‘mi vaccino in modo sicuro, con tutte le risposte di cui ho bisogno’,” hanno sottolineato le fonti del ministero della salute spagnolo.

(Fernando Heller | euroefe)

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LISBONA

Le Nazioni Unite chiedono al Portogallo di mostrare leadership sulla questione dei migranti. L’Alto comitato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr) ha chiesto al Portogallo di “mostrare leadership” sulla questione dei migranti durante la sua presidenza del Consiglio dell’Ue.

L’Unhcr chiede a Portogallo e Slovenia (che assumerà la presidenza nel semestre successivo) di negoziare una riforma sostanziale del patto di immigrazione e di fornire maggiore supporto ai Paesi e regioni dove vivono più rifugiati.

(Tiago Almeida, Lusa.pt)

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In altre notizie, il primo museo sull’Olocausto della Penisola iberica sarà inaugurato il 20 gennaio a Porto. Il museo illustrerà “la vita prima della deportazione, il nazismo, i ghetti, i rifugi, i campi di concentramento, la liberazione, la creazione dello Stato di Israele”, riferisce la Comunità ebraica di Porto.

(Paula Martinho, Lusa.pt)

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ATENE

Kotzias: “Il governo usa metodi tirannici per silenziare le opposizioni”. L’ex ministro degli Esteri Nikos Kotzias ha riferito a Euractiv che il governo di centro-destra di Kyriakos Mitsotakis utilizza metodi sempre più tirannici, come il controllo dei media, per silenziare la voce delle opposizioni. Kotzias ha avvertito anche del potere di un gruppo di oligarchi che blocca ogni progresso nel Paese.

(Sarantis Michalopoulos | EURACTIV.com)


GRUPPO DI VISEGRAD

PRAGA

Un governo formato dal Partito pirata? Il Partito pirata ceco (Verdi/Efa) ha approvato un accordo con il partito centrista Sindaci e Indipendenti per formare una coalizione progressista che si concentrerebbe su trasparenza, digitalizzazione, diritti umani e lotta ai cambiamenti climatici.

Secondo un sondaggio di opinione, questa coalizione potrebbe ottenere più del 20% dei voti a ottobre 2021 e battere il partito al governo del primo ministro Andrej Babiš.

Fin dall’inizio della pandemia a marzo, la popolarità del Partito pirata ceco è passata dal 14% al 20%, mentre il partito di Babiš ha continuato a soffrire nei sondaggi. Mentre a marzo si è attestato al 34,5%  secondo un sondaggio condotto da Kantar, il sostegno è sceso al 25% entro novembre, secondo recenti sondaggi.

Tuttavia, il Partito pirata non è l’unica forza politica che potrebbe mettere in pericolo Babiš. Nell’autunno del 2020, tre partiti di centro-destra – Civico Democratici (Ecr), Cristiano Democratici (Ppe) e Top 09 (Ppe) – hanno deciso di unire le forze per sconfiggere l’attuale primo ministro.

I tre partiti stanno attualmente finalizzando il loro accordo di coalizione, che potrebbe permettere loro – come coalizione – di ottenere il 20% dei voti nelle elezioni del 2021, secondo un sondaggio Kantar pubblicato a novembre.

(Aneta Zachová | EURACTIV.cz)

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BUDAPEST

Trovato un sostituto all’europarlamentare coinvolto nell’orgia gay. Il gruppo Fidesz-Kndp ha eletto Kinga Gál come presidente, una posizione rimasta vacante dopo le dimissioni di József Szájer, coinvolto a dicembre nello scandalo dell’orgia gay a Bruxelles da cui avrebbe tentato di fuggire.

Gál, eurodeputata dal 2004 e vicepresidente del Partito popolare europeo (Ppe) dal 2015 al 2019, assisterà Tamás Deutsch, capo della delegazione, che è sotto sanzione del Ppe per i commenti fatti ai media ungheresi che hanno paragonato la politica del leader bavarese Manfred Weber alla Gestapo e ai servizi segreti stalinisti ungheresi. Deutsch si è poi scusato.

(Vlagyiszlav Makszimov | EURACTIV.com)

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BRATISLAVA

Confermati 19 anni di carcere a Marián Kočner. La Corte suprema slovacca ha confermato la decisione di un tribunale inferiore dello scorso anno, che aveva condannato a lunghe pene detentive gli imprenditori Marián Kočner e Pavol Rusko.

Entrambi sono stati riconosciuti colpevoli di aver falsificato quattro cambiali del valore di 69 milioni di euro, un crimine senza precedenti nella storia slovacca. Kočner aveva tentato di utilizzare queste cambiali per ottenere soldi dall’attuale proprietà del canale televisivo Markíza, la compagnia americana Cme. Secondo Kočner, queste cambiali erano state firmate da Pavol Rusko, allora direttore del canale, nel 2000 per terminare una disputa sulla proprietà della tv.Tuttavia, queste cambiali non erano presenti nei conti della tv prima del 2016 e, secondo la testimonianza dell’esperto forense, non sono state firmate prima del 2013.

Kočner, in prigione già da un anno, è stato recentemente assolto in primo grado per l’omicidio del giornalista Ján Kuciak. Anche in questo caso l’appello sarà deciso dalla Corte suprema.

(Zuzana Gabrižová | EURACTIV.sk)


NOTIZIE DAI BALCANI

SOFIA

La Bulgaria prepara un piano nazionale per l’adozione dell’euro. Il piano conterrà i dettagli sulle azioni che autorità e imprese compiranno per l’adozione della moneta unica europea.

“Ci aspettiamo l’ingresso nell’eurozona nel 2024. I compiti principali del governo bulgaro per raggiungere l’obiettivo sono l’implementazione di vari impegni in seguito all’adesione all’Erm II a luglio 2020”, ha commentato il ministro delle Finanze Kiril Ananiev.

L’adesione all’eurozona richiede una buona preparazione del settore imprenditoriale e del pubblico, per assicurare una transizione rapida ed efficiente dal pagamento in lev a quello in euro.

“Stiamo lavorando intensamente per rispettare i tempi e selezionare un tempo minimo di permanenza nell’Erm II. Al momento non ci sono rischi seri di non riuscire a rispettare gli impegni”, ha aggiunto Ananiev.

(Krassen Nikolov | EURACTIV.bg)

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BUCAREST

La Romania ritarda ancora l’ingresso nella zona euro. Il governo rumeno ha ritardato ancora il calendario per l’adesione all’euro, citando la necessità di bilanciare i suoi indicatori macroeconomici per via del contesto della pandemia di Covid-19.

La Romania attualmente non rispetta i criteri per l’adesione all’euro e le misure per controbilanciare gli effetti della pandemia hanno ulteriormente aumentato gli squilibri macroeconomici.

Nel 2019, l’allora governo dei socialisti annunciò l’intenzione di entrare nell’eurozona entro il 2024. L’esecutivo che ha preso il potere a fine 2020 ha già dichiarato di volersi concentrare prima sull’uso efficace dei fondi europei contro la pandemia, per poi rivalutare successivamente l’intero calendario per l’adesione.

(Bogdan Neagu | EURACTIV.ro)

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ZAGABRIA

Le opposizioni e i media lavorano per destabilizzare l’Hdz, dice la commissaria europea Šuica. La commissaria europea per la Democrazia e la demografia Dubravka Šuica ha accusato pubblicamente le opposizioni e i media croati di lavorare per destabilizzare il partito al governo, l’Hdz, chiamando la regione colpita dai terremoti ‘Banija’ (un termine usato ai tempi della dominazione comunista) invece di Banovina.

“La polemica su Banija e Banovina è pubblica. Secondo me sarebbe corretto dire Banovina, ma se qualcuno lo dice diversamente, non è per complottare contro lo stato”, ha dichiarato il presidente del parlamento croato Gordan Jandroković. La vice presidente del parlamento Sabina Glasovac (Sdp) ha detto che il primo ministro Andrej Plenković, l’Hdz, la Croazia e tutta l’Ue dovrebbero vergognarsi delle parole di Šuica.

(Željko Trkanjec | EURACTIV.hr)

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LUBIANA

Il ministero degli Interni rende pubblici gli stipendi dei poliziotti in sciopero. Nel documento rilasciato dal ministero sono resi noti i salari di quasi 9.000 tra membri delle forze di polizia e impiegati dei ministeri.

Uno dei sindacati della polizia aveva proclamato uno sciopero in questi giorni per gli stipendi e le condizioni lavorative, perciò la mossa del ministero è stata vista come un tentativo di disciplinare i manifestanti e seminare la discordia tra loro.

(Željko Trkanjec | EURACTIV.hr)

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BELGRADO

Il presidente serbo discute il collegamento con l’Ue dei trasporti nei Balcani occidentali. Il presidente serbo Aleksandar Vučić e Matej Zakonjšek, direttore del Segretariato permanente della Comunità dei trasporti, si sono incontrati martedì a Belgrado per discutere dello sviluppo di una rete di trasporto regionale e di una rete di trasporto dei Balcani occidentali con l’Ue – un progetto che andrebbe a beneficio sia dei cittadini che delle imprese.

Zakonjšek ha presentato le priorità della Comunità dei Trasporti relative al collegamento delle infrastrutture di trasporto nella rete transeuropea, alla sicurezza dei trasporti, all’attuazione dell’acquis europeo e agli standard nel settore dei trasporti, che hanno comportato la digitalizzazione e miglioramenti ambientali. Tra le altre priorità figurano un più rapido flusso di merci alle frontiere grazie all’istituzione di un controllo comune e il rilancio del trasporto ferroviario e fluviale, secondo un comunicato dell’ufficio del presidente.

Il presidente serbo ha chiesto a Zakonjšek di contribuire alla creazione di corridoi verdi – come quelli istituiti durante la pandemia – lungo i confini dei Balcani occidentali con l’Ue, rimuovendo le barriere per garantire un flusso più rapido delle merci.

(EURACTIV.rs | betabriefing.com)

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SARAJEVO

I migranti non saranno ospitati nella Republika Srpska, dice Dodik. Il presidente della Bosnia-Erzegovina e rappresentante della comunità serba Milorad Dodik ha dichiarato che il territorio della Republika Srpska (Rs) non offrirà accoglienza ai migranti.

“La Rs ha il diritto di sostenere questa posizione e non la cambierà. Non ci saranno centri di accoglienza nel suo territorio”, ha sottolineato Dodik, dopo l’invito ricevuto da Josep Borrell e il rifiuto dell’offerta europea di un finanziamento per l’accoglienza.

“L’Ue ha incoraggiato milioni di persone a raggiungerla, poi ha messo delle barriere ai confini. Questo dimostra il suo atteggiamento verso i migranti, che sono un loro problema, non nostro”, ha aggiunto Dodik.

L’Ue ha fornito un sostegno finanziario di oltre 88 milioni di euro alla Bosnia e ha attrezzato completamente il Centro di accoglienza della Bira, che è rimasto inutilizzato, ha dichiarato in un comunicato stampa il Servizio europeo per l’azione esterna.

(Željko Trkanjec | EURACTIV.hr)

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PODGORICA | BELGRADO

La Serbia ha acquistato un altro 5% del sistema di trasmissione dell’elettricità in Montenegro. Elektromreža Srbije, Ems, ha acquisito un altro 5% delle quote del sistema di trasmissione elettrica montenegrino, Cges, pagandolo circa 7 milioni. La compagnia serba detiene ora il 15% delle quote di Cges.

Nel dicembre 2015 EMS ha acquistato in borsa oltre il 10% delle azioni Cges per un valore di 13,9 milioni di euro. L’anno scorso il Kosovo ha riferito di aver cambiato il proprio sistema elettrico da fonti serbe ad albanesi.

(Željko Trkanjec | EURACTIV.hr)

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TIRANA | PRISTINA

Gravi alluvioni causate dalle forti piogge. Il governo del Kosovo istituirà un fondo di emergenza per assistere le persone colpite da alluvioni in diverse città del Paese, ha riferito il primo ministro Avdullah Hoti. Il ministro della difesa Anton Quni ha confermato che le forze speciali sono intervenute in diverse parti del Paese per aiutare i cittadini.

La situazione è ancora peggiore in Albania, dove le forti piogge degli ultimi giorni stanno perdendo intensità, ma molte parti del Paese restano allagate, soprattutto nelle contee di Shkodra e Lezha. Il primo ministro Edi Rama ha visitato la città di Vlora per verificare la situazione.

(Željko Trkanjec | EURACTIV.hr)

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[A cura di Sarantis Michalopoulos, Daniel Eck, Zoran Radosavljevic]